Sentenza n. 907/2026 - Catanzaro, Sezione 1
per l'annullamento (i) della “Comunicazione parere negativo”, prot. n. -OMISSIS- del 23.08.2021 (doc. 1), in merito alla pratica n. -OMISSIS- – cod. univ. Suap -OMISSIS-, con cui la Provincia di Cosenza, Settore Pianificazione Territoriale, ha comunicato alla Ricorrente, al Comune di Cassano allo Jonio e alla Soprintendenza per la Provincia di Cosenza il parere negativo definitivo sul progetto: “Mantenimento annuale delle strutture dello stabilimento balneare (CDM suppletiva previo parere regionale e NN.OO.BB.PP.AA.) ai sensi dell'art. 14 della L.R. 17/2005 e SS.MM.II. – Cod. Univ. Suap. -OMISSIS-”, avente ad oggetto: Richiesta autorizzazione paesaggistica ai sensi dell'art. 146 d.lgs. n. 42/2004 – l.r. n. 19/2002; (ii) del parere vincolante negativo in merito al progetto di cui sopra reso dal Ministero della Cultura - Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio - Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Cosenza, nota prot. n. -OMISSIS- del 12.05.2021, comunicato anche alla Ricorrente ex art. 10-bis legge n. 241/1990 (doc. 2); (iii) della nota prot. n. -OMISSIS- del 02.08.2021 con cui la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Cosenza ha confermato le motivazioni del proprio parere negativo di cui sopra (doc. 3) in riscontro alle osservazioni presentate dalla Ricorrente al preavviso di rigetto, assunte al prot. n. -OMISSIS- del 31.05.2021 della Provincia di Cosenza (doc. 4); (iv) di ogni altro atto propedeutico, presupposto, connesso e/o consequenziale a quelli in questa Sede impugnati; nonché per la condanna dell'Amministrazione: (i) a rilasciare l'autorizzazione richiesta dalla Ricorrente; (ii) in subordine, a rinnovare l'intera procedura di valutazione; (iii) in via del tutto subordinata, al ristoro dei danni patiti e patiendi dalla Ricorrente a causa delle illegittimità consumate dalla Soprintendenza per la Provincia di Cosenza;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego dell'autorizzazione paesaggistica per il mantenimento annuale delle strutture di uno stabilimento balneare, unitamente al parere vincolante negativo della Soprintendenza e agli atti connessi
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni procedenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'impresa ha impugnato il parere negativo definitivo della Provincia di Cosenza, il parere vincolante negativo della Soprintendenza e la successiva conferma delle relative motivazioni, deducendo plurimi profili di illegittimità. Gli atti riguardavano la richiesta di autorizzazione paesaggistica ai sensi dell'art. 146 d.lgs. n. 42/2004 per il mantenimento, durante tutto l'anno solare, delle strutture dello stabilimento balneare. In via consequenziale, la ricorrente ha chiesto il rilascio dell'autorizzazione, in subordine la rinnovazione della procedura e, ulteriormente, il risarcimento dei danni. Nel corso del giudizio, tuttavia, ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, richiamando il mutamento del quadro normativo che avrebbe reso inattuale la controversia sulla cosiddetta destagionalizzazione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare i motivi di illegittimità dedotti né le domande consequenziali. La decisione è stata adottata in applicazione del principio dispositivo che governa il processo amministrativo: la dichiarazione della parte di non avere più interesse alla pronuncia impedisce al giudice di decidere nel merito, non potendo quest'ultimo procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. Il giudice deve quindi adottare una pronuncia conforme alla manifestazione espressa dell'interessato. Le spese sono state integralmente compensate tra tutte le parti, in ragione degli interessi incisi dall'azione amministrativa.
Norme richiamate
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
La disposizione è richiamata nel provvedimento con riferimento alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
art. 146 d.lgs. n. 42/2004
Costituiva la base normativa della richiesta di autorizzazione paesaggistica oggetto degli atti impugnati; non è stata esaminata nel merito a causa dell'improcedibilità.
art. 10-bis l. n. 241/1990
È richiamato in relazione alla comunicazione alla ricorrente del parere negativo della Soprintendenza quale preavviso di rigetto; la sua applicazione non è stata scrutinata nel merito.
Massime di principio
- Nel processo amministrativo, la dichiarazione con cui il ricorrente manifesta di non avere più interesse alla pronuncia determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, quando non residui una ragione per decidere diversamente.
- Il principio dispositivo impedisce al giudice amministrativo di esaminare d'ufficio il merito della controversia o di sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire dopo che questa abbia dichiarato di non averne più interesse.
- La sopravvenuta inattualità della controversia, derivante anche dal mutamento del quadro normativo, può fondare la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse, senza esame dei motivi di illegittimità e delle domande consequenziali.
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