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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5887/2024 del 09/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna (tentata rapina impropria e danneggiamento). Il ricorrente deduceva: 1) errore di diritto per mancato riconoscimento del concorso apparente di norme tra rapina (art. 628 c.p.) e danneggiamento (art. 635 c.p.), sostenendo che il danneggiamento fosse assorbito nella rapina ai sensi dell'art. 15 c.p.; 2) omissione di valutazione o errata esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.); 3) omessa concessione delle circostanze attenuanti (artt. 62 n.4 e 62-bis c.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha deciso che non è configurabile l'assorbimento del reato di danneggiamento nella rapina (anche impropria) perché, secondo la giurisprudenza delle Sezioni Unite richiamata, il criterio applicabile è quello della specialità astratta (art. 15 c.p.) e dal confronto strutturale delle fattispecie emerge che la rapina non contiene tutti gli elementi del danneggiamento. Parimenti l'art. 84 c.p. non opera per assorbire il danneggiamento nella rapina, posto che l'unica fattispecie di furto assorbita nella rapina è il furto semplice (art. 624 c.p.), non le ipotesi aggravate o delitti autonomi quali il danneggiamento. La Corte ha inoltre richiamato orientamenti costituzionali ed europei (Corte EDU e Corte di Giustizia UE) e ha ritenuto legittimo il regime di concorso di reati e le distinte sanzioni, senza violazione del principio ne bis in idem o di proporzionalità. I restanti motivi (tenuità e attenuanti) sono stati ritenuti manifestamente infondati: il giudice di merito ha motivato la negazione della tenuità e il bilanciamento tra attenuanti e recidiva risultava fondato su elementi di fatto (valore dei beni: un PC e alcuni libri).

Norme richiamate

  • art. 15 cod. pen.

    Applicato il criterio della "specialità" in senso logico-formale: va confrontata la struttura astratta delle fattispecie; escluso che la rapina contenga gli elementi del danneggiamento, dunque art.15 non assorbe il reato di danneggiamento.

  • art. 84 cod. pen.

    Esclusa l'applicabilità per assorbire il danneggiamento nella rapina: l'art.84 assorbe reati che sono elementi costitutivi o circostanze aggravanti, ma la rapina integra solo il furto semplice e la violenza sulla persona, non il danneggiamento.

  • art. 628 cod. pen. (rapina)

    Considerata norma complessa costituita da furto semplice e violenza/minaccia alla persona; non contiene l'elemento del danneggiamento e quindi non assorbe l'art.635.

  • art. 635 cod. pen. (danneggiamento)

    Ritenuto reato autonomo rispetto alla rapina quando si tratta di alterazione/distruzione del luogo di custodia di beni, con conseguente concorso di reati.

  • art. 624 e art. 625 n.2 cod. pen.

    Richiamati per distinguere il furto semplice (art.624) dalla fattispecie aggravata (art.625 n.2): solo il furto semplice è assorbito nella rapina.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Motivazione di merito ha escluso la non punibilità per particolare tenuità valutando il valore dei beni e la gravità della condotta; la Cassazione ha ritenuto la valutazione non censurabile.

  • art. 62 n.4 e art. 62-bis cod. pen.

    Richiamati in relazione alle attenuanti: il giudice di merito ha rigettato le doglianze sul mancato riconoscimento, e la Cassazione ha ritenuto la valutazione di bilanciamento congrua e non censurabile.

  • art. 81 cod. pen.

    Richiamato nella discussione sulla proporzione delle pene e sugli effetti mitigatori del concorso formale/reato continuato; non impedisce l'applicazione di distinti carichi sanzionatori nei limiti della proporzionalità.

  • art. 61 n.2 cod. pen.

    Richiamata in tema di rapporto teleologico tra reati e valutazione delle circostanze aggravanti; la connessione finalistica non comporta di per sé assorbimento.

  • art. 649 cod. proc. pen. (ne bis in idem)

    Richiamato nell'analisi costituzionale sulla nozione di identità del fatto; la Cassazione ha ritenuto che nel caso vi siano eventi storico-naturalistici distinti (danneggiamento e apprensione di altro bene) non sussista identità tale da impedire nuove imputazioni.

  • Protocollo n.7 CEDU, art.4

    Richiamato per evidenziare che la Convenzione vieta il bis in idem secondo il criterio dell'idem factum; la giurisprudenza europea consente comunque risposte legali complementari a diversi aspetti dell'illecito purché proporzionate e prevedibili.

  • Giurisprudenza UE e CEDU (es. Korneyeva/ECHR e C-205/20 CJEU)

    Usata per confermare che ordinamenti possono applicare risposte multiple a diversi aspetti di un'illecito e che il principio di proporzionalità può richiedere adeguamenti sanzionatori; non ostano al concorso di reati nel caso concreto.

Massime di principio

  • Per decidere se una condotta integra concorso di reati o concorso apparente (assorbimento) occorre il confronto strutturale astratto delle fattispecie: l'art.15 c.p. si applica solo se una norma è "speciale" e contiene tutti gli elementi della norma generale.
  • L'art.84 c.p. assorbe reati solo quando il reato "assorbito" è espressamente elemento costitutivo o circostanza aggravante della fattispecie più grave; la semplice connessione teleologica o funzionale non basta.
  • Il danneggiamento della cosa (alterazione/distruzione) è, di norma, reato autonomo rispetto alla rapina: se il danno è evento distinto dall'impossessamento con violenza, è configurabile il concorso di reati.
  • Valutazioni sulla tenuità (art.131-bis) e sul riconoscimento delle attenuanti spettano al giudice di merito e sono sindacabili in Cassazione solo se manifestamente illogiche o prive di motivazione.
  • La normativa e la giurisprudenza europea non impediscono in assoluto la punizione per più profili (amministrativo/penale o reati diversi) purché il complesso sistema sanzionatorio sia prevedibile, proporzionato e non comporti un onere eccessivo per l'interessato.
  • In casi simili è fondamentale documentare il nesso temporale e materiale tra le condotte (chi ha danneggiato, quando e se il danneggiamento è funzionale o autonomo rispetto all'impossessamento) perché ciò orienta la qualificazione giuridica (concorso vs. assorbimento).

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