Cassazione Penale, Sentenza n. 2239/2025 del 20/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Maisto ha proposto ricorso per la correzione della sentenza della Corte di Cassazione, deducendo che quest'ultima ha omesso di valutare i motivi nuovi depositati il 26/10/2023. I motivi nuovi denunciavano un errore di fatto e un travisamento della prova da parte della Corte di appello di Salerno: la condanna era stata fondata sulla considerazione che Maisto avesse inviato un SMS a Maria Grazia Romano, mentre tale SMS sarebbe stato inviato invece da Luigi Sarno. Si contestava inoltre la contraddittorieta' della motivazione della Corte di appello, che da un lato sottolineava la mancanza di contatti apparenti tra Maisto e i coimputati e dall'altro valorizzava contenuti attribuiti a sms non riconducibili a Maisto; si sosteneva che, se esaminati, i motivi nuovi avrebbero potuto alterare l'esito processuale introducendo un ragionevole dubbio sulla consapevolezza di Maisto circa l'attivita' di terzi.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che i motivi nuovi non possano sanare i vizi radicali dell'impugnazione originaria: l'inammissibilita' del ricorso principale trasmette il proprio vizio ai motivi aggiunti e non possono essere utilizzati per aggirare i termini e le regole di impugnazione. Di conseguenza la declaratoria di inammissibilita' e' stata confermata e il ricorrente e' stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila a favore della Cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
d.P.R. 16 maggio 1986 n. 570, art. 86
Norma sostanziale richiamata come titolo di reato per il quale Maisto e' stato condannato; la sentenza impugnata riguarda la responsabilita' per il reato previsto da tale disposizione.
Norma procedurale invocata dal ricorrente per chiedere la correzione della sentenza della Corte di Cassazione mediante motivi nuovi; la Corte ha valutato che i motivi nuovi non possono sanare un vizio radicale di inammissibilita' dell'impugnazione originaria.
Norma prevista per le conseguenze dell'inammissibilita' dell'impugnazione: applicata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma a favore della Cassa delle ammende.
Giurisprudenza citata (Sez. 5, n. 8439 del 24/01/2020; Sez. 6, n. 9837 del 21/11/2018; Sez. 5, n. 48044 del 02/07/2019)
Principi richiamati secondo i quali i motivi nuovi non possono sanare l'inammissibilita' del ricorso principale e non devono consentire surrettizi slittamenti dei termini di impugnazione; la giurisprudenza e' stata usata per fondare la declaratoria di inammissibilita'.
Massime di principio
- I motivi nuovi depositati in Cassazione non possono sanare un vizio radicale di inammissibilita' dell'impugnazione principale: se il ricorso principale e' inammissibile, anche i motivi aggiunti sono inammissibili per connessione del vizio.
- La Corte di Cassazione non procede a un sindacato libero e illimitato della valutazione probatoria di merito quando esiste una doppia conforme tra le decisioni dei giudici di merito; le censure che si limitano a contestare valutazioni probatorie sono difficilmente ammissibili se non e' dimostrata una manifesta illogicita' o travisamento della prova.
- Per contestare un presunto travisamento della prova in via straordinaria e ottenere correzioni, e' necessario che i motivi nuovi siano tempestivi, chiaramente connessi e che il vizio denunciato non derivi da un difetto formale dell'impugnazione originaria; altrimenti la S.C. li dichiara inammissibili per evitare spostamenti dei termini di impugnazione.
- Quando si contesta la paternita' di elementi probatori (es. sms attribuiti a una persona diversa), occorre avere elementi processuali già depositati e connessi all'impugnazione principale; meglio sollevare tali censure nei gradi di merito o nel primo ricorso per cassazione piuttosto che affidarsi a motivi nuovi tardivi.
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