Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 1926/2026 - Palermo, Sezione 5

Giustizia amministrativa202300775

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di sgombero per occupazione sine titulo di un immobile abusivo acquisito al patrimonio comunale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l’ordinanza comunale di sgombero, nonché gli atti presupposti, connessi e consequenziali. Ha rappresentato che l’abuso edilizio era stato accertato nel 2002, che nel 2003 aveva presentato un’istanza di accertamento di conformità rimasta senza esito espresso e che soltanto nel 2013 era stata adottata l’ingiunzione di demolizione. Ha inoltre dedotto di abitare stabilmente l’immobile e di essere affetta da gravi patologie. Con il primo motivo ha denunciato il difetto di motivazione e l’assenza di un concreto interesse pubblico attuale allo sgombero, in considerazione del lungo tempo trascorso, dell’affidamento maturato e della situazione personale e familiare. Con il secondo motivo ha dedotto la violazione degli artt. 7 e seguenti della legge n. 241/1990 per omessa o inadeguata comunicazione di avvio del procedimento. Con il terzo motivo ha contestato l’esercizio di poteri autoritativi, sostenendo che, in assenza di una specifica destinazione pubblica, il bene acquisito avrebbe dovuto essere qualificato come appartenente al patrimonio disponibile comunale. Con il quarto motivo ha dedotto eccesso di potere per contraddittorietà e violazione del legittimo affidamento, ricollegandoli al comportamento protratto dell’Amministrazione e alla prospettata possibilità di regolarizzazione dell’immobile.

La decisione

Il TAR ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto irrilevanti, rispetto all’ordine di sgombero, il lungo tempo trascorso dalla realizzazione dell’abuso, l’assenza di una specifica comparazione tra interesse pubblico e interessi privati, l’affidamento della ricorrente e le sue condizioni di salute. Tali profili non erano stati fatti valere tempestivamente contro l’ingiunzione di demolizione e, comunque, non assumono rilievo in quanto gli atti repressivi degli abusi edilizi, inclusi acquisizione e sgombero, hanno natura vincolata: il potere repressivo non si consuma per il decorso del tempo e non richiede una motivazione autonoma sull’interesse pubblico concreto e attuale, né tutela un affidamento alla conservazione di una situazione abusiva. Ha respinto anche la censura partecipativa, rilevando che l’ordine di sgombero è atto vincolato e doveroso, privo di spazi valutativi o partecipativi; in ogni caso, l’eventuale violazione procedimentale non avrebbe comportato l’annullabilità del provvedimento ai sensi dell’art. 21-octies, comma 2, prima parte, della legge n. 241/1990, poiché il contenuto non avrebbe potuto essere diverso. Quanto alla natura del bene, il TAR ha chiarito che l’ordinanza di sgombero non costituisce esercizio di autotutela possessoria del Comune quale proprietario di un bene demaniale o patrimoniale indisponibile, ma atto esecutivo del procedimento repressivo previsto dall’art. 31 del d.P.R. n. 380/2001, successivo all’accertamento dell’abuso, all’ingiunzione di demolizione e all’acquisizione gratuita per inottemperanza. Il potere esercitato è quindi pubblicistico, esecutivo ed esonerato dalla necessità di ricorrere all’autorità giudiziaria, sicché la qualificazione del bene come appartenente al patrimonio disponibile o indisponibile non incide sulla legittimità dello sgombero. Nulla è stato disposto sulle spese per la mancata costituzione del Comune.

Norme richiamate

  • artt. 7 e seguenti l. 241/1990

    La mancata comunicazione di avvio non determina l’illegittimità dell’ordine di sgombero quando questo costituisce atto vincolato del procedimento repressivo edilizio, privo di spazi partecipativi rilevanti.

  • art. 21-octies, comma 2, prima parte, l. 241/1990

    non è annullabile il provvedimento adottato in violazione di norme sul procedimento ... qualora, per la natura vincolata del provvedimento, sia palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato

    Anche a voler ritenere necessaria la comunicazione di avvio, l’eventuale violazione non comporta l’annullabilità di un provvedimento vincolato il cui contenuto non avrebbe potuto essere diverso.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    L’ordine di sgombero successivo all’acquisizione dell’immobile abusivo costituisce segmento esecutivo del procedimento repressivo edilizio e trova fondamento nei poteri pubblicistici di vigilanza e repressione dell’abuso.

Massime di principio

  • Nell’ambito della repressione degli abusi edilizi, l’acquisizione gratuita dell’immobile e il successivo ordine di sgombero costituiscono atti vincolati e doverosi, conseguenti all’accertamento dell’abuso e all’inottemperanza all’ingiunzione di demolizione.
  • Il decorso di un lungo periodo dalla realizzazione dell’abuso o dall’inerzia dell’amministrazione non consuma il potere repressivo edilizio e non impone una motivazione specifica sull’interesse pubblico concreto e attuale, né una comparazione con gli interessi privati coinvolti.
  • Non è configurabile un affidamento tutelabile alla conservazione di una situazione edilizia abusiva, poiché il trascorrere del tempo non può legittimare l’abuso.
  • La mancata comunicazione di avvio del procedimento non comporta l’annullabilità dell’ordine di sgombero quando il provvedimento è vincolato e il suo contenuto non avrebbe potuto essere diverso, ai sensi dell’art. 21-octies, comma 2, della legge n. 241/1990.
  • L’ordine di sgombero conseguente all’acquisizione di un immobile abusivo non è esercizio di autotutela possessoria sul patrimonio comunale, ma atto esecutivo delle misure ripristinatorie edilizie; pertanto, la sua legittimità non dipende dalla qualificazione del bene come appartenente al patrimonio disponibile o indisponibile e l’esecuzione coattiva non richiede il previo ricorso all’autorità giudiziaria.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniPartecipazione al procedimentoInvalidità del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiVizi formali non invalidantiLegittimo affidamentoEfficacia ed esecutorietàPrincipio di legalità e tipicità

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.