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Cassazione Civile, Ordinanza n. 13841/2023 del 19/05/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (impresa)

La controversia

La controversia nasce da un ricorso cautelare ex art. 700 c.p.c. promosso davanti al Tribunale ordinario di Catania da un sindacato di balneari, da un'associazione imprenditoriale del settore e da una società concessionaria di uno stabilimento balneare, per ottenere l'ordine di cessare lo sversamento in mare delle acque provenienti dal canale d'Arci, ritenuto pregiudizievole per l'ambiente marino, la salute dei bagnanti e l'attività economica dello stabilimento. Il Tribunale accolse la domanda solo nei confronti della società ricorrente e dichiarò la carenza di legittimazione degli altri due soggetti. La società soccombente propose quindi reclamo/appello davanti al Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche, sostenendo che, nelle materie di acque pubbliche, la competenza a decidere anche sul reclamo cautelare spettasse al giudice specializzato, in applicazione dell'art. 141 R.D. 1775/1933 e del rinvio alle norme processuali comuni. Il TRAP, invece, dichiarò la propria incompetenza funzionale a conoscere del reclamo, ritenendo che il reclamo cautelare contro un provvedimento ex art. 700 c.p.c. emesso dal tribunale ordinario dovesse essere proposto al collegio dello stesso tribunale ex art. 669-terdecies c.p.c. La ricorrente ha quindi chiesto alla Corte di cassazione di affermare la competenza del TRAP, deducendo violazione degli artt. 141, 207 e 208 R.D. 1775/1933 e degli artt. 669-terdecies e 669-quaterdecies c.p.c.; le controparti hanno resistito e proposto anche ricorso incidentale. La Corte ha dichiarato inammissibile il regolamento di competenza, ritenendo pacificamente cautelare il provvedimento impugnato e quindi non proponibile il regolamento; ha inoltre dichiarato assorbito il ricorso incidentale. Nondimeno, in ragione della particolare importanza della questione, ha enunciato principi di diritto: nelle materie di cui all'art. 140 T.U. acque, la domanda cautelare ex art. 700 c.p.c. spetta al TRAP competente per territorio, con reclamo al TSAP; il reclamo cautelare contro l'ordinanza conclusiva della fase sommaria dei procedimenti possessori o nunciatori in tali materie va proposto al tribunale ordinario collegiale; se invece il provvedimento ex art. 700 è stato emesso dal giudice del tribunale ordinario incompetente per materia, il reclamo resta devoluto al collegio dello stesso tribunale; l'appello al TRAP di cui all'art. 141, terzo comma, riguarda solo la sentenza resa nel giudizio di merito su azioni possessorie o nunciatorie a tutela del possesso.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il regolamento di competenza proposto dalla società ricorrente, perché contro un provvedimento cautelare non è ammesso il regolamento di competenza. Ha ritenuto assorbito il ricorso incidentale delle controparti. Le spese sono state integralmente compensate per la novità e complessità delle questioni. La Corte ha inoltre dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato. Pur rigettando il mezzo, ha chiarito in motivazione il corretto riparto di competenza nelle controversie in materia di acque pubbliche tra tribunale ordinario, TRAP e TSAP, distinguendo tra domanda cautelare ex art. 700, reclamo cautelare e appello avverso le sentenze di merito.

Norme richiamate

  • art. 700 c.p.c.

    Il ricorso d'urgenza è qualificato come procedimento cautelare; nelle materie di acque pubbliche la relativa competenza va individuata secondo il giudice competente a conoscere del merito, che nelle controversie ex art. 140 T.U. acque è il TRAP.

  • art. 669-ter c.p.c.

    Attribuisce la competenza cautelare al giudice competente per il merito; la Corte ne ricava che, nelle materie di cui all'art. 140 T.U. acque, il giudice della cautela è il TRAP.

  • art. 669-terdecies c.p.c.

    Il reclamo avverso i provvedimenti del giudice singolo del tribunale spetta al collegio dello stesso tribunale; l'incompetenza per materia del giudice cautelare va fatta valere nel reclamo, non con regolamento di competenza.

  • art. 669-quaterdecies c.p.c.

    Le disposizioni sul procedimento cautelare si applicano anche ai provvedimenti cautelari previsti da leggi speciali, in quanto compatibili; ciò conferma l'applicabilità del reclamo cautelare al sistema del T.U. acque.

  • art. 141 R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775

    Il terzo comma si riferisce all'appello avverso le sentenze di merito rese nelle azioni possessorie o nunciatorie; non riguarda il reclamo cautelare. Il secondo comma non consente di attribuire al TRAP il reclamo avverso l'ordinanza cautelare del tribunale ordinario.

  • art. 140 R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775

    Delimita le materie in cui opera il regime speciale delle acque pubbliche e, per le controversie che vi rientrano, determina il giudice specializzato competente.

  • art. 207 R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775

    È un rinvio formale alle norme del codice di procedura civile per le azioni possessorie previste dall'art. 141.

  • art. 208 R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775

    Per tutto ciò che non è regolato dal T.U. acque si applicano le norme del codice di procedura civile e dell'ordinamento giudiziario; il rinvio è formale e consente l'applicazione anche delle norme sul reclamo cautelare, ma non di estendere l'art. 141 al reclamo come se fosse appello.

  • art. 363 c.p.c.

    La Corte richiama il potere di enunciare principi di diritto nell'interesse della legge pur a fronte dell'inammissibilità del ricorso.

  • art. 47 c.p.c.

    È il rimedio tipico del regolamento di competenza; la Corte osserva che non è esperibile contro provvedimenti cautelari, data la loro provvisorietà e riproponibilità.

  • art. 380-ter c.p.c.

    Indica la trattazione camerale del procedimento di regolamento.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    La Corte dà atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • Nel procedimento cautelare non è ammesso il regolamento di competenza, perché i provvedimenti cautelari sono provvisori e riproponibili e una decisione resa ai sensi dell'art. 47 c.p.c. difetterebbe del requisito della definitività.
  • Nelle materie speciali delle acque pubbliche, il rinvio del T.U. alle norme processuali comuni è formale e mobile: si applicano le norme del c.p.c. compatibili, ivi comprese quelle sul reclamo cautelare, ma senza trasformare il reclamo in appello.
  • L'art. 141 del R.D. 1775/1933, comma terzo, disciplina l'appello contro la sentenza di merito resa su azioni possessorie o nunciatorie nelle materie di acque pubbliche, non il reclamo avverso l'ordinanza cautelare.
  • Dopo la riforma del procedimento cautelare uniforme, la competenza sul provvedimento ex art. 700 c.p.c. segue il giudice competente per il merito; nelle controversie ricadenti nell'art. 140 T.U. acque, tale giudice è il TRAP.
  • L'incompetenza per materia del giudice che ha emesso un provvedimento cautelare va dedotta con il reclamo endoprocedimentale dinanzi al collegio del medesimo tribunale, non con il regolamento di competenza né con il ricorso al giudice specializzato previsto per l'appello di merito.

Come è indicizzato

MaterieCompetenzaImpugnazioniProcedimenti cautelari
RamiProcesso civileEsecuzioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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