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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26223/2026 del 13/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblico ministero)

La controversia

Il procedimento riguarda un imputato al quale il Tribunale di Trento, su conforme richiesta delle parti, ha applicato la pena di mesi due e giorni ventidue di reclusione ed euro 820,00 di multa per i reati di resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio e plurime lesioni personali commessi il 22 dicembre 2018, con recidiva specifica e infraquinquennale. Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza deducendo l’illegalità della pena ex art. 448, comma 2-bis, c.p.p., perché nell’aumento per la continuazione era stato applicato un aumento complessivo di soli tre giorni, ritenuto inferiore al minimo legale di almeno un giorno per ciascun reato satellite. Sosteneva che, a fronte di undici reati satellite e di dieci persone offese per le lesioni personali, l’aumento complessivo non rispettasse i limiti dell’art. 81 c.p.; pertanto la pena determinata nel patteggiamento sarebbe stata illegale e il ricorso ammissibile anche nel giudizio di legittimità sul patteggiamento.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso ammissibile e fondato. Ha affermato che, in tema di patteggiamento e reato continuato, l’illegalità della pena ricorre quando il trattamento sanzionatorio complessivo sia inferiore ai limiti legali previsti dall’ordinamento. Nel caso concreto, l’aumento complessivo di soli tre giorni di reclusione per undici reati satellite è stato considerato illegale perché inferiore al minimo di un giorno per ciascun reato considerato ai fini della continuazione. La sentenza impugnata è stata quindi annullata senza rinvio, con trasmissione degli atti al Tribunale di Trento per l’ulteriore corso.

Norme richiamate

  • art. 448, comma 2-bis, c.p.p.

    Nel patteggiamento l’impugnazione è consentita solo nei casi di illegalità della pena; il ricorso del pubblico ministero è quindi ammissibile se deduce che la pena applicata sia fuori dai limiti di legge.

  • art. 444 c.p.p.

    La pena è quella applicata su richiesta delle parti nel rito speciale; il giudice, nel definirla, deve rispettare i limiti legali della pena complessiva.

  • art. 81 c.p.

    In caso di continuazione, l’aumento deve muoversi entro i limiti legali; la pena complessiva non può violare il minimo richiesto per i reati satelliti né superare il limite esterno del cumulo materiale.

  • art. 20-bis c.p.

    Richiamato per la sostituzione della pena detentiva con la multa nel caso concreto.

Massime di principio

  • Nel giudizio di patteggiamento, il sindacato di legittimità sulla pena è ammesso quando venga denunciata una pena illegale, cioè una pena non prevista dall’ordinamento o collocata fuori dai limiti edittali legali.
  • In materia di reato continuato, l’aumento per i reati satellite deve essere determinato nel rispetto dei limiti minimi e massimi fissati dall’art. 81 c.p.; un aumento complessivo inferiore al minimo legale per il numero dei reati considerati rende la pena illegale.
  • La pena complessiva nel patteggiamento per fatti unificati dalla continuazione va costruita individuando il reato più grave, determinando la pena-base e poi calcolando distintamente gli aumenti per ciascun reato satellite, prima di applicare la riduzione prevista dal rito.
  • L’illegalità della pena non coincide con il semplice errore di commisurazione: assume rilievo solo quando il risultato finale è, per genere, specie o misura, diverso da quello consentito dalla legge.
  • Quando la sentenza di patteggiamento applica una pena illegale per violazione dei limiti di continuazione, la Corte di cassazione può annullare senza rinvio la decisione impugnata.
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Come è indicizzato

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