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Ordinanza

Ordinanza n. 2541/2026 - Milano, Sezione 4

per l'annullamento previa sospensione cautelare del provvedimento adottato dalla Questura della Provincia di Milano in data 28.1.2026 prot. n. -OMISSIS- di irricevibilità dell’istanza di conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato, notificato al ricorrente dalla Questura di Milano in data 30.1.2026, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale lesivo degli interessi del ricorrente.

Giustizia amministrativa202601656

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IVOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento della Questura di Milano di irricevibilità dell'istanza di conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il provvedimento della Questura di Milano del 28 gennaio 2026, notificato il 30 gennaio 2026, con cui è stata dichiarata irricevibile l'istanza di conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso di soggiorno per lavoro subordinato. Nel corso della fase cautelare è stato depositato un ulteriore provvedimento della Questura con cui l'amministrazione ha disposto in autotutela la revoca di decreti di irricevibilità datati 16 gennaio 2025 e 30 luglio 2025. Poiché il provvedimento depositato non richiama espressamente il decreto impugnato, datato 28 gennaio 2026, il TAR ha ritenuto necessario acquisire dall'amministrazione una chiara conferma circa l'effettivo oggetto della revoca, anche considerando che tale circostanza può incidere sulla procedibilità del ricorso.

La decisione

Il TAR non ha ancora deciso la domanda cautelare né il merito del ricorso. Ha disposto un incombente istruttorio, chiedendo all'amministrazione di confermare se la revoca in autotutela riguardi effettivamente il decreto di irricevibilità del 28 gennaio 2026 impugnato nel giudizio. Il Collegio ha ritenuto plausibile, sulla base della lettura complessiva del provvedimento di revoca, che esso si riferisca alla posizione del ricorrente e che la data del 16 gennaio 2025 riguardi la presentazione dell'istanza, ma ha rilevato l'esigenza di una conferma espressa per valutare gli effetti sulla procedibilità. La fase cautelare è stata rinviata alla camera di consiglio del 14 ottobre 2026. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità del ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per disporre l'oscuramento delle generalità della parte ricorrente a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando nel corso del giudizio l'amministrazione adotta un provvedimento di revoca in autotutela potenzialmente riferibile all'atto impugnato, ma il suo oggetto non è univocamente identificabile, il giudice può disporre un incombente istruttorio per acquisire una conferma espressa dall'amministrazione, prima di valutare la procedibilità del ricorso e di definire la domanda cautelare.
  • L'identificazione dell'atto amministrativo oggetto di revoca deve essere sufficientemente chiara, poiché l'effettiva rimozione dell'atto impugnato può incidere sulla procedibilità del giudizio.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoAutotutelaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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