Cassazione Penale, Sentenza n. 19623/2023 del 10/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per reati di associazione finalizzata al narcotraffico e importazione di ingenti quantitativi di cocaina. Il ricorrente ha articolato quattro motivi: 1) inutilizzabilità delle comunicazioni acquisite dalla piattaforma Sky ECC (contestando modalità di acquisizione e decriptazione da parte di autorità estere e la loro utilizzazione tramite OEI), 2) insufficiente motivazione sulla sussistenza dell'aggravante di cui all'art. 416-bis, comma 1, cod. pen., 3) omissione di motivazione circa l'aggravante di cui all'art. 61-bis cod. pen., 4) carenza di motivazione e illogicità nel ritenere adeguata soltanto la custodia cautelare in carcere (contestando pericolo di inquinamento probatorio e reiterazione, e sostenendo che gli arresti domiciliari con divieti avrebbero potuto essere adeguati).
La decisione
La Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto utilizzabili le chat Sky ECC acquisite tramite Ordini Europei di Indagine (OEI) trasmessi dall'autorità giudiziaria francese e ricondotte all'art. 234-bis c.p.p.; ha confermato la presunzione di legittimità degli atti compiuti dalle autorità di altro Stato membro salvo prova contraria e ha osservato che in atti era depositata la documentazione trasmessa dalla Francia. I secondo e terzo motivo sono stati dichiarati inammissibili per carenza di interesse (contestazioni di aggravanti non idonee a incidere sulla misura de libertate imposta). Il quarto motivo è stato ritenuto infondato: la Corte ha confermato la motivazione rafforzata del Tribunale che ha ravvisato pericolo di inquinamento probatorio e di reiterazione, nonchè l'operatività della presunzione prevista dall'art. 275, comma 3, c.p.p. per i reati previsti dall'art. 74 d.P.R. 309/1990; conseguentemente la custodia carceraria è stata confermata. Condanna alle spese e trasmissione degli atti alla cancelleria per gli adempimenti di legge.
Norme richiamate
art. 234-bis cod. proc. pen.
Consente l'acquisizione di documenti e dati informatici conservati all'estero; applicata per giustificare l'utilizzabilità delle chat decriptate trasmesse dall'autorità giudiziaria francese, individuando il "legittimo titolare" nei soggetti che hanno il potere di disporre dei dati (qui l'Autorità giudiziaria francese che aveva sequestrato il server)
Direttiva 2014/41/UE e d.lgs. 21 giugno 2017, n. 108 (recepimento OEI)
L'ordine europeo di indagine (OEI) si esegue secondo il principio del reciproco riconoscimento e conformemente alla legge dello Stato di esecuzione; la trasmissione di prove già acquisite dallo Stato di esecuzione gode di una presunzione di regolarità salvo prova contraria
art. 275, comma 3, cod. proc. pen.
Per taluni delitti (tra cui quelli connessi al traffico di stupefacenti) opera una presunzione relativa circa l'esistenza delle esigenze cautelari e l'adeguatezza della sola misura carceraria; la difesa deve fornire elementi idonei a dissolvere ragionevoli dubbi per ottenere misura meno afflittiva
art. 51, comma 3-bis, cod. proc. pen.
Indica i reati per i quali ricorrono particolari regimi cautelari e termine di durata della custodia; qui rilevante per l'inquadramento dei reati di stupefacenti ai fini cautelari
art. 407, comma 2, lett. a), cod. proc. pen.
Rilevato per evidenziare la particolare posizione dei reati per i quali sono previsti termini più elevati di custodia cautelare; contribuisce alla valutazione della gravità del quadro cautelare
art. 568, comma 4, cod. proc. pen.
Principio dell'interesse all'impugnazione: il ricorso per cassazione contro provvedimenti de libertate è ammissibile solo se sussiste un concreto interesse dell'impugnante, valutato in termini di utilità pratica dell'accoglimento
art. 284, cod. proc. pen.
Norma che autorizza prescrizioni (es. divieto di comunicare) in misure degli arresti domiciliari; la Corte ha osservato che tali divieti difficilmente possono essere efficacemente controllati rispetto alla custodia in carcere
Massime di principio
- Le comunicazioni criptate acquisite tramite OEI e trasmesse dall'autorità giudiziaria di uno Stato membro possono essere utilizzate nel processo italiano sulla base dell'art. 234-bis c.p.p. e del principio di reciproco riconoscimento, salvo prova concreta e specifica di illegittimità nella modalità di acquisizione
- Esiste una presunzione di legittimità sull'attività probatoria compiuta dalle autorità di altro Stato membro: chi contesta deve indicare elementi concreti che dimostrino la violazione di norme inderogabili o principi fondamentali
- C'è una differenza pratica tra materiale ricevuto direttamente dall'autorità giudiziaria estera (più facilmente utilizzabile e presumibilmente documentato) e materiale consegnato tramite canali investigativi internazionali (es. Europol), per il quale la difesa può richiedere documentazione sulle modalità di acquisizione
- In ricorsi 'de libertate' è inammissibile censurare aggravanti quando la loro eliminazione non inciderebbe sulla legittimità o sulla misura cautelare disposta (mancanza di interesse concreto all'impugnazione)
- Per superare la presunzione di adeguatezza della custodia in carcere per reati di droga (art.275, comma 3 c.p.p.) la difesa deve offrire elementi forti, concreti e aggiornati che escludano il pericolo di inquinamento probatorio e/o di reiterazione
- Gli arresti domiciliari con divieti di comunicare possono non essere ritenuti proporzionati se non esiste un efficace mezzo di controllo per impedire contatti illeciti; il giudice valutera' la reale idoneità della misura rispetto al rischio concreto
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