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Sentenza

Sentenza del 26/11/2019 n. 125 - Comm. Trib. Prov. Vercelli

Avviso di accertamento - Associazioni sportive dilettantistiche - Prevalenza dell'attività commerciale - Agevolazioni fiscali

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Amministrazione ha contestato la qualificazione dell'associazione come ente non commerciale e, conseguentemente, il diritto alle agevolazioni fiscali previste per le associazioni sportive dilettantistiche. La questione riguarda la prevalenza dell'attività commerciale rispetto agli scopi statutari e la verifica dei requisiti formali e sostanziali necessari per beneficiare del regime agevolato.

La decisione

La sentenza ha affermato che la natura commerciale o non commerciale dell'ente deve essere determinata in base all'attività essenziale per il perseguimento degli scopi statutari, secondo i criteri dell'art. 73 del T.U.I.R., indipendentemente dalle motivazioni soggettive dell'associazione. Se lo statuto o l'atto costitutivo non risultano da atto pubblico o scrittura privata autenticata o registrata, può rilevare l'attività effettivamente svolta. Per le associazioni sportive dilettantistiche, l'accesso alle agevolazioni richiede inoltre l'iscrizione alla federazione sportiva di riferimento o a un ente di promozione sportiva e, successivamente, al registro tenuto dal CONI. Sulla base del testo fornito, l'esito concreto del ricorso non è espressamente indicato; pertanto non è possibile stabilire con certezza quale parte abbia ottenuto una pronuncia favorevole.

Norme richiamate

  • Art. 73 del D.P.R. 917/1986 (T.U.I.R.)

    In particolare, art. 73, comma 5

    La qualificazione dell'ente come commerciale o non commerciale dipende dal carattere dell'attività essenziale rispetto agli scopi statutari. Se l'atto costitutivo o lo statuto non risultano nelle forme richieste, può essere considerata l'attività effettivamente esercitata nel territorio dello Stato.

  • Art. 248 del D.P.R. 917/1986 (T.U.I.R.)

    La presenza nello statuto delle clausole richieste costituisce un elemento rilevante per verificare il possesso dei requisiti necessari all'applicazione del regime fiscale degli enti non commerciali e delle relative agevolazioni.

  • D.L. 136/2004, convertito dalla L. 186/2004

    La disciplina attribuisce rilievo al CONI quale organismo certificatore ai fini del riconoscimento delle associazioni sportive dilettantistiche e dell'accesso alla legislazione fiscale di favore.

Massime di principio

  • Per stabilire se un'associazione è fiscalmente non commerciale non basta considerare la sua denominazione o lo scopo dichiarato: occorre verificare quale attività sia realmente essenziale e prevalente rispetto agli scopi statutari.
  • Le motivazioni ideali o non lucrative dell'associazione non escludono la natura commerciale dell'attività concretamente esercitata.
  • Uno statuto redatto in forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata o registrata assume particolare importanza; in mancanza, l'Amministrazione può basarsi sull'attività effettivamente svolta.
  • Le associazioni sportive dilettantistiche devono dimostrare sia i requisiti statutari sia il riconoscimento sportivo-formale, mediante affiliazione a una federazione o a un ente di promozione sportiva e iscrizione al registro CONI.
  • Il mancato rispetto dei requisiti formali o sostanziali può comportare la perdita delle agevolazioni fiscali e la riqualificazione delle attività come commerciali.

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