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Sentenza

Sentenza n. 719/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Forlì n. 282/2024, depositata e resa pubblica il 10.12.2024.

Giustizia amministrativa202501874

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Forlì n. 282/2024, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (beneficiario di sentenza)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha agito per ottenere l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Forlì n. 282/2024. La sentenza era passata in giudicato, era stata notificata al Ministero ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione e, nonostante ciò, l'Amministrazione era rimasta inadempiente. È stata inoltre richiesta la condanna al pagamento di una penalità di mora.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, rilevando la perdurante inadempienza del Ministero rispetto a una sentenza definitiva e passata in giudicato. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare esecuzione alle statuizioni della sentenza del giudice ordinario, detratto quanto eventualmente già corrisposto, entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Per il caso di ulteriore inadempimento, ha nominato sin d'ora un commissario ad acta, individuato nel Direttore Generale dell'Ufficio scolastico della Regione Emilia-Romagna, con facoltà di subdelega, affinché provveda entro i successivi novanta giorni su istanza della parte ricorrente. Ha invece respinto la domanda di penalità di mora, ritenendo equa la previsione della sentenza ottemperanda relativa alla corresponsione di interessi o rivalutazione ai sensi dell'art. 22, comma 36, l. n. 724/1994, dalla maturazione del diritto all'accredito sino alla concreta attribuzione. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in 1.000 euro oltre accessori, alla restituzione del contributo unificato e alla distrazione delle spese in favore del difensore.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice di ordinare all'Amministrazione l'esecuzione del giudicato, nonché di disciplinare le modalità sostitutive mediante commissario ad acta e la penalità di mora.

  • art. 22, comma 36, l. n. 724/1994

    interessi o rivalutazione ai sensi dell’art. 22, comma 36, della L. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all’accredito alla concreta attribuzione

    La previsione di interessi o rivalutazione contenuta nella sentenza ottemperanda è stata ritenuta dal TAR una misura equa anche ai fini della penalità di mora richiesta nel giudizio di ottemperanza.

Massime di principio

  • Il giudice amministrativo può accogliere l'azione di ottemperanza quando una sentenza passata in giudicato, anche del giudice ordinario, sia rimasta ineseguita dall'amministrazione dopo la notifica necessaria per l'esecuzione e il decorso del termine dilatorio previsto dalla legge.
  • In presenza di perdurante inadempimento dell'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può ordinare l'esecuzione del giudicato entro un termine determinato e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza di parte in caso di ulteriore inerzia.
  • La penalità di mora può essere negata quando la sentenza da eseguire preveda già il pagamento di interessi o rivalutazione dalla maturazione del diritto fino alla concreta attribuzione e tale previsione sia ritenuta equa dal giudice dell'ottemperanza.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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