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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10095/2022 del 23/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il ricorso e' stato dichiarato inammissibile nella parte relativa all'erronea qualificazione e alla determinazione della pena concordata; la Corte ha pero' annullato senza rinvio solo la parte della sentenza relativa alla durata della pena accessoria dell'incapacita' di contrattare con la pubblica amministrazione, fissandola nel minimo di un anno. Per il resto la sentenza di merito e' stata confermata

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di patteggiamento ex art. 444 c.p.p., deducendo errata qualificazione giuridica del fatto con violazione dell'art. 129 c.p.p. per il mancato proscioglimento in relazione alle circostanze attenuanti generiche e alle pene accessorie; censura anche sulla determinazione della pena concordata e sulla durata delle pene accessorie, in particolare dell'incapacita' di contrattare con la pubblica amministrazione

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Regola il patteggiamento: le parti possono concordare una pena che il giudice valuta e omologa; il sindacato di legittimita' e' pero' limitato nei termini indicati dalla giurisprudenza

  • art. 648-ter c.p.

    Norma sostanziale relativa al reato contestato (ricettazione) citata quale oggetto dell'accordo negoziale

  • art. 640-bis c.p.

    Norma sostanziale relativa al reato contestato (circostanza aggravante per frode informatica/attinente al reato indicato) citata nell'accordo

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Rilevato nel motivo come norma collegata alla qualificazione giuridica e alle modalita' di pronuncia della sentenza di merito; la presunta violazione e' stata esaminata ma non ritenuta manifesta

  • art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Consente di dedurre in cassazione errori di diritto, tra cui l'erronea qualificazione giuridica del fatto, purché l'errore sia manifesto

  • Ordinanza/Sezioni Unite n. 5838 del 28/11/2013 (06/02/2014)

    Sezioni Unite, sent. n. 5838/2013 (28/11/2013, dep. 06/02/2014)

    Principio giurisprudenziale secondo cui l'errore sulla qualificazione giuridica puo' essere dedotto in cassazione solo se manifesto e tale da trasformare l'accordo sulla pena in accordo sui reati; se la qualificazione presenta margini di opinabilita' la censura e' inammissibile

  • Sez.1, n. 36299 del 2015 (Rv. 264677)

    Sez.1, n. 36299 del 2015, Rv. 264677

    Giurisprudenza richiamata per affermare che l'interdizione temporanea dai pubblici uffici per cinque anni e' misura predeterminata dalla legge e non necessita di ulteriore motivazione

  • Sez. U., n. 28910 del 2019 (Suraci)

    Sez. U., n. 28910 del 2019 (Suraci)

    Principio che impone al giudice di motivare la durata della pena accessoria dell'incapacita' di contrattare con la pubblica amministrazione; la durata non e' automatica e richiede specifica motivazione

  • art. 620, lett. l) c.p.p.

    art. 620, lett. l) c.p.p.

    Predisposizione normativa che consente alla Corte di Cassazione di adottare provvedimenti limitati (anche annullamento senza rinvio) su specifici profili della decisione impugnata

  • art. 32-ter c.p.

    Stabilisce il minimo di un anno per la pena accessoria dell'incapacita' di contrattare con la pubblica amministrazione; utilizzato dalla Corte per definire la durata della sanzione accessoria

Massime di principio

  • Nel patteggiamento la qualificazione giuridica puo' essere censurata in Cassazione solo se l'errore e' manifesto e trasforma l'accordo sulla pena in un accordo sui reati; se la qualificazione e' controversa o discutibile, la censura e' inammissibile
  • La determinazione della pena concordata non e' sindacabile in Cassazione se non quando la determinazione sia contra legem; quindi contestazioni sul quantum dell'accordo sono spesso improduttive in sede di legittimita'
  • Le pene accessorie richiedono motivazione specifica in ordine alla loro durata: quando il giudice non motiva la durata dell'incapacita' di contrattare con la PA, la Corte puo' correggerla o determinarla al minimo previsto dalla norma
  • Alcune misure accessorie previste dalla legge (es. interdizione temporanea dai pubblici uffici per determinate durate) possono essere predeterminate dalla norma e pertanto non soggette a valutazione discrezionale del giudice
  • In caso di successo parziale dell'impugnazione, la Cassazione puo' annullare senza rinvio soltanto le parti viziate della sentenza e lasciare in piedi il resto della decisione

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