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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18436/2024 del 10/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p.: si deduce un errore percettivo della Corte di legittimità circa la produzione e l'acquisizione di 71 documenti che la difesa sostiene fossero stati prodotti e visionati in udienza il 28/04/2021 (con successiva memoria del 4/05/2021 e ordinanza del 12/05/2021). La difesa contesta che la Corte di appello e poi la Corte di cassazione abbiano ritenuto quei documenti non prodotti o non allegati, elemento che avrebbe inciso sulla valutazione dell'attendibilità del dichiarante Nicola Schiavone e, quindi, sulla conferma dell'accertamento di concorso esterno in associazione camorristica e sull'aumento della pena.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha richiamato la giurisprudenza su art. 625-bis c.p.p. precisando che l'errore di fatto è un errore percettivo sul contenuto degli atti e deve essere decisivo per il risultato. Pur riconoscendo una confusione sulla data di produzione dei documenti e un errore letterale nella ricostruzione della verbalizzazione, la Corte ha ritenuto tale errore non decisivo: dalla valutazione complessiva emerge che la Corte d'appello aveva già esaminato i documenti e/o li aveva ritenuti irrilevanti sul merito, e che in ogni caso la difesa non aveva eccepito tempestivamente le inesattezze del verbale, né dimostrato che l'errata percezione avrebbe condotto a decisione diversa. Conseguentemente il ricorso per errore di fatto non prevale e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    L'errore di fatto invocato deve consistere in un errore percettivo causato da svista o equivoco nella lettura degli atti; deve essere decisivo per la decisione; non si applica a meri errori di valutazione o di diritto né agli errori del giudice di merito che devono essere dedotti con impugnazioni ordinarie.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese del procedimento per il ricorrente quando il ricorso è rigettato; applicata qui a carico del Cosentino dopo il rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • Il ricorso per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. è ammesso solo per errori percettivi sugli atti processuali (svista/equivoco) e non per divergenze di valutazione o interpretazione giuridica.
  • Perché il ricorso straordinario sia accolto l'errore percettivo deve essere decisivo: occorre dimostrare che, senza tale errore, la decisione sarebbe stata diversa.
  • Gli errori relativi alla verbalizzazione (date, allegati, produzioni) vanno fatti valere tempestivamente in udienza: la mancata eccezione o la mancata richiesta di correzione indebolisce fortemente la censura successiva.
  • Se il giudice di merito ha esaminato i documenti e li ha ritenuti irrilevanti sul piano probatorio, non è sufficiente dimostrare un mero vizio formale nella produzione per ottenere annullamento: bisogna provare la rilevanza probatoria decisiva dei documenti omessi.
  • In impugnazioni straordinarie è importante documentare in modo chiaro la successione temporale delle produzioni e delle richieste (verbali, PEC, memorie) e conservare prove dell'effettiva acquisizione o mancata acquisizione per evitare contestazioni sulla verbalizzazione.

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