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Ordinanza

Ordinanza n. 2791/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di diniego del visto d'ingresso per motivi di lavoro subordinato avente Prot. n. 979 emesso dall'Ambasciata d'Italia Yaoundé in data 21.10.2025, notificato in data 23.10.2025, nonchè di ogni altro eventuale provvedimento presupposto, connesso e conseguente, anche se ignoto alla ricorrente.

Giustizia amministrativa202600414

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto d'ingresso per motivi di lavoro subordinato emesso dall'Ambasciata d'Italia a Yaoundé

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego del visto d'ingresso per lavoro subordinato, deducendo l'illegittimità del provvedimento e chiedendone la sospensione cautelare. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge che il diniego sarebbe fondato su un'incongruenza relativa alla pregressa professione della ricorrente. Il Collegio ha rilevato, in sede cautelare, che agli atti risultavano sia documentazione comprovante lo stato di disabilità della datrice di lavoro sia certificazioni relative alla formazione assistenziale della ricorrente. È stata quindi prospettata la sussistenza del fumus boni iuris per travisamento dei fatti e irragionevolezza della motivazione, anche perché la sede diplomatica avrebbe potuto e dovuto approfondire l'incongruenza mediante il contraddittorio procedimentale e il colloquio consolare previsto dall'art. 4 D.I. n. 850/2011.

La decisione

Il TAR ha ritenuto sussistente, con la sommaria cognizione propria della fase cautelare, il fumus boni iuris sotto i profili del travisamento dei fatti e dell'irragionevolezza motivazionale. Ha valorizzato la documentazione relativa alla disabilità della datrice di lavoro e alla formazione assistenziale della ricorrente, nonché la mancata possibilità di chiarire l'incongruenza professionale attraverso il contraddittorio procedimentale e il colloquio consolare. Ha ritenuto altresì meritevole di apprezzamento il pregiudizio potenzialmente derivante alla ricorrente, all'esito del bilanciamento degli interessi, ravvisando il periculum in mora. Ha quindi accolto l'istanza cautelare ai soli fini del riesame della posizione della ricorrente, senza definire il merito, differendo la regolazione delle spese alla decisione definitiva e fissando la prosecuzione della causa alla camera di consiglio del 6 ottobre 2026.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti delle misure cautelari collegiali nel processo amministrativo.

  • art. 4 D.I. n. 850/2011

    Il colloquio consolare costituisce uno strumento attraverso il quale la sede diplomatica avrebbe dovuto approfondire l'incongruenza rilevata nella posizione della richiedente, unitamente al contraddittorio procedimentale.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il diniego di un visto d'ingresso può essere sospeso ai fini del riesame quando la documentazione acquisita evidenzi un possibile travisamento dei fatti e un'irragionevole motivazione dell'atto.
  • Quando l'amministrazione rileva un'incongruenza nella posizione del richiedente un visto, deve consentirne, ove possibile, l'approfondimento mediante il contraddittorio procedimentale e il colloquio consolare previsto dalla disciplina applicabile.
  • La documentazione relativa alle condizioni della persona da assistere e alla formazione assistenziale del richiedente deve essere considerata nella valutazione della coerenza della domanda di visto per lavoro subordinato.
  • La tutela cautelare può essere accordata ai soli fini del riesame della posizione dell'interessato quando sussistano fumus boni iuris e periculum in mora, senza anticipare la decisione sul merito.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiTutela cautelareEccesso di poterePartecipazione procedimentalePonderazione degli interessi e interesse pubblico

Testo integrale

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