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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30365/2026 del 10/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il condannato aveva chiesto l'affidamento in prova al servizio sociale avverso una pena complessiva di anni 6, mesi 9 e giorni 2 di reclusione per associazione a delinquere, reati contro il patrimonio commessi in Austria nel 2022, nonché falso e ricettazione risalenti al 2009 e 2010. Il Tribunale di sorveglianza aveva rigettato l'istanza ritenendo la misura prematura, perché la pericolosità sociale non era ancora del tutto estinta e perché le condotte più recenti evidenziavano un elevato livello organizzativo e una selezione accurata delle vittime. Con il ricorso per cassazione il condannato deduceva erronea applicazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che il provvedimento fosse carente perché non aveva valorizzato: la riduzione di pena riconosciuta in relazione ai fatti commessi in Austria, che avrebbe dimostrato un ruolo marginale nella compagine criminale; la collaborazione prestata e la sostanziale resipiscenza emersa nella relazione di sintesi; il consistente periodo di espiazione già sofferto all'estero, da considerare nella valutazione complessiva del percorso rieducativo.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il ricorso. Ha osservato che la valutazione del Tribunale di sorveglianza sulla persistenza, sia pure non piena, della pericolosità sociale e sull'assenza di una prognosi favorevole circa il rischio di recidiva rientrava in un apprezzamento di merito logico e non manifestamente illogico, insindacabile in sede di legittimità. Ha inoltre rilevato che il Tribunale aveva effettivamente considerato gli indicatori di antisocialità e gli elementi favorevoli al richiedente, senza che le doglianze del ricorrente indicassero un errore di diritto o un vizio motivazionale decisivo, ma soltanto una richiesta di rivalutazione del fatto. Per tale ragione il ricorso è stato rigettato con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 47, comma 2, ord. pen.

    assicurazione dal pericolo di reiterazione

    L'accesso all'affidamento in prova presuppone una prognosi favorevole, cioè la constatazione che il beneficio sia idoneo ad escludere il pericolo di reiterazione del reato; la verifica spetta al Tribunale di sorveglianza ed è fondata su un apprezzamento complessivo della personalità e della pericolosità del richiedente.

Massime di principio

  • Ai fini dell'affidamento in prova al servizio sociale, il giudice deve compiere una verifica completa degli indicatori di persistente antisocialità e del rischio di recidiva; la gravità del reato, da sola, non è automaticamente ostativa, ma costituisce un elemento valutabile nel quadro complessivo.
  • L'emersione di elementi di collaborazione o di ravvedimento non è di per sé sufficiente a fondare la concessione della misura alternativa, dovendo il giudice valutare se il percorso trattamentale sia giunto a un livello tale da escludere il pericolo di reiterazione, secondo criteri di progressività e gradualità.
  • La valutazione del Tribunale di sorveglianza sulla pericolosità sociale e sulla prognosi di recidiva, se sorretta da motivazione logica e non fondata su dati fattuali errati, non è sindacabile in cassazione come mera richiesta di rivalutazione del merito.
  • Nel giudizio sull'affidamento in prova possono essere valorizzati non solo il buon comportamento intramurario o l'espiazione già sofferta, ma anche la struttura organizzativa delle condotte criminose, la selezione delle vittime e l'atteggiamento complessivo del soggetto verso i fatti commessi.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale

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