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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3458/2023 del 26/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente chiedeva la detrazione di 200 giorni di liberazione anticipata sulla pena risultante dal provvedimento di esecuzione di pene concorrenti. Sostenne che nel provvedimento di cumulo erano stati detratti solo 25 dei 225 giorni concessigli dall'Ufficio di sorveglianza di Udine e che, ai sensi dell'art. 657 cod. proc. pen. (comma 4), tali giorni avrebbero potuto essere detratti anche dalla pena relativa a un reato consumato anteriormente (furto del 4/2/2004), essendo la liberazione anticipata riferita a pene espiate successivamente alla consumazione di quel reato. Denunciò violazione di legge (artt. 76 c.p., 663 c.p.p., 657 c.p.p.) e vizio di motivazione. Inoltre affermò di avere interesse ad impugnare nonostante l'espiazione totale della pena per poter lamentare eventuale ingiusta detenzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che il ricorrente avesse interesse ad appellare anche dopo l'espiazione della pena per poter lamentare un'ingiusta detenzione. Sul merito, la Corte ha condiviso la censura che nel provvedimento di cumulo erano stati considerati solo 25 dei 225 giorni di liberazione anticipata e che, secondo le regole di fungibilità previste dall'art. 657 c.p.p., i giorni concessi potevano essere detratti anche dalla pena relativa al reato commesso anteriormente (furto del 4/2/2004). Ne è conseguito l'annullamento del provvedimento impugnato e il rinvio al Tribunale di Gorizia per nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 76 cod. pen.

    Rilevata nella sentenza in relazione all'applicazione dell'indulto (menzionata la detrazione di tre anni di reclusione), ossia come norma che incide sul computo dell'espiazione della pena.

  • art. 663 cod. proc. pen.

    Richiamato come norma attinente al provvedimento di cumulo delle pene adottato dal pubblico ministero; la Corte ne esige un corretto calcolo delle detrazioni e delle decurtazioni operate nel provvedimento di cumulo.

  • art. 657 cod. proc. pen.

    Fondamentale per la decisione: detta le regole sulla 'fungibilità' delle pene espiate in data successiva alla commissione di reati diversi. La Corte ha interpretato che i giorni di liberazione anticipata concessi in relazione a pene espiate successivamente possono essere detratti anche da pene relative a reati consumati anteriormente, se ne ricorrono le condizioni.

Massime di principio

  • Un condannato conserva interesse a proporre ricorso anche dopo l'espiazione materiale della pena se dall'esito favorevole può derivare la possibilità di lamentare un'ingiusta detenzione.
  • Nel calcolo del cumulo delle pene il giudice dell'esecuzione (o il pubblico ministero nel provvedimento di cumulo) deve motivare adeguatamente e considerare tutte le detrazioni e le misure alternative (es. liberazione anticipata) spettanti, non limitandosi a confutazioni apparenti.
  • Secondo l'art. 657 c.p.p. (comma 4) i periodi di pena espiati successivamente alla commissione di altri reati possono essere resi 'fungibili' e quindi detratti anche da pene riferite a reati commessi anteriormente, quando la situazione fattuale lo consente; ciò richiede verifica concreta delle date di commissione, di espiazione e della titolarità della liberazione anticipata.
  • Se nel provvedimento di cumulo risultano calcoli incongrui o detrazioni incomplete rispetto a benefici già riconosciuti, la via corretta è l'annullamento con rinvio per nuovo esame affinché il giudice ripercorra e motivi il computo delle detrazioni.
  • Le parti devono allegare e documentare con precisione le date di commissione dei reati, i periodi di espiazione e gli atti di concessione di misure come la liberazione anticipata, poiché tali elementi sono decisivi per l'applicazione della regola di fungibilità.

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