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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33118/2024 del 18/12/2024

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (ente previdenziale)

La controversia

La controversia nasce dalla domanda proposta da un'erede per ottenere la rivalutazione contributiva ex art. 13 della l. n. 257/1992 per esposizione ad amianto riferita al de cuius, con conseguente riconoscimento del relativo diritto per il periodo dal 22 marzo 1965 al 19 aprile 1988. Il Tribunale aveva accolto la domanda; la Corte d'appello di Potenza aveva respinto il gravame dell'INPS. In Cassazione l'INPS deduceva, con il primo motivo, violazione dell'art. 112 c.p.c. per omessa pronuncia sul motivo di appello concernente il difetto di legittimazione attiva dell'erede, assumendo che il diritto alla rivalutazione non sarebbe mai entrato nel patrimonio del defunto in assenza di domanda amministrativa del coniuge. Con il secondo motivo denunciava violazione degli artt. 2935 e 2943 c.c. per avere la Corte territoriale respinto l'eccezione di prescrizione, sostenendo in sostanza che non fossero stati individuati specifici atti interruttivi della prescrizione compiuti dal dante causa entro il termine decennale. La resistente si difendeva con controricorso.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il primo motivo ritenendo insussistente il vizio di omessa pronuncia, perché la Corte d'appello, pur senza trattare espressamente la questione, aveva comunque deciso implicitamente nel senso della legittimazione dell'erede a domandare la rivalutazione contributiva. Ha invece accolto il secondo motivo, riqualificandolo sostanzialmente come censura di omesso esame: la sentenza impugnata è stata cassata limitatamente a tale profilo e la causa rinviata alla Corte d'appello di Potenza, in diversa composizione, affinché verifichi l'esistenza di atti interruttivi della prescrizione compiuti dal dante causa e provveda anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 13 l. n. 257/1992

    prevede il diritto alla rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto, diritto che la sentenza considera originariamente facente capo al lavoratore e trasmissibile agli eredi iure hereditatis.

  • art. 112 c.p.c.

    l'omessa pronuncia non sussiste quando la questione o eccezione risulti comunque decisa implicitamente dalla soluzione incompatibile adottata dal giudice di merito.

  • art. 360, comma 1, n. 4 c.p.c.

    è il parametro formale invocato per dedurre il vizio di omessa pronuncia.

  • art. 2935 c.c.

    richiamato in relazione al decorso della prescrizione, che la Corte di rinvio dovrà riesaminare verificando il momento di inizio e gli eventuali atti interruttivi.

  • art. 2943 c.c.

    richiamato in relazione all'interruzione della prescrizione mediante atti idonei, che la sentenza impugnata non avrebbe adeguatamente individuato.

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    invocato formalmente per il secondo motivo, poi riqualificato dalla Corte secondo il vizio effettivamente prospettato.

  • art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.

    la Corte ha riqualificato il secondo motivo come censura sostanziale di omesso esame.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    norma richiamata per la trattazione in camera di consiglio.

Massime di principio

  • L'omessa pronuncia non è configurabile quando il giudice di merito, pur senza affrontare espressamente una specifica questione o eccezione, la abbia comunque superata con una decisione incompatibile che ne presuppone il rigetto implicito.
  • Nel giudizio di cassazione, la qualificazione formale del motivo non è decisiva: se dalla sua argomentazione emerge chiaramente un diverso vizio processuale o motivazionale, il motivo può essere riqualificato secondo il contenuto sostanziale della doglianza.
  • In tema di prescrizione, la decisione che la escluda deve dare conto degli atti interruttivi rilevanti e della loro collocazione temporale rispetto al termine prescrizionale; la mancanza di tale verifica impone la cassazione con rinvio.
  • Il diritto alla rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto, quando riconosciuto come spettante al lavoratore, può trasmettersi agli eredi iure hereditatis, ma resta soggetto alle regole ordinarie sulla prescrizione e sui relativi atti interruttivi.

Come è indicizzato

MaterieContributi previdenzialiImpugnazioni
RamiPrevidenzaProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaPrescrizione

Testo integrale

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