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Cassazione Penale, Ordinanza n. 27911/2025 del 29/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende. La decisione di merito del Tribunale di sorveglianza sulla liberazione anticipata per il semestre considerato resta quindi ferma.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (tribunale)

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di L'Aquila che aveva deciso sulla spettanza della liberazione anticipata con riferimento a un singolo semestre. Dalla motivazione della Cassazione emerge che il ricorso articolava tre motivi: i primi due contestavano, in sostanza, il modo in cui il giudice di sorveglianza aveva valutato i fatti rilevanti ai fini del beneficio, sostenendo che non potessero essere considerati elementi già coperti da giudicato interno o comunque estranei al perimetro della decisione sul semestre in esame; il terzo motivo censurava la tenuta della motivazione dell'ordinanza impugnata. La Corte ha ritenuto tutti i motivi manifestamente infondati, osservando che il giudicato interno riguarda capi e punti di decisione e non la selezione dei fatti astrattamente rilevanti ai fini della valutazione della spettanza della liberazione anticipata, e che il tribunale poteva apprezzare l'intero perimetro fattuale nel rispetto del contraddittorio, anche alla luce di nuove informazioni. Ha inoltre rilevato che la motivazione dell'ordinanza si era confrontata in modo sufficiente con le ragioni del reclamante, con argomentazione sintetica ma completa e rigorosa.

Norme richiamate

  • liberazione anticipata

    La decisione riguarda la verifica della spettanza del beneficio con riferimento a un singolo semestre e i limiti del sindacato del giudice di sorveglianza sulla base degli elementi fattuali valutabili.

  • giudicato interno

    Il giudicato interno si forma sui capi e punti della decisione, non sulla selezione dei fatti astrattamente rilevanti ai fini della decisione su un beneficio penitenziario.

  • art. 10316 del 30/01/2020, Foriglio

    Richiamata come precedente secondo cui il giudice può considerare anche nuove informazioni pervenute o acquisite, nel rispetto del contraddittorio.

Massime di principio

  • Nel procedimento di sorveglianza avente ad oggetto la liberazione anticipata su un singolo semestre, il giudicato interno non preclude al giudice di rivalutare l'intero compendio fattuale rilevante, purché resti invariato il capo o punto di decisione oggetto di esame.
  • La selezione dei fatti rilevanti ai fini della concessione o del diniego di un beneficio penitenziario non è cristallizzata dal giudicato interno come tale; il tribunale può apprezzare l'intero perimetro dei fatti e anche elementi sopravvenuti o nuovi, se acquisiti nel contraddittorio.
  • La motivazione del giudice di sorveglianza è adeguata quando si confronta con le ragioni dedotte dal reclamante e, pur in forma sintetica, consente di comprendere l'iter logico-valutativo seguito.
  • In cassazione sono manifestamente infondati i motivi che mirano a trasformare in limite preclusivo del giudicato interno la mera contestazione sulla base fattuale considerata dal giudice nella valutazione di un beneficio penitenziario.

Come è indicizzato

MaterieLiberazione anticipataImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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