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Cassazione Penale, Ordinanza n. 14763/2026 del 23/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, non ravvisando elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva respinto il suo appello contro una condanna resa in rito abbreviato per reingresso illegale nel territorio dello Stato dopo espulsione. Dalla motivazione emerge che il ricorso denunciava violazione di legge e vizi motivazionali, ma in sostanza chiedeva una nuova valutazione del materiale istruttorio e degli elementi già esaminati dai giudici di merito, sia sul profilo della responsabilità sia sul trattamento sanzionatorio. La Corte di cassazione rileva che il ricorso non si confronta specificamente con la motivazione della decisione impugnata, la quale aveva ritenuto provato il rientro in Italia senza autorizzazione ministeriale, escludendo che potessero valere le rassicurazioni del difensore, anche alla luce della simulazione del matrimonio con cittadina italiana. La Corte territoriale aveva inoltre negato la particolare tenuità del fatto per la presenza di precedenti specifici e aveva ritenuto non concedibili le attenuanti generiche né riducibile la pena.

Norme richiamate

  • art. 13, comma 13, d.lgs. n. 286/1998

    Integra il reato il rientro nel territorio dello Stato dello straniero già espulso senza una speciale autorizzazione del Ministero dell'interno, nel periodo di divieto stabilito dal provvedimento di espulsione.

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto può essere esclusa in presenza di precedenti penali specifici e di elementi negativi sulla personalità dell'imputato.

  • art. 62-bis c.p.

    Le attenuanti generiche possono essere negate quando non emergano elementi positivi in favore dell'imputato e la sua personalità sia connotata negativamente.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e, salvo assenza di colpa, a una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità sono inammissibili i motivi che, pur formalmente prospettando violazione di legge o vizio di motivazione, mirano in realtà a ottenere una nuova valutazione del merito e delle risultanze processuali.
  • Per integrare il reato di reingresso illegale dello straniero espulso è sufficiente accertare il rientro nel territorio italiano in assenza della necessaria autorizzazione ministeriale, restando irrilevanti giustificazioni soggettive non sorrette da un titolo abilitante.
  • La richiesta di particolare tenuità del fatto può essere disattesa valorizzando precedenti specifici e la negatività della personalità dell'imputato, senza necessità di ulteriori argomentazioni se la motivazione è coerente e non illogica.
  • Le attenuanti generiche non sono dovute e possono essere negate quando il giudice di merito rilevi l'assenza di elementi positivi idonei a controbilanciare il quadro sfavorevole dell'imputato.

Come è indicizzato

MaterieResistenza e oltraggio a pubblico ufficialeImpugnazioni
RamiReati contro la PAProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fattoNullità processuale

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