Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 09333/2023 del 04/04/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (proprietaria)

La controversia

La controversia nasce da un giudizio introdotto da una proprietaria che chiedeva la negatoria servitutis e la cessazione delle turbative del proprio possesso su una striscia di terreno e su un fondo indicati catastalmente, contestando l'esistenza di una servite0 di passaggio a favore di altri soggetti. Il tribunale aveva rigettato tale domanda e, in accoglimento delle riconvenzionali, aveva invece dichiarato l'acquisto per usucapione della servite0 di passaggio sul medesimo tracciato. La corte d'appello aveva poi riformato la decisione, accogliendo la domanda della proprietaria e negando l'esistenza della servite0 sui suoi beni; aveva inoltre accolto l'appello incidentale di altri convenuti, riconoscendo a questi ultimi la servite0 sui fondi di propriete0 di una parte diversa. I soccombenti in appello hanno proposto ricorso per cassazione con quattro motivi: 1) violazione dell'art. 342 c.p.c. per asserita genericite0 dell'appello avversario, dedotta senza riportarne integralmente il contenuto; 2) violazione dell'art. 1061 c.c. per errata valutazione del requisito dell'apparenza ai fini dell'usucapione della servite0 di passaggio; 3) nullite0 della sentenza per motivazione apparente, contraddittoria e illogica, anche in relazione alla supposta incompatibilite0 tra il rigetto dell'usucapione e la condanna per turbative e risarcimento; 4) violazione dell'art. 91 c.p.c. in tema di spese, perche9 la condanna alle spese era stata pronunciata anche a favore di altri controricorrenti che i ricorrenti sostenevano di non aver evocato e rispetto ai quali non avrebbero contestato il diritto di servite0.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha dichiarato inammissibile il primo motivo per difetto di autosufficienza, osservando che chi denuncia la violazione dell'art. 342 c.p.c. deve riportare nel ricorso i motivi d'appello asseritamente generici. Ha dichiarato inammissibili anche il secondo e il terzo motivo perche9 la sentenza d'appello era sorretta da una duplice ratio decidendi: oltre alla mancanza del requisito dell'apparenza, la corte territoriale aveva rilevato anche la mancata prova dell'inizio del possesso utile per il decorso del ventennio; poiche9 i ricorrenti non avevano censurato questa seconda autonoma ragione decisoria, il gravame era inammissibile. Ha poi ritenuto infondato il quarto motivo, affermando che la condanna alle spese segue la soccombenza e che, essendo stata accolta anche la domanda riconvenzionale di servite0 proposta dagli altri controricorrenti contro i ricorrenti, questi ultimi erano soccombenti anche nei loro confronti. La Corte ha inoltre condannato i ricorrenti al pagamento delle spese del giudizio di legittimite0 e ha dato atto dell'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 342 c.p.c.

    Il motivo di appello deve consentire di individuare con chiarezza le questioni e i punti contestati; in cassazione, per denunciare la sua violazione, occorre riportare nel ricorso il contenuto specifico dei motivi d'appello censurati.

  • art. 360 n. 3 c.p.c.

    Viene richiamato come parametro del motivo di ricorso per violazione di legge.

  • art. 1061 c.c.

    La servite0 non apparente non puf2 usucapirsi; ai fini dell'usucapione occorre un quid visibile e permanente idoneo a rivelarne l'esercizio.

  • art. 360 n. 4 c.p.c.

    La nullite0 della sentenza puf2 essere dedotta per motivazione apparente o contraddittoria, ma la censura deve colpire tutte le autonome rationes poste a fondamento della decisione.

  • art. 91 c.p.c.

    Le spese seguono la soccombenza quale conseguenza naturale della decisione sulle domande accolte o respinte.

  • art. 92 comma 2 c.p.c.

    La compensazione delle spese puf2 essere disposta solo al ricorrere dei presupposti normativi; in mancanza, opera la regola della soccombenza.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 115/2002

    In caso di rigetto del ricorso, sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

  • art. 378 c.p.c.

    Le parti hanno depositato memoria in prossimite0 dell'udienza camerale.

Massime di principio

  • Chi denuncia in cassazione la violazione dell'art. 342 c.p.c. deve riportare nel ricorso, in modo specifico e autosufficiente, i motivi di appello ritenuti generici o inammissibili.
  • Se la sentenza impugnata si fonda su pif9 rationes decidendi autonome e ciascuna sufficiente da sola a sorreggerla, il ricorso e8 inammissibile se non censura tutte le ragioni poste a base della decisione.
  • La servite0 apparente, ai fini dell'usucapione, richiede opere visibili e permanenti che ne rivelino l'esercizio; non basta il mero uso del passaggio se non accompagnato da elementi oggettivi di esteriorizzazione del peso.
  • La censura per motivazione apparente o contraddittoria non puf2 superare l'inammissibilite0 quando la decisione di merito sia sorretta da una ratio autonoma non impugnata.
  • La condanna alle spese segue la soccombenza anche quando la parte vittoriosa sia stata evocata nel processo quale destinataria di una domanda riconvenzionale poi accolta.

Come è indicizzato

MaterieServitf9ImpugnazioniSpese di lite
RamiDiritti realiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.