Cassazione Penale, Sentenza n. 22838/2022 del 13/06/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Conflitto di competenza negativo fra l'Autorità giudiziaria milanese e la Corte d'assise di Palermo relativo a un procedimento per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento (circuito hawala) e reati connessi. Il GIP di Milano, investito da richiesta di misure cautelari, ha denunciato il conflitto dopo che la Corte d'assise di Palermo aveva già dichiarato la propria incompetenza e aveva indicato la Corte d'assise di Milano quale giudice competente; la questione verteva soprattutto sulla determinazione del luogo di consumazione dell'illecito associativo (se la "base" fosse Milano, Roma o altro) e, in subordine, sull'individuazione del luogo competente tra gli altri reati connessi (tra cui importanti sbarchi a Catania).
La decisione
La Corte regolatrice ha dichiarato sussistente il conflitto e ha stabilito la competenza della Corte d'assise di Catania. Motivazione: non è stato possibile individuare, in base all'imputazione, univocamente il luogo in cui si era costituita o radicata l'associazione; pertanto si è passati ai reati connessi, individuando come tra i più gravi quelli previsti dall'art. 12 d.lgs. n. 286/1998, la cui prima fattispecie temporale nel capo di imputazione è lo sbarco del 14 luglio 2017 a Catania, che radica la competenza presso quella sede. È stata respinta la richiesta del Procuratore generale di annullare senza rinvio la sentenza di incompetenza della Corte di assise di Palermo; la pronuncia di Palermo resta implicitamente caducata dalla decisione della Corte regolatrice e gli atti vanno trasmessi al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania.
Norme richiamate
art. 27 cod. proc. pen.
Norma richiamata quale titolo procedurale per la richiesta di misure cautelari presentata al G.I.P.; contesto procedurale del conflitto.
art. 51, comma 3-bis, cod. proc. pen.
"le funzioni pubblico ministero devono essere svolte dal 'procuratore della Repubblica presso il capoluogo del distretto giudiziario'"
Regola speciale che attribuisce al procuratore del capoluogo del distretto la competenza per taluni reati associativi connessi con l'immigrazione, rilevante per l'argomentazione che voleva radicare la competenza a Milano se fosse dimostrato che lì avveniva la direzione/gestione del sodalizio.
art. 8, comma 3, cod. proc. pen.
Richiamato nel ragionamento sulla determinazione del luogo di consumazione delle condotte associative rilevanti ai fini della competenza.
art. 16 cod. proc. pen.
Principio per cui, quando non è possibile definire il luogo della consumazione di un reato associativo, si procede all'analisi dei reati connessi in ordine di gravità.
art. 9, commi 2 e 3, cod. proc. pen.
Criteri suppletivi di determinazione della competenza territoriale utilizzabili se non è possibile individuare il luogo della consumazione né attraverso i reati connessi.
art. 12 d.lgs. n. 286/1998
Fattispecie di reato relativi all'ingresso illegale di stranieri ritenuta tra le più gravi e, nel caso concreto, usata per radicare la competenza a Catania in ragione del primo sbarco contestato (14 luglio 2017).
art. 23 cod. proc. pen.
Norma applicata per la trasmissione degli atti al Procuratore competente dopo la decisione sulla competenza; richiamata insieme alla modifica derivante dalla sentenza della Corte costituzionale n. 70/1996.
art. 25 cod. proc. pen.
Principio di vincolatività della decisione della Corte regolatrice sulla competenza.
art. 32, comma 3, cod. proc. pen.
Collegamento normativo richiamato in relazione all'effetto vincolante della decisione sulla competenza.
Massime di principio
- La competenza per territorio nei reati associativi va determinata, prioritariamente, con riferimento al luogo in cui la contestazione indica la sede di programmazione, ideazione e direzione dell'attività criminosa; se ciò non è individuabile dall'imputazione, si procede ai reati connessi in ordine di gravità.
- Quando neppure dai reati connessi emerge il luogo di consumazione, si applicano i criteri suppletivi dell'art. 9 c.p.p.; pertanto la competenza può essere fissata anche sulla base di criteri sussidiari.
- La prima manifestazione esteriore e la realizzazione effettiva delle condotte più gravi (es. grandi sbarchi) possono radicare la competenza territoriale in favore del luogo in cui tali eventi si sono verificati.
- La determinazione della competenza deve fare riferimento alla prospettazione fattuale contenuta nell'imputazione formulata dall'accusa, salvo errori macroscopici; non sono rilevanti valutazioni meritorie anticipate.
- Una dichiarazione di incompetenza di un giudice non viene necessariamente "annullata" dal regolatore, ma può risultare implicitamente superata dalla decisione di chi risolve il conflitto; gli atti vanno comunque trasmessi all'autorità giudiziaria risultata competente.
- Le disposizioni speciali (es. attribuzione delle funzioni al procuratore del capoluogo per certi delitti) hanno forte efficacia attrattiva ma operano solo se emergono chiaramente dalla prospettazione accusatoria i fatti che legittimano l'applicazione della regola speciale.
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