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Sentenza

Sentenza del 26/02/2020 n. 638 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

Reddito di lavoro autonomo - determinazione - fatture insolute - non rilevano. Fattura insoluta - documento - è tale - valenza probatoria - consegue.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

la sentenza ha stabilito che, ai fini della determinazione del reddito di lavoro autonomo, non si tengono in considerazione i proventi rappresentati in fatture rimaste insolute. Inoltre la produzione di fatture insolute in sede di accertamento o in giudizio non costituisce una dichiarazione tributaria ma è un documento con valenza probatoria che può essere valutato dall'autorità procedente e dal giudice

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

disputa sulla determinazione del reddito di lavoro autonomo: se le somme indicate in fatture rimaste insolute debbano essere considerate reddito tassabile; e se la produzione in sede di accertamento o in giudizio di fatture insolute abbia valore di dichiarazione tributaria ovvero solo valenza probatoria

Massime di principio

  • Le fatture non incassate non costituiscono automaticamente reddito tassabile: per la determinazione del reddito da lavoro autonomo rileva l'effettiva percezione (o la concreta capacità di imputare il provento secondo le regole applicabili), pertanto le somme non riscosse vanno escluse fino a prova contraria della loro effettiva realizzazione.
  • La produzione di una fattura insoluta è prova documentale dell'esistenza del credito/operazione ma non equivale a una 'dichiarazione' di incasso; il giudice valuta tale documento insieme ad altre prove (movimenti bancari, incassi successivi, atti di recupero del credito, procedure concorsuali del debitore, protesti, ecc.).
  • Onere della prova: l'Amministrazione che assegna rilievo a fatture non riscosse deve dimostrare che i relativi proventi siano effettivamente realizati o esigibili come reddito; il contribuente può contrastare l'accertamento con documenti che provano l'insolvenza o la mancata percezione.
  • Se il credito è successivamente riscosso tale incasso assume rilevanza fiscale nel periodo in cui avviene (salvo regole specifiche diverse previste dalla normativa vigente per il trattamento delle componenti di reddito).
  • In pratica procedurale, è opportuno documentare tempestivamente le azioni di recupero del credito e gli indizi di insolvenza (corrispondenza, tentativi di incasso, procedure esecutive o concorsuali) per impedire che fatture insolute vengano automaticamente considerate reddito.

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