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Sentenza

Sentenza n. 175/2026 - Latina, Sezione 1

per l'annullamento del provvedimento prot. n. 447557 del 16 novembre 2015, di reiezione di istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica.

Giustizia amministrativa201600120

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di accertamento di compatibilità paesaggistica relativo a una tettoia e a un magazzino abusivi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il provvedimento regionale che ha negato l’accertamento di compatibilità paesaggistica per una tettoia e un magazzino abusivi, deducendo l’irrilevanza della creazione di nuove superfici utili e nuovi volumi in ragione della natura meramente pertinenziale degli interventi. Il ricorso contestava quindi la riconducibilità delle opere al limite previsto per l’accertamento postumo di compatibilità paesaggistica e sosteneva che esse dovessero essere considerate pertinenze edilizie dell’edificio principale.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha chiarito che la pertinenza urbanistica ha nozione più ristretta rispetto a quella civilistica e richiede un manufatto di modeste dimensioni, con funzione soltanto accessoria, coessenziale all’edificio principale e privo di autonomo valore di mercato. In ogni caso, anche qualificando le opere come pertinenze, l’art. 167, comma 4, lett. a), del d.lgs. n. 42/2004 consente l’accertamento postumo di compatibilità paesaggistica esclusivamente per opere che non abbiano creato nuove superfici utili o nuovi volumi, né aumentato quelli legittimamente realizzati. Il magazzino ha invece determinato, almeno, la realizzazione di superficie utile e volume, sicché il diniego regionale è risultato legittimo. Inoltre, poiché tettoia e magazzino erano stati oggetto di un’unica istanza, l’amministrazione ha correttamente valutato gli interventi congiuntamente e non in modo atomistico. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 167, comma 4, lett. a), d.lgs. 42/2004

    che non abbiano determinato creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati

    L’accertamento postumo di compatibilità paesaggistica è escluso per le opere che abbiano creato nuove superfici utili o nuovi volumi, anche quando tali opere siano qualificate come pertinenze urbanistiche.

Massime di principio

  • La pertinenza urbanistica è una nozione più restrittiva di quella civilistica e ricorre solo per manufatti di modeste dimensioni, aventi funzione meramente accessoria e coessenziale all’edificio principale e privi di autonomo valore di mercato.
  • Anche un’opera qualificabile come pertinenza urbanistica non può beneficiare dell’accertamento postumo di compatibilità paesaggistica quando abbia determinato la creazione di nuove superfici utili o nuovi volumi, ai sensi dell’art. 167, comma 4, lett. a), del d.lgs. 42/2004.
  • Quando più opere edilizie sono oggetto di un’unica istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica, la verifica dei presupposti di legge può essere svolta unitariamente, senza procedere a una valutazione atomistica dei singoli interventi.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria paesaggisticaQualificazione degli interventi
RamiBeni culturali e paesaggioEdilizia
IstitutiProporzionalità e ragionevolezza

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