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Intesa e abuso

Provvedimento AGCM I871 n. 31325 del 17/09/2024

ACCORDO SUI PREZZI TRA PRODUTTORI DI PATATINE FRITTE

AGCMI871

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L’AGCM ha avviato un’istruttoria nei confronti di Amica Chips S.p.A. e Pata S.p.A. per un’ipotizzata intesa orizzontale avente a oggetto la concertazione delle offerte di prezzo da presentare ai buyer della GDO per chips a marchio privato. La condotta, segnalata tramite whistleblowing, sarebbe finalizzata a mantenere prezzi sovraconcorrenziali e a ripartirsi la clientela tra le principali catene della distribuzione organizzata. Il mercato interessato è stato preliminarmente circoscritto alla produzione e commercializzazione all’ingrosso di chips, con dimensione geografica nazionale. L’Autorità ritiene la fattispecie, se confermata, suscettibile di integrare una violazione dell’art. 101, par. 1, TFUE e di pregiudicare il commercio intraeuropeo; il provvedimento dispone l’avvio dell’istruttoria ex art. 14 l. 287/1990, senza ancora accertare l’infrazione né irrogare sanzioni.

Amica Chips S.p.A. e Pata S.p.A. - presunto cartello sui prezzi delle chips private label per la GDO - avvio istruttoria

Amica Chips / Pata: presunto cartello sui prezzi delle chips private label per la GDO

L’AGCM ha avviato un’istruttoria nei confronti di Amica Chips S.p.A. e Pata S.p.A. in relazione a una segnalazione anonima che ipotizza un coordinamento sui prezzi delle chips a marchio privato destinate alla Grande Distribuzione Organizzata. Il provvedimento si colloca nella fase di avvio del procedimento e non contiene un accertamento dell’infrazione.

Parti e origine del procedimento

Il procedimento trae origine da una segnalazione pervenuta il 1° marzo 2024 tramite la piattaforma di whistleblowing dell’Autorità, successivamente integrata. Le parti sono:

  • Amica Chips S.p.A., attiva nella produzione e commercializzazione di patatine fritte, con fatturato 2023 di circa 140 milioni di euro;
  • Pata S.p.A., attiva nella produzione e vendita all’ingrosso di snacks-pellets e di articoli di oggettistica varia, con fatturato 2023 di circa 171 milioni di euro.

Condotta segnalata

Secondo la segnalazione, Amica Chips e Pata avrebbero posto in essere un cartello consistente nella concertazione delle proposte di prezzo da presentare ai buyer della GDO per la vendita, a livello nazionale, di chips in private label. La condotta sarebbe finalizzata a:

  • evitare meccanismi concorrenziali nella negoziazione dei prezzi;
  • mantenere i prezzi a un livello sovraconcorrenziale;
  • ripartirsi la clientela tra le principali catene della GDO.

Tra le catene interessate vengono indicate Esselunga, Carrefour, Coop, Conad, Lidl, Aldi, MD e Penny.

Prodotto e contesto di mercato

Il prodotto oggetto del procedimento sono le chips, considerate dall’Autorità come parte del più ampio mercato degli snacks e, nell’ambito dei prodotti alimentari a base di patate, come prodotto industriale disidratato. Le chips sono vendute attraverso diversi canali, inclusi supermercati, bar e catene della GDO, che distribuiscono sia prodotti a marchio del produttore sia private label.

L’Autorità richiama anche elementi di contesto economico:

  • il mercato italiano delle patatine sarebbe pari a circa 580 milioni di euro, o 600 milioni includendo le tortillas;
  • le private label rappresenterebbero circa il 10% del mercato.

Dal lato dell’offerta, il mercato risulta concentrato e i principali produttori in Italia sono indicati in San Carlo Gruppo Alimentare S.p.A., Pata, Amica Chips, Preziosi Food e Crik Crok. Le quote di Amica Chips e Pata, stimate sulla base del fatturato, sono pari rispettivamente al 24% e al 29% circa.

Mercato rilevante e qualificazione giuridica

In via di prima approssimazione, il mercato rilevante viene circoscritto alla produzione e commercializzazione all’ingrosso delle chips, mentre dal punto di vista geografico esso appare di dimensione nazionale in ragione dell’ambito di attività delle imprese interessate.

L’AGCM ritiene che le condotte segnalate, se confermate, siano idonee a integrare un’intesa orizzontale illecita sotto forma di accordo e/o pratica concordata, vietata dall’art. 101, paragrafo 1, TFUE. L’Autorità sottolinea che un coordinamento sui prezzi delle private label, normalmente posizionate in una fascia medio-bassa e concorrenti dei prodotti a marchio proprio, potrebbe incidere sull’intero mercato all’ingrosso delle chips e riflettersi sui prezzi al consumo.

Pregiudizio al commercio intraeuropeo

L’Autorità ritiene che la condotta, per la sua possibile estensione sull’intero territorio nazionale, possa pregiudicare il commercio tra Stati membri. Per tale ragione, in caso di conferma, l’intesa potrebbe integrare anche una violazione dell’art. 101 TFUE sotto il profilo dell’idoneità a influenzare i flussi commerciali intraeuropei.

Esito del provvedimento e sviluppi procedurali

Il dispositivo dispone l’avvio dell’istruttoria ai sensi dell’art. 14 della legge n. 287/1990 nei confronti di Amica Chips S.p.A. e Pata S.p.A. per accertare l’esistenza di violazioni dell’art. 101, paragrafo 1, TFUE.

Sono inoltre stabiliti:

  • un termine di 60 giorni dalla notificazione per l’esercizio del diritto di essere sentiti;
  • l’indicazione della Direzione Cartelli, Leniency e Whistleblowing come ufficio competente per le richieste di audizione e la visione degli atti;
  • il termine finale del procedimento al 30 giugno 2026.

Il provvedimento non contiene misure cautelari, impegni, accertamento dell’infrazione o irrogazione di sanzioni.

Punti principali

Origine della segnalazione e parti coinvolte

Il procedimento nasce da una segnalazione anonima pervenuta il 1° marzo 2024 tramite la piattaforma di whistleblowing, poi integrata. Le imprese interessate sono Amica Chips S.p.A., attiva nella produzione e commercializzazione di patatine fritte, e Pata S.p.A., attiva nella produzione e vendita all’ingrosso di snacks-pellets e in altre attività di ingrosso. I rispettivi fatturati 2023 sono indicati in circa 140 milioni e 171 milioni di euro.

Condotta segnalata

La segnalazione ipotizza un cartello tra Amica Chips e Pata consistente nella concertazione delle proposte di prezzo da presentare ai buyer della GDO per la vendita nazionale di chips a marchio privato. Secondo il segnalante, il coordinamento servirebbe a impedire una competizione effettiva nella negoziazione e a ripartire la clientela tra le imprese, interessando catene come Esselunga, Carrefour, Coop, Conad, Lidl, Aldi, MD e Penny.

Mercato rilevante e contesto competitivo

L’Autorità inquadra preliminarmente il caso nel mercato della produzione e commercializzazione all’ingrosso di chips, prodotto collocato nel più ampio comparto degli snacks e distribuito sia nel commercio di prossimità sia nella GDO. Dal lato dell’offerta il mercato appare concentrato: tra i principali operatori figurano San Carlo, Pata, Amica Chips, Preziosi Food e Crik Crok. Per Amica Chips e Pata le quote sono stimate, sulla base del fatturato, rispettivamente nel 24% e nel 29% circa.

Valutazioni giuridiche dell’AGCM

L’Autorità ritiene che le condotte descritte, se confermate, possano integrare un’intesa orizzontale illecita sotto forma di accordo e/o pratica concordata, idonea a condizionare l’intero mercato all’ingrosso delle chips. Viene richiamato l’effetto delle private label, normalmente posizionate nella fascia di prezzo medio-basso, e il possibile impatto sui consumatori finali attraverso l’alterazione dei prezzi praticati alla GDO. In ragione della portata nazionale della condotta, l’AGCM ravvisa anche la possibile idoneità a pregiudicare il commercio tra Stati membri ai sensi dell’art. 101 TFUE.

Esito procedimentale

Il provvedimento dispone l’avvio dell’istruttoria ai sensi dell’art. 14 della l. 287/1990 nei confronti di Amica Chips e Pata per accertare la violazione dell’art. 101, par. 1, TFUE. Sono fissati il termine di 60 giorni per l’audizione delle parti e la conclusione del procedimento entro il 30 giugno 2026. Non risultano ancora accertamento dell’infrazione, impegni, misure cautelari o sanzioni.

Come è indicizzato

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