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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45257/2024 del 10/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del G.i.p. del Tribunale di Varese che aveva disposto gli arresti domiciliari nell'ambito di un procedimento per reati tributari e truffa aggravata relativo a un complesso sistema di evasione dell'IVA tramite compravendita di autovetture. Il ricorrente ha articolato tre motivi: (1) incompetenza territoriale del G.i.p. di Varese, sostenendo che la competenza spettasse al G.i.p. di Napoli (o, in subordine, di Milano) in base alle regole sulla competenza per reati connessi e in particolare richiamando l'art. 18 d.lgs. n.74/2000 per i reati tributari; (2) vizio di motivazione del Tribunale del riesame, accusato di essersi semplicemente appiattito sull'ordinanza originaria senza svolgere un autonomo esame critico; (3) insufficienza della motivazione circa i gravi indizi di colpevolezza, contestando la qualificazione delle conversazioni intercettate e la ricostruzione del ruolo della Car Consulting S.r.l. nel presunto schema fraudolento (emissione di fatture inesistenti, uso di società cartiere, immatricolazioni aggregate tramite targa 'RD000' e omissione dell'IVA).

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha confermato la competenza territoriale del Tribunale di Varese ritenendo applicabile, per il reato più grave (art. 8 d.lgs. n.74/2000), il criterio speciale dell'art. 18, comma 1, d.lgs. n.74/2000 quando non è individuabile il luogo di emissione delle fatture false; tale luogo coincide con il 'luogo di accertamento' individuato ove sono state svolte le indagini e compiuta la valutazione degli elementi probatori (nel caso, Varese). È stato inoltre ribadito che la competenza investigativa della Procura EPPO (Procura europea) non altera le regole ordinarie di competenza del giudice. Quanto alla motivazione del Tribunale del riesame, la Corte ha ritenuto che l'ordinanza sia stata adeguatamente motivata e abbia svolto un autonomo esame critico del compendio probatorio; le censure sulla valutazione delle intercettazioni e sul ruolo della Car Consulting S.r.l. sono state ritenute deduzioni difensive suscettibili di diverso apprezzamento in sede dibattimentale, non idonee a far dichiarare la manifesta illogicità della decisione cautelare. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Principio secondo cui, in presenza di più giudici ugualmente competenti, la competenza appartiene al giudice del reato più grave; applicato per selezionare il giudice competente tra più sedi possibili.

  • art. 8 cod. proc. pen.

    Criterio oggettivo per individuare il luogo di consumazione del reato; utilizzato come riferimento primario per determinare la competenza territoriale, se individuabile.

  • art. 9 cod. proc. pen.

    Regole oggettive alternative per determinare la competenza quando il luogo non è individuabile con l'art. 8; richiamata nella dottrina e giurisprudenza sulle regole di 'gradazione' per i reati connessi.

  • art. 18 d.lgs. n. 74 del 2000

    comma 1 (anche commi 2 e 3 richiamati nella sentenza)

    Norma speciale per i reati tributari: se la competenza non può essere determinata a norma dell'art. 8 cod. proc. pen., è competente il giudice del luogo di accertamento del reato. La Corte la interpreta come criterio prevalente e applicabile per il singolo reato tributario quando non è possibile identificare il luogo di emissione delle fatture.

  • d.lgs. 2 febbraio 2021, n. 9 (istituzione EPPO)

    Stabilisce che i procuratori europei delegati esercitano funzioni requirenti sull'intero territorio nazionale indipendentemente dalla sede d'assegnazione, ma non incidono sulle regole ordinarie di competenza del giudice; la Corte ha sottolineato che la competenza investigativa dell'EPPO non muta la competenza territoriale del giudice.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che regola la condanna alle spese processuali per i ricorsi rigettati; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese.

  • Cass. Sez. Unite, sentenza Orlandelli

    Giurisprudenza citata dal ricorrente per sostenere la regola di gradazione nella competenza per reati connessi; la Corte ha comunque ritenuto che la specialità dell'art. 18 d.lgs. 74/2000 e la distinzione tra reato singolo e reati connessi portino alla conferma della competenza di Varese.

Massime di principio

  • Per reati tributari, se non è possibile individuare il luogo di emissione delle fatture o il luogo di consumazione con le regole ordinarie (art. 8 cod. proc. pen.), prevale il criterio speciale dell'art. 18 d.lgs. n.74/2000: competente il giudice del luogo di accertamento del reato.
  • La competenza investigativa o la partecipazione dell'EPPO alle indagini non modifica le regole ordinarie di competenza territoriale del giudice.
  • Il Tribunale del riesame deve fornire una motivazione autonoma e non meramente formale rispetto all'ordinanza genetica; tuttavia, la Corte di legittimità verifica la presenza di un esame critico complessivo e non pretende che il riesame ripeta esaurientemente ogni argomento già esposto.
  • In sede di controllo di legittimità sulle misure cautelari, le contestazioni relative alla valutazione delle prove (es. intercettazioni) richiedono elementi idonei a dimostrare manifestissima illogicità o irragionevolezza della motivazione per essere accolte; mere letture alternative dei fatti sono riservate al giudizio dibattimentale.
  • Quando sono contestati plurimi reati connessi, la determinazione della competenza segue l'art. 16 cod. proc. pen. (giudice del reato più grave) e, in mancanza di possibilità di individuazione del luogo di consumazione di tale reato, si applicano i criteri speciali previsti per i reati fiscali.

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