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Sentenza

Sentenza n. 361/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, - dell’ordinanza n. 60/17 Prot. 69067/17 del 29 dicembre 2017, notificata il 16 gennaio 2018, con la quale il Comune di Avezzano ha ingiunto al ricorrente di pagare, ai sensi dell'art. 31, comma 4 bis, del D.P.R. n. 380/01, la sanzione pecuniaria quantificata in € 20.000,00, oltre la somma di € 15,00 per le spese del procedimento; - ogni altro atto presupposto, prodromico e/o consequenziale comunque ad essa connesso con particolare riguardo all'ordinanza di ingiunzione di demolizione e di ripristino dello stato dei luoghi n. 30/17 prot. 30521/17 del 15 giugno 2017, al verbale di sopralluogo della Polizia Locale redatto il 15 dicembre 2017 finalizzato all'accertamento dell’ottemperanza all'ordinanza ingiunzione, alle cartografie regionali, alle cartografie presenti nel sito SITAP del MIBAC e a quelle inserite nel S.I.T. - Sistema Informativo Territoriale risultante dal sito web del Comune di Avezzano, allegate alla perizia dell'Ing. De Pratti, nonché, ad ogni buon conto, alla PEC della Soprintendenza BB.AA.CC. “prot. n° 27724/17 del 30.05.2017, pervenuta al Comune il 12/06/2017”, richiamata nell'ordinanza n. 60/2017 di contenuto sconosciuto

Giustizia amministrativa201800117

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di irrogazione della sanzione pecuniaria di 20.000 euro per inottemperanza all'ordine di demolizione di opere edilizie abusive, unitamente agli atti presupposti e connessi, comprese la cartografia SITAP e una comunicazione della Soprintendenza

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente contestava la sanzione pecuniaria prevista dall'art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001, irrogata dopo l'accertata inottemperanza all'ordine di demolizione di due tettoie realizzate senza titolo edilizio. Deduceva la violazione e falsa applicazione dell'art. 31, comma 4-bis, anche in relazione all'art. 27 del d.P.R. 380/2001, l'erronea applicazione del d.lgs. 42/2004, l'erroneità dei presupposti, il travisamento dei fatti, la contraddittorietà e incongruità della motivazione, il difetto di istruttoria e lo sviamento. In particolare, sosteneva che l'area non fosse assoggettata a vincolo paesaggistico: il Canale Collettore del Fucino non sarebbe stato compreso negli elenchi rilevanti ai fini dell'art. 142, comma 1, lett. c), d.lgs. 42/2004, né nell'elenco delle zone umide, e la cartografia SITAP del Ministero sarebbe erronea. Il Comune eccepiva l'inammissibilità del ricorso sia per la mancata impugnazione tempestiva dell'ordine di demolizione, sia perché le censure riguardavano la fondatezza dell'abuso e non il solo atto sanzionatorio. Il TAR ha rilevato d'ufficio, previo avviso ex art. 73, comma 3, c.p.a., l'ulteriore profilo della mancata notifica del ricorso al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancata notifica al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Il ricorrente aveva infatti chiesto espressamente l'annullamento anche di atti riconducibili a tale amministrazione, in particolare della cartografia SITAP recante la mappatura dei vincoli paesaggistici e della comunicazione della Soprintendenza richiamata nell'ordinanza comunale. Poiché le censure miravano direttamente a negare la correttezza e l'efficacia di tali atti ministeriali, il Ministero doveva essere evocato in giudizio quale parte necessaria. La mancata notificazione del ricorso ha impedito l'esame nel merito delle contestazioni relative al vincolo paesaggistico, alla legittimità della sanzione e agli ulteriori vizi dedotti. Le spese sono state integralmente compensate in ragione della peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001

    Costituisce la base normativa della sanzione pecuniaria irrogata per l'inottemperanza all'ordine di demolizione.

  • art. 27 d.P.R. 380/2001

    È richiamato in relazione alla disciplina degli interventi edilizi abusivi in area sottoposta a tutela paesaggistica.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    È stato invocato dal ricorrente nella richiesta di accertamento di conformità, dichiarata inammissibile dal Comune.

  • art. 142, comma 1, d.lgs. 42/2004

    È la disposizione posta in relazione al vincolo paesaggistico ope legis concernente le fasce di rispetto di corsi d'acqua e le zone umide; la questione sostanziale non è stata esaminata per l'inammissibilità del ricorso.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    È stato applicato per avvisare le parti del profilo di inammissibilità rilevato d'ufficio relativo alla mancata notifica al Ministero.

Massime di principio

  • Quando il ricorso chiede espressamente l'annullamento di atti emanati da un'amministrazione diversa da quella autrice del provvedimento principale, tale amministrazione deve essere evocata in giudizio mediante notificazione del ricorso, se la decisione incide direttamente sui suoi atti e sulle sue attribuzioni.
  • La mancata notificazione del ricorso all'amministrazione titolare degli atti autonomamente impugnati determina l'inammissibilità del ricorso, anche quando tali atti siano richiamati o utilizzati come presupposto del provvedimento adottato da un'altra amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniVincoli e piani paesaggisticiLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrere

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