Cassazione Penale, Sentenza n. 35256/2022 del 21/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso contestava quattro profili: 1) violazione dell'art. 521 c.p.p. e dell'art. 24 Cost. per presunta novità della circostanza aggravante (da "destrezza" a "uso di mezzo fraudolento") senza trasmissione degli atti al PM e lesione del diritto di difesa; 2) vizio di motivazione e errata applicazione degli artt. 99 e 106 c.p.p. perché la Corte di appello, ritenuta la recidiva semplice, non avrebbe adeguatamente motivato l'aumento e la sua misura; 3) mancato riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 62 co.1 n.4 (danno patrimoniale di particolare tenuità), nonostante il recupero della somma e la modesta entità del danno; 4) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche nonostante il comportamento processuale favorevole e una donazione a titolo di risarcimento.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. In sintesi: 1) ha ritenuto legittima la riqualificazione della circostanza aggravante perché la descrizione materiale del fatto nell'imputazione (introduzione dall'esterno tramite balconi/finestra, arrampicandosi) consentiva la contestazione degli elementi costitutivi dell'aggravante senza violare il principio di correlazione; 2) ha giudicato adeguata la motivazione sul riconoscimento della recidiva semplice, richiamando le valutazioni del Tribunale sui precedenti e la reiterazione del comportamento del ricorrente; 3) ha escluso l'attenuante di particolare tenuità perché il danno va valutato al momento della consumazione e la modalità di effrazione ha prodotto anche effetti non patrimoniali (paura, perdita di sicurezza) rilevanti; 4) ha confermato che l'esclusione delle attenuanti generiche rientra nella valutazione di merito coerente e non sindacabile in cassazione salvo illogicità manifesta. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 521 cod. proc. pen.
Invocata dal ricorrente per denuncia di novità dell'imputazione; la Corte ha ritenuto che la descrizione materiale del fatto nell'imputazione fosse sufficiente a riportare gli elementi dell'aggravante, evitando la violazione dell'art. 521.
art. 24 Cost.
Richiamato nel profilo di lesione del diritto di difesa; la Cassazione ha ritenuto il diritto di difesa rispettato in quanto la fattispecie aggravante era ricostruibile dalla descrizione dei fatti.
art. 625 co.1 (codice penale)
La Corte ha interpretato le circostanze aggravanti (destrezza / uso di mezzo fraudolento) alla luce della descrizione materiale dell'introduzione dall'esterno tramite finestra/balconi, ritenendo configurabile la fattispecie aggravata in termini di mezzo fraudolento o destrezza.
art. 99 e art. 106 cod. proc. pen.
Rilevanti rispetto al trattamento della recidiva; la Cassazione ha ritenuto che la motivazione del Tribunale sulle precedenti e sulla reiterazione delinquenziale fosse idonea a giustificare la recidiva semplice anche dopo riqualificazione.
art. 62 co.1 n.4 cod. pen.
Attenuante per danno patrimoniale di particolare tenuità: la Corte ha ricordato che il danno si valuta al momento della consumazione del reato e che la mera restituzione successiva non esclude la valutazione negativa, specie se ricorrono effetti non patrimoniali.
art. 133 cod. pen.
Richiamato in tema di attenuanti generiche: il giudice di merito può valorizzare il fattore che ritiene prevalente e negare le attenuanti generiche su base motivata; tale valutazione non è sindacabile in Cassazione salvo manifesta illogicità.
art. 624 bis cod. pen.
Menziionato nel confronto giurisprudenziale sulle modalità del furto e sulle conseguenze per la sussistenza o meno di attenuanti; la Corte sottolinea che modalità furtive notturne rilevano ai fini del danno criminale complessivo.
art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137
Richiamato procedimentalmente in relazione all'udienza; citazione formale del quadro normativo emergenziale in cui si è svolto l'atto.
Massime di principio
- La riqualificazione di una circostanza aggravante è ammissibile se l'imputazione descrive materialmente i comportamenti idonei a costituire l'aggravante: non è necessario che la fattispecie aggravatrice sia testualmente indicata se gli elementi costitutivi emergono dalla descrizione dei fatti.
- La recidiva semplice è valutazione discrezionale del giudice di merito; la motivazione può essere implicita purché coerente e fondata su precedenti e sulla reiterazione del comportamento del reo; la Cassazione non sostituisce la valutazione di merito salvo carenza o illogicità manifesta.
- L'attenuante per danno patrimoniale di particolare tenuità si valuta sul pregiudizio al momento della consumazione del reato: la restituzione successiva della refurtiva è un fatto posteriore non idoneo a configurare di per sé l'attenuante.
- Nella valutazione delle attenuanti va considerato anche il danno non patrimoniale (timore, perdita di sicurezza) derivante dalle modalità del reato; modalità particolarmente invasive e notturne possono escludere attenuanti di tenuità.
- L'esclusione delle circostanze attenuanti generiche è una scelta valutativa del giudice di merito basata sugli elementi di personalità e sulle modalità del reato; è sindacabile in Cassazione solo se manifestamente illogica o contraddittoria.
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