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Sentenza

Sentenza n. 1114/2026 - Catania, Sezione 1

per l'annullamento - della nota prot. n.-OMISSIS- del 2/10/2024 notificata al ricorrente in data 7/10/2024, con cui il Prefetto della Provincia di Siracusa ha illegittimamente decretato il diniego nei confronti del ricorrente del titolo autorizzativo per l’esercizio dell’attività di pirotecnico, deposito e vendita ai sensi degli artt. 101 R.D. 635/1940 e 11 e 52 R.D. 18 giugno 1931 n. 773; - di ogni altro provvedimento e/o atto successivo, prodromico, presupposto e conseguenziale;

Giustizia amministrativa202402211

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego prefettizio del titolo autorizzativo per l'esercizio dell'attività di pirotecnico, deposito e vendita

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (operatore pirotecnico)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha contestato il diniego del titolo autorizzativo previsto dall'art. 101 r.d. 635/1940 e dagli artt. 11 e 52 r.d. 773/1931, fondato su un parere sfavorevole della Questura e su un giudizio di inaffidabilità derivante da una condanna per furto del 1983, da denunce risalenti e mai sfociate in condanne, nonché da una denuncia del 2016 per commercio e trasporto di materie esplodenti, definita con assoluzione irrevocabile. Ha dedotto l'inattualità, l'incongruità, l'illogicità e l'insufficienza della motivazione, la violazione dell'art. 3 l. 241/1990, l'omessa considerazione dell'assoluzione e della lunga attività professionale svolta senza incidenti, nonché la violazione dell'art. 10-bis l. 241/1990 per mancato esame della memoria presentata dopo la comunicazione dei motivi ostativi.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego, ritenendo assorbente il vizio di motivazione. L'art. 11, comma 2, TULPS, con riferimento alla condanna per furto, attribuisce all'Amministrazione un potere discrezionale e non impone automaticamente il diniego. La Prefettura avrebbe dovuto effettuare una valutazione individualizzata della gravità del fatto, del tempo trascorso, della condotta successiva e di ogni elemento utile a verificare l'affidabilità del richiedente. Il provvedimento si è invece limitato a richiamare una condanna risalente al 1983, senza specificarne la pena, denunce mai sfociate in condanne e una denuncia del 2016 conclusasi con assoluzione irrevocabile, senza menzionare tale assoluzione né spiegare la concreta attualità e rilevanza dei precedenti rispetto all'attività richiesta. L'ampia discrezionalità dell'Amministrazione in materia di ordine e sicurezza pubblica non esclude l'obbligo di un'istruttoria adeguata e di una motivazione congrua, concreta e attuale. L'annullamento è disposto fatti salvi eventuali successivi provvedimenti adeguatamente motivati. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 101 r.d. 635/1940

    Disciplina le modalità per il conseguimento del certificato di idoneità necessario per ottenere la licenza per fabbricare o accendere fuochi d'artificio.

  • art. 11 r.d. 773/1931

    Le autorizzazioni di polizia possono essere negate a chi ha riportato condanna ... per furto ... e a chi non può provare la sua buona condotta.

    In presenza di una condanna per furto, il diniego non è automatico: l'Amministrazione deve esercitare una valutazione discrezionale e individualizzata sull'affidabilità del richiedente, considerando gravità, risalenza, condotta successiva e ogni elemento utile.

  • art. 52 r.d. 773/1931

    Oltre quanto è stabilito dall'art. 11, debbono essere negate le predette licenze alle persone che nel quinquennio precedente abbiano riportato condanna ...

    Prevede ipotesi di diniego obbligatorio per determinate condanne riportate nel quinquennio precedente e richiede inoltre la dimostrazione della capacità tecnica; la disposizione è distinta dalla valutazione discrezionale prevista dall'art. 11, comma 2.

  • art. 3 l. 241/1990

    Impone una motivazione idonea a rendere conoscibili le ragioni concrete del diniego e il percorso istruttorio e argomentativo seguito dall'Amministrazione.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    È stato invocato per la mancata considerazione della memoria presentata a seguito della comunicazione dei motivi ostativi, ma il giudice ha deciso sulla base assorbente dell'insufficienza della motivazione.

Massime di principio

  • Quando una norma sulle autorizzazioni di polizia prevede che il diniego per una determinata condanna possa essere disposto, e non debba esserlo, l'Amministrazione deve svolgere una valutazione discrezionale caso per caso e non può fondare il diniego sul solo dato formale della condanna.
  • Il giudizio di affidabilità ai fini del rilascio di un'autorizzazione di polizia deve considerare in modo complessivo la gravità del fatto, il tempo trascorso, la condotta successiva dell'interessato e ogni circostanza concretamente rilevante.
  • L'ampia discrezionalità amministrativa a tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica non esonera l'Amministrazione dall'obbligo di svolgere un'adeguata istruttoria e di motivare il diniego in modo concreto, attuale, logico e ragionevole.
  • Il richiamo a denunce non sfociate in condanne e a procedimenti conclusi con assoluzione irrevocabile non è sufficiente, di per sé, a dimostrare l'inaffidabilità del richiedente; l'Amministrazione deve spiegare specificamente la rilevanza di tali vicende nel caso concreto e dare conto dell'assoluzione.
  • La risalenza dei precedenti incide sull'attualità del giudizio prognostico di inaffidabilità e impone una motivazione particolarmente puntuale sulle ragioni per cui fatti lontani nel tempo siano ancora ostativi al rilascio dell'autorizzazione.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaLicenze e autorizzazioni di poliziaMotivazione del provvedimento
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezza

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