Cassazione Penale, Sentenza n. 39141/2022 del 18/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza del 19/07/2021 della Corte d'appello di Napoli per cinque motivi: 1) mancato riconoscimento della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.; 2) eccessiva entità della pena e mancata determinazione nei minimi edittali; 3) mancata e carente motivazione circa la sussistenza della recidiva qualificata, ritenuta dalla Corte territoriale; 4) assenza di motivazione sui criteri adottati per individuare la violazione più grave in caso di continuazione con una precedente condanna; 5) aumento della pena per continuazione ritenuto sproporzionato e fondato su presupposti fattuali errati.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile e, in parte, manifestamente infondato. Ha ritenuto i motivi generici e privi di confronto critico con la motivazione della Corte d'appello, confermando la correttezza della valutazione di merito. In particolare: ha escluso l'applicabilità dell'art. 131-bis per la tenuità, valorizzando elementi che indicavano una condotta di spaccio abituale (precedenti, dichiarazioni dell'acquirente, rinvenimento di tre involucri di eroina); ha ritenuto adeguata la determinazione della pena e la motivazione sull'applicazione della recidiva reiterata infraquinquennale in base ai criteri di cui all'art. 133 c.p.; ha giudicato generiche le censure sulla individuazione della violazione più grave per la continuazione e sull'entità dell'aumento di pena, ritenendo invece logica la correlazione all'importo/quantitativo di droga. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 1
Riferimento al reato di cui è accusato il ricorrente (illecita attività di spaccio/detenzione di stupefacenti): la Corte ha confermato la qualifica del fatto come reato grave non suscettibile della causa di esclusione per tenuità.
Codice penale, art. 131-bis
La Corte ha applicato i principi relativi alla tenuità del fatto, ritenendo che, per l'applicazione dell'art. 131-bis, il giudizio deve essere svolto con riferimento ai criteri dell'art. 133 c.p.; nel caso concreto la presenza di elementi indicativi di attività abituale di spaccio ha escluso la tenuità.
Codice penale, art. 133, comma 1
Utilizzato come criterio per valutare sia la tenuità dell'offesa (in riferimento all'art. 131-bis) sia la congruità della determinazione della pena e la valutazione della recidiva; la Corte ha ritenuto che siano stati adeguatamente esaminati gli elementi ritenuti rilevanti.
Codice di procedura penale, art. 591, comma 1, lett. a)
Richiamato per rilevare l'inammissibilità del motivo generico che non evidenzia un interesse specifico del ricorrente e non confronta criticamente la decisione impugnata.
Corte costituzionale, sentenza n. 186/2000
Richiamata in relazione alla mancata concessione di esonero dal pagamento delle somme dovute (Cassa delle ammende), confermando che non sussistono ragioni di esonero.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione è inammissibile se si limita a reiterare censure già formulate e respinte nei gradi di merito senza confrontarsi criticamente con le argomentazioni della decisione impugnata.
- Per valutare l'applicabilità dell'art. 131-bis (tenuità del fatto) il giudice deve operare il confronto sulla base dei criteri dell'art. 133 c.p.; non è necessario esaminare tutti gli elementi indicati dalla norma, ma è sufficiente motivare sugli elementi ritenuti rilevanti.
- La determinazione della pena è di competenza del giudice di merito: ove la motivazione sia logica e congrua e il parametro sia desumibile dal complesso argomentativo della sentenza, la Suprema Corte non interviene sulla quantificazione.
- L'accertamento della recidiva richiede motivazione concreta sul rapporto tra precedenti e fatto corrente; una valutazione che esamina la natura, omogeneità e attinenza delle condanne pregresse rispetto al reato attuale è adeguata.
- Nelle ipotesi di continuazione, l'individuazione del reato più grave e l'aumento per cumulo devono essere motivati in relazione alla gravità e agli elementi di fatto (es. quantità di droga): censure generiche sulla mancata indicazione dei criteri sono destinate a fallire.
- Le doglianze generiche, prive di una specifica indicazione di errori di fatto o di diritto e senza confronto critico con la motivazione, non superano il filtro di ammissibilità in Cassazione.
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