Sentenza n. 1181/2026 - Palermo, Sezione 4
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inerzia del Ministero nell’esecuzione della sentenza del Tribunale di Gela – Sezione lavoro n. 1/2025, concernente l’attribuzione della Carta elettronica del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha agito per l’ottemperanza alla sentenza passata in giudicato del Tribunale di Gela – Sezione lavoro, che aveva accertato il suo diritto al beneficio economico della Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021 e aveva condannato il Ministero all’attribuzione della Carta per il valore complessivo di euro 1.500,00, oltre accessori e spese di lite. La sentenza era stata notificata al Ministero il 16 gennaio 2025, unitamente ai dati necessari all’adempimento, ma l’Amministrazione non aveva né attivato la procedura informatica per consentire l’accesso alla piattaforma né attribuito il beneficio economico. La ricorrente ha quindi chiesto la declaratoria di inottemperanza, l’ordine di esecuzione, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia e la condanna alle spese.
La decisione
Il TAR ha ritenuto il ricorso ammissibile e fondato, rilevando che l’art. 112, comma 2, c.p.a. consente l’azione di ottemperanza per ottenere l’attuazione delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario. Poiché la sentenza del Tribunale di Gela costituiva titolo giudiziale definitivo, era stata regolarmente notificata al Ministero e non era stata eseguita, l’inerzia dell’Amministrazione è stata qualificata come inottemperanza ai sensi dell’art. 114 c.p.a. Il Ministero è stato obbligato a dare integrale esecuzione al giudicato entro sessanta giorni dalla comunicazione o, se anteriore, dalla notificazione della sentenza. Per l’eventuale ulteriore inadempimento è stato nominato commissario ad acta il Direttore generale pro tempore della Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici, la Formazione del Personale Scolastico e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione, con facoltà di delega e con ulteriori sessanta giorni per provvedere, senza compenso aggiuntivo. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di euro 500,00 oltre accessori per le spese del giudizio, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, c.p.a.
L’azione di ottemperanza è esperibile per ottenere l’attuazione delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario, limitatamente all’obbligo dell’amministrazione di conformarsi al giudicato nel caso deciso.
art. 114 c.p.a.
L’inerzia dell’amministrazione nell’esecuzione di una sentenza passata in giudicato integra una fattispecie di inottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l’esecuzione e disporre l’intervento sostitutivo.
art. 16, comma 6, legge n. 412/1991
La sentenza del giudice ordinario aveva previsto l’applicazione degli accessori secondo il regime richiamato da tale disposizione.
art. 22 legge n. 724/1994
La sentenza del giudice ordinario aveva richiamato tale disposizione quale norma di raccordo per gli accessori dovuti sul beneficio riconosciuto.
Massime di principio
- L’azione di ottemperanza è ammissibile per conseguire l’attuazione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario quando essa imponga a una pubblica amministrazione un obbligo di conformazione riferito al caso deciso.
- La mancata esecuzione, da parte dell’amministrazione debitrice, delle statuizioni contenute in una sentenza notificata e passata in giudicato integra inottemperanza ai sensi dell’art. 114 c.p.a., anche quando l’adempimento richieda l’attivazione di procedure amministrative o informatiche necessarie a rendere effettivo il beneficio riconosciuto.
- In presenza di inottemperanza, il giudice amministrativo può ordinare all’amministrazione di eseguire integralmente il giudicato entro un termine determinato e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta per l’eventuale successivo inadempimento.
- Il commissario ad acta può essere individuato in un dirigente dell’amministrazione inadempiente, con facoltà di delega, affinché provveda in via sostitutiva all’integrale esecuzione del giudicato entro un ulteriore termine assegnato dal giudice.
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