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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30143/2023 del 11/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'imputato impugnava la sentenza di condanna per autocalunnia e favoreggiamento personale: si duole (1) della mancata acquisizione di una perizia e della mancata valutazione della sua presunta incapacità di intendere e di volere (diagnosi depositata di "schizofrenia paranoide" e ricovero/TSO), (2) del rigetto della causa di non punibilità ex art. 384 c.p. invocata per costrizione da parte del reale conducente Caggegi, (3) della qualificazione del fatto come autocalunnia in concorso con Fresta e della conseguente possibilità che Fresta costituisca parte civile, e (4) della condanna al risarcimento in favore di Fresta, che secondo il ricorrente non avrebbe subito un danno risarcibile.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso fondato in parte. Ha ritenuto infondate le censure sulla incapacità e sulla causa di non punibilità (il giudice di merito ha motivato che la documentazione medica non prova uno stato impeditivo al momento dei fatti e non è stata dimostrata costrizione tale da rendere la condotta non rimproverabile). Tuttavia la Corte ha annullato senza rinvio la condanna per favoreggiamento personale: quel reato è stato ritenuto assorbito nell'ipotesi specifica di autocalunnia (l'imputato si attribuiva falsamente elementi del reato a vantaggio del reale autore), rideterminando la pena in 8 mesi di reclusione. Ha inoltre annullato la statuizione civile: la domanda risarcitoria avanzata da Fresta va eliminata perché chi si è reso autore di autocalunnia non può essere considerato "persona offesa" del reato di cui è autore. Gli altri profili di doglianza sono stati respinti.

Norme richiamate

  • art. 384 cod. pen.

    La causa di non punibilità prevista dall'art. 384 va qualificata come causa di esclusione della colpevolezza (esclude la rimproverabilità): per operare occorre che la condotta illecita sia l'unica idonea a evitare per l'agente o un prossimo congiunto un grave pregiudizio per la libertà personale o l'onore; l'onere probatorio è elevato e il giudice richiede dimostrazione specifica della necessità della condotta.

  • art. 415-bis cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata in relazione all'interrogatorio dell'indagato (Fresta), utilizzata in ricostruzione probatoria circa le dichiarazioni rese e la presunta concordata versione dei fatti.

  • art. 589-bis e art. 590-bis cod. pen.

    Norme relative ai reati stradali (richiamate in motivazione come i reati per i quali Fresta era stato indicato come conducente); qui rilevanti come oggetto della falsa attribuzione contestata all'imputato.

  • principio giurisprudenziale: autocalunnia assorbe il favoreggiamento personale

    La giurisprudenza ha affermato che quando un soggetto si addebita falsamente elementi del reato per avvantaggiare il vero autore, si configura autocalunnia, reato specifico che assorbe la figura generica e sussidiaria del favoreggiamento personale.

  • principio: chi ha commesso il reato non è "persona offesa" per quel reato

    Una parte che abbia concorso o commesso il reato non può essere riconosciuta come persona offesa ai fini della responsabilità civile, rendendo infondata la sua richiesta di risarcimento per il reato di cui è autore.

Massime di principio

  • Se un soggetto si attribuisce falsamente la paternità di un reato per avvantaggiare il reale autore, il quadro tipico è autocalunnia: in presenza di una norma specifica (autocalunnia) il più generico favoreggiamento personale viene assorbito.
  • La causa di non punibilità per costrizione/necessità ex art. 384 c.p. richiede prova specifica che la condotta illecita fosse l'unica via per evitare un grave pregiudizio; la semplice paura o pressioni non dimostrate non bastano.
  • La difesa basata su patologie psichiche richiede documentazione clinica e, soprattutto, elementi che colleghino la condizione all'effettiva incapacità al momento del fatto: diagnosi o eventi successivi non sono automaticamente decisivi.
  • Chi ha materialmente concorso o commesso un reato non può validamente chiedere il riconoscimento di "persona offesa" e ottenere risarcimento danni per lo stesso fatto in cui è stato autore.
  • In appello e in cassazione è cruciale confrontarsi puntualmente con la motivazione dei giudici di merito: affermazioni generiche o documenti non commentati difficilmente ribaltano le valutazioni probatorie.
  • La qualificazione giuridica dei fatti (reato specifico vs favoreggiamento) dipende dall'oggetto e dal contenuto della condotta: se la condotta consiste nel farsi carico di elementi del reato per giovare al vero autore, prevale l'autocalunnia.

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