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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10406/2022 del 24/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto di competenza per un incidente di esecuzione promosso dalla Procura della Repubblica (istanza 29/10/2019) per la revoca della sospensione condizionale della pena nei confronti di Massimo Aquilano (sentenza del Tribunale di Vasto 4/12/2017, irrevocabile 16/9/2019). Il condannato aveva poi chiesto il riconoscimento della continuazione (atto 17/1/2020, art. 671 c.p.p.). Il Tribunale di Vasto si era dichiarato incompetente (ordinanza 9/10/2020) ritenendo competente il Tribunale di Lanciano per un successivo titolo esecutivo; il Tribunale di Lanciano, investito, ha a sua volta rifiutato la competenza e ha sollevato conflitto negativo.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato ammissibile il conflitto e ha risolto affermando la competenza del Tribunale di Vasto come giudice dell'esecuzione. Motivazione: la competenza si radica nel giudice che ha emesso il provvedimento risultante, al momento del promovimento dell'incidente, ossia l'ultimo titolo irrevocabile allora esistente; pertanto, poiché l'incidente è stato promosso quando l'ultimo titolo irrevocabile era la sentenza del Tribunale di Vasto (4/12/2017), la competenza resta a tale Tribunale. La Corte ha altresì disposto che la perpetuatio jurisdictionis si estende alle istanze concorrenti intervenute nel procedimento esecutivo e ha ordinato la trasmissione degli atti al Tribunale di Vasto.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma richiamata quale base per la domanda del condannato di riconoscimento della continuazione, rilevante ai fini dell'ordine di trattazione delle questioni nell'incidente di esecuzione.

  • art. 28, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la rimessione alla Corte di cassazione per la risoluzione del conflitto di competenza tra giudici.

  • art. 30 cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata in relazione al procedimento di risoluzione del conflitto tra giudici.

  • art. 665, comma 4 cod. proc. pen.

    Richiamato per spiegare il principio secondo cui, in caso di pluralità di provvedimenti da eseguire, è competente il giudice che ha emesso il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo; la Corte estende l'interpretazione alla perpetuatio jurisdictionis nelle istanze già in corso.

  • art. 663 cod. proc. pen.

    Richiamato come riferimento alla procedura di cumulo dei titoli esecutivi; la decisione precisa che la competenza si determina al momento del promovimento dell'incidente anche se il cumulo non è ancora formato.

Massime di principio

  • La competenza del giudice dell'esecuzione si determina con riferimento all'ultimo provvedimento irrevocabile esistente al momento della promozione dell'incidente: quel giudice è competente anche se successivamente sopravvengono altri titoli irrevocabili.
  • La perpetuatio jurisdictionis opera per mantenere la competenza del giudice inizialmente investito dall'incidente, estendendosi anche alle istanze concorrenti sopravvenute che si inseriscono nel procedimento esecutivo, per ragioni di unità e economia della funzione esecutiva.
  • Se nel corso dell'esecuzione interviene una questione di continuazione che può essere pregiudiziale rispetto alla decisione sulla revoca della sospensione condizionale, tale questione deve essere valutata dal giudice originariamente investito, che deve trattare congiuntamente le istanze rilevanti.
  • In caso di rifiuto di due giudici a prendere cognizione dell'incidente e conseguente stasi del procedimento, il conflitto è ammissibile e la Corte di cassazione è competente a risolverlo ai sensi delle norme procedurali sui conflitti di competenza.

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