Cassazione Penale, Ordinanza n. 30645/2026 del 11/08/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Messina che lo aveva condannato. Dal testo emerge che i primi due motivi erano diretti a contestare la valutazione della prova compiuta dai giudici di merito, ma la Suprema Corte li ha ritenuti manifestamente infondati per genericità, perché si limitavano a riproporre questioni già esaminate senza evidenziare manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione. Il terzo motivo riguardava il diniego della particolare tenuità del fatto; anche tale doglianza è stata ritenuta generica, poiché la Corte territoriale aveva valorizzato l'apprezzabile gravità della condotta, in particolare la violenza esercitata ai danni di un pubblico agente.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando la genericità dei primi due motivi, che si risolvevano in una mera critica alla valutazione del materiale probatorio, e la genericità del terzo motivo relativo alla particolare tenuità del fatto, esclusa dalla Corte d'appello in ragione della gravità della condotta violenta ai danni del pubblico agente. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Massime di principio
- In sede di legittimità sono inammissibili i motivi di ricorso che si limitino a riproporre in modo generico censure sulla valutazione della prova già affrontate dai giudici di merito, senza evidenziare specifici vizi di manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione.
- Il diniego della particolare tenuità del fatto è sorretto quando la decisione di merito evidenzi elementi concreti di apprezzabile gravità della condotta, specie se connotata da violenza contro un pubblico agente; una censura in cassazione che non si confronti specificamente con tali argomenti è generica e inammissibile.
- La particolare tenuità del fatto non può essere invocata in modo apodittico quando la dinamica concreta del reato esprima un disvalore non minimale, valorizzato dal giudice di merito attraverso circostanze fattuali significative.
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