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Ordinanza

Ordinanza n. 2396/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) n. 1758/2026, resa tra le parti,

Giustizia amministrativa202604290

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare, ritenendo che le argomentazioni dell’appellante non consentissero di superare la decisione del TAR, avuto riguardo agli effetti dell’interdittiva antimafia sul rapporto di diritto pubblico. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Consiglio di Stato, Sez. VOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza cautelare del TAR Lazio, Sez. II, che aveva respinto la domanda cautelare proposta contro gli effetti di un’interdittiva antimafia sul rapporto di diritto pubblico

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa ha proposto appello cautelare ai sensi dell’art. 62 c.p.a. contro l’ordinanza del TAR Lazio che aveva negato la sospensione cautelare degli atti contestati. Dal testo emerge che la controversia riguarda gli effetti di un’interdittiva antimafia sul rapporto di diritto pubblico con le amministrazioni resistenti. Non sono specificamente indicati i singoli motivi di illegittimità dedotti nell’appello.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l’appello cautelare avverso le ordinanze cautelari del giudice di primo grado.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della parte interessata.

  • Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Nell’appello cautelare, la mera prospettazione degli interessi dell’impresa non consente di superare la decisione del giudice di primo grado quando gli effetti dell’interdittiva antimafia incidono sul rapporto di diritto pubblico in termini ritenuti prevalenti dal giudice d’appello.
  • La valutazione cautelare degli effetti di un’interdittiva antimafia deve tenere conto dell’incidenza dell’atto sul rapporto di diritto pubblico sottostante e non può limitarsi alla posizione contrattuale o patrimoniale dell’impresa destinataria.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafiaTutela cautelareAppello
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
SottomaterieEffetti sui contratti e sui titoli abilitativi
IstitutiTutela cautelare

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