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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40312/2022 del 25/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna per il reato di minaccia grave (riqualificazione da violenza privata): 1) nullità del giudizio di convalida dell'arresto per assenza del difensore di fiducia; 2) inutilizzabilità della prova testimoniale per mancato deposito della lista testi; 3) violazione del principio di correlazione tra imputazione e sentenza per presunta diversa ricostruzione fattuale senza trasmissione degli atti al PM (art. 521/2 c.p.p.); 4) vizio di motivazione e illogicità nella dichiarazione di responsabilità, sostenendo che l'imputato aveva tenuto un atteggiamento difensivo; 5) errore nella valutazione delle circostanze (recidiva, esclusione delle attenuanti generiche) e violazione nella mancata conversione della pena detentiva breve (2 mesi) in pena pecuniaria ai sensi dell'art. 53 legge 689/1981.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i primi quattro motivi (per genericità o perchè rivendicazioni di merito incensurabili in Cassazione o compatibili col rito direttissimo). Il quinto motivo è stato ritenuto fondato limitatamente alla mancata motivazione sulla non sostituibilità della pena detentiva breve con pena pecuniaria: la sentenza di merito è stata annullata soltanto rispetto a tale profilo e il fascicolo è stato rinviato alla Corte d'Appello di Perugia per nuovo esame sulla richiesta di conversione ai sensi dell'art. 53 della legge 689/1981. Le restanti censure del quinto motivo (recidiva, attenuanti, congruità della pena) sono state dichiarate inammissibili o infondate.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 612 comma 2 (minaccia grave)

    La Corte ha ritenuto che la condotta contestata sia configurabile come minaccia grave; si è accertata la sussistenza degli elementi costitutivi richiamati dai giudici di merito (profferire minacce unitamente a comportamento con cacciavite) rispetto alla imputazione originaria di violenza privata

  • Codice di procedura penale, art. 516

    Richiamato in relazione alle norme sul rito e alle garanzie difensive; la Corte ha ritenuto irrilevante per la nullità complessiva il fatto che il difensore di fiducia non fosse reperito se fosse stato presente un difensore d'ufficio alla convalida

  • Codice di procedura penale, art. 521 e art. 521/2

    La Corte ha affermato che la riqualificazione giuridica del fatto da parte del giudice è legittima se non supera la competenza del giudice e se risulta più favorevole all'imputato; inoltre la censura sulla mancata trasmissione degli atti (art. 521/2) è infondata perché non è stata indicata alcuna differenza fattuale effettiva rispetto all'imputazione

  • Codice di procedura penale, art. 558 comma 1 (rito direttissimo)

    Nel rito direttissimo la chiamata dei testi dell'accusa può avvenire oralmente; perciò l'assenza di deposito scritto della lista testi non costituisce invalicabile vizio procedurale

  • Legge 24 novembre 1981, n. 689, art. 53

    La norma disciplina la possibilità di sostituire pene detentive brevi con pene pecuniarie; la Corte ha ritenuto che la Corte d'appello ha omesso adeguata motivazione nel rigettare la richiesta di conversione e perciò la decisione va riesaminata

  • Legge 24 novembre 1981, n. 689, art. 58

    Richiamata come parametro per valutare l'adeguatezza della conversione in funzione risocializzante; la Corte d'appello aveva invocato l'art. 58 ma senza fornirne motivazione specifica, ciò che ha determinato l'annullamento parziale

  • Codice penale, art. 62-bis (circostanze attenuanti generiche)

    I giudici di merito hanno valutato negativamente le attenuanti generiche alla luce della recidiva e dell'atteggiamento aggressivo: tale valutazione discrezionale non è manifestamente illogica e pertanto non sindacabile in Cassazione

  • Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, art. 83 comma 12-ter (convertito dalla legge 24 aprile 2020, n. 27)

    Citato quale norma che ha consentito al Sostituto Procuratore generale di presentare una requisitoria scritta in Cassazione

Massime di principio

  • La presenza di un difensore d'ufficio alla convalida dell'arresto supplisce all'assenza del difensore di fiducia se ciò è verbalizzato; l'assenza del difensore di fiducia non determina automaticamente la nullità del procedimento se sono state rispettate le garanzie difensive
  • Nel rito direttissimo la chiamata orale dei testi (ai sensi dell'art. 558 c.p.p.) è legittima: l'assenza di una lista testi scritta non rende di per sé inutilizzabili le dichiarazioni testimoniali
  • La riqualificazione giuridica del fatto da parte del giudice è lecita se è più favorevole all'imputato o rientra nella competenza del giudice; per contestare la violazione del principio di correlazione è necessario indicare elementi fattuali concreti e differenze rilevanti rispetto all'imputazione
  • Le censure di merito sulla valutazione della prova e sulla ricostruzione fattuale sono in gran parte incensurabili in Cassazione, salvo che emergano contraddizioni manifeste o illogicità nella motivazione
  • Quando è chiesta la conversione di una pena detentiva breve in pena pecuniaria ai sensi della legge n. 689/1981, il giudice di merito deve fornire motivazione specifica e articolata se ritiene la conversione non appropriata in funzione risocializzante; l'omessa o generica motivazione comporta vizio che la Cassazione può annullare
  • L'asserita difformità di documenti (es. certificato penale relativo a altra persona) pone onere probatorio a carico della difesa: mere affermazioni generiche non sono sufficienti a scalfire la motivazione della Corte che ha fondato l'accertamento sull'identificazione dattiloscopica (AFIS)

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