Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza del 04/05/2016 n. 8846 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguardava l'ottemperanza a una sentenza che aveva riconosciuto a D.R.R. il rimborso di imposte versate da società a lui appartenenti per gli anni 1981-1985, con gli interessi previsti dalla legge. Il contribuente contestava il calcolo effettuato dalla C.T.R. quanto alla decorrenza e all'aggiornamento degli interessi fiscali, chiedendo anche il riconoscimento degli interessi anatocistici. L'Agenzia delle Entrate contestava invece la possibilità di proporre il giudizio di ottemperanza in presenza di un debito fiscale del contribuente, la decorrenza degli interessi dal giorno del versamento e il riconoscimento degli interessi anatocistici, non espressamente previsti nel dispositivo della sentenza da eseguire.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il primo motivo del ricorso principale, ritenendo che il giudicato non comprendesse gli interessi fiscali maturandi fino al soddisfo. Ha accolto il secondo motivo del contribuente, stabilendo che la formula "interessi secondo legge" comprendeva anche il tasso maggiorato del 4,41% annuo previsto, dal 1° gennaio 2008, per i rimborsi fiscali divenuti ultradecennali. Ha dichiarato assorbiti i motivi sugli interessi anatocistici. Quanto al ricorso incidentale dell'Agenzia, ha rigettato il motivo relativo all'art. 48-bis del D.P.R. n. 602/1973, precisando che tale norma determina una sospensione amministrativa temporanea del pagamento e non impedisce il giudizio di ottemperanza. Ha accolto invece i motivi sulla decorrenza degli interessi fiscali, da calcolare dal secondo semestre intero successivo al versamento, e sull'assenza di un valido giudicato relativo agli interessi anatocistici. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla C.T.R. del Friuli Venezia Giulia, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 70

    Disciplina il giudizio di ottemperanza tributaria. In tale giudizio il giudice deve dare esecuzione al contenuto del giudicato, senza modificarlo o correggerne eventuali errori giuridici.

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 44

    "interessi secondo legge"

    Gli interessi sui rimborsi fiscali decorrono dal secondo semestre intero successivo alla data del versamento, non dal giorno stesso del versamento, quando il giudicato richiama genericamente gli interessi previsti dalla legge.

  • Codice civile, art. 1283

    "gli interessi scaduti possono produrre interessi"

    Gli interessi anatocistici richiedono una specifica domanda e un'espressa statuizione giudiziale. Non possono essere desunti da un mero richiamo motivazionale se non sono riconosciuti nel dispositivo.

  • D.L. 4 luglio 2006, n. 223, art. 37, comma 50, convertito dalla L. n. 248/2006

    "gli interessi previsti per il rimborso di tributi"

    Esclude, per il futuro, la produzione di interessi anatocistici sugli interessi relativi ai rimborsi tributari; nel caso concreto la questione è risultata assorbita perché il giudicato non aveva comunque riconosciuto tali interessi.

  • L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 1, comma 139, e D.M. 13 marzo 2008

    Prevedono un tasso maggiorato per gli interessi sui rimborsi di imposte sul reddito quando siano trascorsi più di dieci anni dalla richiesta di rimborso. Tale maggiorazione rientra nella formula giudiziale "interessi secondo legge".

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 48-bis, e D.M. 18 gennaio 2008, n. 40

    "prima di effettuare ... il pagamento ... verificano ... se il beneficiario è inadempiente"

    La verifica dei debiti fiscali del beneficiario può sospendere temporaneamente il pagamento amministrativo e attivare il recupero coattivo, ma non paralizza la forza esecutiva del giudicato né impedisce la proposizione dell'ottemperanza.

  • Codice di procedura civile, art. 132, n. 5, e art. 112

    Il dispositivo contiene la statuizione precettiva della sentenza e può essere chiarito dalla motivazione, ma non sostituito da essa. Se un capo manca del tutto nel dispositivo, non può formarsi giudicato sulla base della sola motivazione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza occorre ricostruire con precisione il contenuto del dispositivo della sentenza definitiva: il giudice dell'ottemperanza non può riconoscere prestazioni o accessori non espressamente contenuti nel giudicato.
  • Una formula generica come "interessi secondo legge" rinvia alle norme vigenti applicabili e può comprendere anche successive maggiorazioni legali, se i relativi presupposti erano maturati e non risultava una rinuncia.
  • La decorrenza degli interessi fiscali deve essere determinata dalla specifica disciplina tributaria richiamata dal giudicato; in questo caso decorre dal secondo semestre intero successivo al versamento.
  • Gli interessi anatocistici richiedono sia una domanda specifica sia una pronuncia espressa nel dispositivo. Un riferimento incidentale nella motivazione, non recepito nel dispositivo, costituisce un obiter dictum e non è eseguibile in ottemperanza.
  • Una procedura amministrativa di verifica dei debiti fiscali del beneficiario può sospendere temporaneamente il pagamento, ma non elimina né sospende la possibilità di ottenere una pronuncia di ottemperanza.
  • Quando ricorso principale e incidentale sono entrambi parzialmente fondati, la Corte può cassare la decisione e rinviare al giudice di merito, che dovrà ricalcolare le somme attenendosi ai limiti del giudicato e alle norme applicabili.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.