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Sentenza

Sentenza del 16/11/2017 n. 1586 - Comm. Trib. Reg. per la Liguria

CATASTO - Classificazione catastale - Cave minerarie - Reddito dominicale - Non sussiste

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La società ha impugnato l'avviso di accertamento catastale che aumentava la rendita dell'immobile sito in Genova Pegli da 9.200 euro a 52.223,72 euro. Ha contestato, tra l'altro, il difetto di motivazione e di istruttoria dell'atto, l'errata iscrizione dei terreni di cava nel catasto dei fabbricati e la violazione delle norme in materia di reddito dominicale, classificazione catastale e determinazione della rendita.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha ritenuto adeguatamente motivato l'avviso quanto all'iter seguito per l'attribuzione della rendita, poiché emesso dopo una procedura DOCFA presentata dalla contribuente per censire manufatti strumentali all'attività estrattiva. Ha però accolto il motivo sostanziale della società, rilevando che i terreni oggetto dell'accertamento costituivano un'area di cava, nella quale erano presenti soltanto strutture indispensabili all'estrazione. In applicazione dell'art. 18 del R.D. n. 1572/1931, le cave sono escluse dalla stima fondiaria ai fini del reddito dominicale e producono esclusivamente redditi di natura industriale. L'appello è stato quindi accolto, la sentenza di primo grado annullata e l'Ufficio condannato al pagamento delle spese di entrambi i gradi, liquidate in 1.000 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • Art. 7, Legge n. 212/2000

    Impone la motivazione degli atti dell'amministrazione finanziaria, così da rendere comprensibili i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della pretesa.

  • Art. 3, Legge n. 241/1990

    Richiede che i provvedimenti amministrativi siano motivati e consentano al destinatario di comprendere l'iter logico e giuridico dell'amministrazione.

  • Art. 18, R.D. n. 1572/1931

    Esclude le cave dalla stima fondiaria per la determinazione del reddito dominicale; le attività estrattive non generano quindi un reddito fondiario catastale, ma un reddito di natura industriale.

  • Artt. 27 e 55, D.P.R. n. 917/1986

    Richiamati dalla contribuente in relazione alla distinzione tra redditi fondiari e redditi derivanti dall'esercizio di attività industriali.

  • Artt. 1 e 2, D.M. 2 gennaio 1998, n. 28

    Richiamati nell'ambito della disciplina catastale dei fabbricati e delle unità immobiliari, con riferimento alla corretta individuazione dei manufatti censibili.

  • Ordinanza Corte costituzionale n. 285/2000

    Richiamata per confermare che le cave producono redditi esclusivamente di natura industriale e non redditi dominicali derivanti dalla stima fondiaria.

Massime di principio

  • I terreni destinati all'attività estrattiva di cava non devono essere considerati, per la sola attività di estrazione, produttivi di reddito dominicale catastale: il reddito deriva dall'attività industriale esercitata.
  • La presenza di manufatti nella cava non comporta automaticamente l'attribuzione di una rendita sull'intera area; devono essere autonomamente individuati e censiti soltanto i fabbricati o gli impianti effettivamente dotati di autonoma rilevanza catastale.
  • Un avviso di accertamento catastale è legittimamente motivato se indica gli elementi essenziali, i dati dell'immobile e il percorso logico-giuridico seguito per rideterminare la rendita.
  • Quando l'amministrazione attribuisce una rendita a un'area estrattiva, occorre verificare se abbia distinto correttamente il valore dei terreni, esclusi dalla stima fondiaria, da quello degli eventuali immobili strumentali autonomamente censibili.
  • La qualificazione catastale deve riflettere la natura effettiva dell'immobile e dell'attività svolta: l'utilizzazione industriale della cava non può essere trasformata, senza adeguata base normativa, in reddito dominicale.

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