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Sentenza

Sentenza del 16/03/2016 n. 1359 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Accertamento, liquidazione e controlli - Accertamento sintetico - Attività di ristorazione - Tovagliometro - Valore presuntivo - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente contestava la rideterminazione del reddito effettuata dall'Amministrazione finanziaria mediante accertamento analitico-induttivo, nonostante la contabilità fosse formalmente regolare. In particolare, veniva contestato l'utilizzo del cosiddetto "tovagliometro", ossia del numero di tovaglioli o coperti utilizzati, quale elemento presuntivo per ricostruire il numero dei pasti serviti e i ricavi conseguiti.

La decisione

La sentenza ha ritenuto legittimo il ricorso all'accertamento analitico-induttivo anche in presenza di una contabilità formalmente regolare, quando essa risulti inattendibile o non completa sulla base di presunzioni gravi, precise e concordanti. Le risultanze del "tovagliometro" possono quindi essere utilizzate per rideterminare il reddito di un'attività di ristorazione, purché siano inserite in un quadro presuntivo complessivo dotato dei requisiti di gravità, precisione e concordanza. L'esito è favorevole all'Amministrazione finanziaria.

Norme richiamate

  • Art. 39, primo comma, lettera d), d.P.R. n. 600/1973

    Consente l'accertamento analitico-induttivo del reddito anche quando la contabilità sia formalmente tenuta, se le scritture risultano contestabili o inattendibili sulla base di presunzioni gravi, precise e concordanti.

Massime di principio

  • La regolare tenuta formale della contabilità non impedisce l'accertamento induttivo quando emergano elementi concreti che facciano dubitare della sua completezza o fedeltà.
  • Nel settore della ristorazione, il consumo di tovaglioli, coperti o altri materiali può costituire un elemento presuntivo per ricostruire i ricavi, ma non dovrebbe essere valutato isolatamente.
  • Una presunzione basata sul "tovagliometro" è utilizzabile solo se inserita in un quadro complessivo di elementi gravi, precisi e concordanti.
  • Il contribuente può contestare l'accertamento dimostrando l'inattendibilità del dato presuntivo, ad esempio provando sprechi, utilizzi non collegati ai pasti, eventi gratuiti, rimanenze o altre circostanze idonee a spiegare lo scostamento.
  • La rilevanza di un singolo elemento, anche economicamente significativo, non esclude di per sé l'accertamento analitico-induttivo, purché la ricostruzione dell'Amministrazione sia adeguatamente motivata e coerente.

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