Cassazione Penale, Sentenza n. 07085/2026 del 23/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza che confermava il sequestro preventivo su area qualificata come demanio marittimo (p.lla 5052 f.13, Comune di Mondragone) e sulle opere ivi insistenti. Il ricorrente deduce: (i) violazione dell'art. 321 c.p.p. per assenza delle condizioni legittimanti il sequestro e vizi di motivazione del riesame (richiamo a Sez. Unite "Ellade"); (ii) violazione di norme sostanziali e processuali (artt. 822, 829 c.c.; artt. sulla pubblicità immobiliare; art. 321 c.p.p.) sostenendo che l'area è privata per usucapione (sentenza civile trascritta) e che atti amministrativi (Det. 1486/25.8.2020 e successiva autotutela 1424/28.7.2025, con sospensiva TAR e successivo annullamento) incidono sul fumus/periculum; critica l'uso delle risultanze catastali come prova; (iii) violazione del ne bis in idem (art. 649 c.p.p.) per identità di fatto con precedente non luogo a procedere/assoluzione del 11.10.2024; la difesa ha inoltre invocato parere favorevole della Soprintendenza circa la tinteggiatura delle strutture.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che: (a) la censura di mera motivazione non è deducibile in Cassazione nei termini proposti e che, nel caso, l'ordinanza impugnata contiene motivazione adeguata sul fumus e sul periculum; (b) il periculum è collegato alla natura permanente dell'occupazione demaniale (art. 1161 cod. nav.) e rafforzato da interventi di manutenzione recente (tinteggiatura) che possono protrarre l'occupazione e integrare nuove fattispecie edilizie (art. 44 d.P.R. 380/2001); (c) la sospensiva amministrativa è irrilevante in sede cautelare penale e l'atto del 2018 era qualificabile come autorizzazione provvisoria non prorogabile; (d) la demanialità può derivare direttamente dalla legge (art. 822 c.c.) e, nella fase cautelare, è sufficiente una plausibile riconducibilità al demanio sorretta da multipli indici (CT P.M., arredi su arenile, risultanze catastali, comportamenti PA/privato), mentre la prova contraria (es. sentenza di usucapione) non era documentata in atti; (e) il ne bis in idem non opera per mancanza di identità storica del fatto, per la presenza di condotte ulteriori e per la revocabilità del non luogo ex art. 554-quinquies c.p.p.; (f) la Soprintendenza non sostituisce l'eventuale necessità del nulla osta paesaggistico ex art. 146 e 154 D.lgs. 42/2004; infine la Corte ha condannato il ricorrente alle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 321 cod. proc. pen.
Regola le condizioni e la motivazione per le misure cautelari reali; la Corte ha ritenuto che, nella specie, non vi è carenza di motivazione idonea a infirmare il sequestro.
artt. 54, 55, 1161 codice della navigazione
Art. 1161 riguarda l'occupazione arbitraria del demanio marittimo; la Corte ha richiamato la natura "permanente" dell'illecito come elemento che alimenta il periculum.
art. 44, co.1, lett. c) d.P.R. 380/2001
Prevede la riqualificazione come nuova fattispecie edilizia di interventi su opere abusive; la Corte ha ritenuto che manutenzioni su manufatti abusivi possano integrare ripresa dell'attività criminosa.
artt. 93-95 d.P.R. 380/2001
Norme sui reati edilizi richiamate a supporto dei contestati profili di abuso edilizio.
art. 181 d.lgs. 42/2004
Norma sul vincolo paesaggistico; la Corte rileva che interventi che alterano l'aspetto esteriore in area vincolata richiedono nulla osta paesaggistico.
art. 822 cod. civ.
Stabilisce la demanialità "per natura" dei beni elencati (es. lido/spiaggia); la Corte sottolinea che la demanialità può derivare direttamente dalla legge e non dipende esclusivamente da atti amministrativi.
art. 823 cod. civ.
Precisa l'inalienabilità dei beni demaniali; usata per affermare l'impossibilità di usucapione su tali beni.
art. 829 cod. civ.
Richiamato in relazione alla disciplina della pubblicità immobiliare e ai limiti della prova documentale in sede cautelare.
artt. 2643, 2651 cod. civ.; art. 282 cod. proc. civ.
Norme sulla pubblicità immobiliare e trascrizioni; la Corte osserva che l'assenza di trascrizione della sentenza di usucapione rende non decisiva la tesi difensiva in fase cautelare.
art. 606, lett. c) ed e) cod. proc. pen.
Limiti di deducibilità in Cassazione: la Corte ricorda che i vizi motivazionali sono ammessi in modo circoscritto e che la cassazione non è luogo per riesaminare il merito motivazionale della decisione cautelare.
art. 649 cod. proc. pen.
Divieto di doppia valutazione giudiziaria; la Corte ritiene che l'eccezione non trovi applicazione per mancanza di identità storica del fatto e per la revocabilità del precedente non luogo.
art. 554-ter e 554-quinquies cod. proc. pen.
Norme sul non luogo a procedere e sulla sua revocabilità; la Corte sottolinea che il non luogo predibattimentale è revocabile e pertanto non impedisce necessariamente nuova attività istruttoria.
art. 325 cod. proc. pen.
Regola le misure cautelari reali; la Corte ricorda il limite della fase cautelare e l'oggetto della verifica del riesame (fumus/periculum).
art. 1, co. 682, legge 145/2018
Richiamata per affermare i limiti di proroga delle autorizzazioni stagionali per stabilimenti balneari; la Corte ha ritenuto che l'atto del 2018 fosse autorizzazione provvisoria non prorogabile.
art. 36 codice della navigazione
Riferimento alla disciplina delle concessioni demaniali marittime; la Corte distingue tra concessione e autorizzazione provvisoria.
art. 154 D.lgs. 42/2004 e artt. 146, 149 D.lgs. 42/2004
Norme sul vincolo paesaggistico e sulla autorizzazione paesaggistica: la Corte osserva che il parere della Soprintendenza non sostituisce il nulla osta paesaggistico quando richiesto.
art. 616 cod. proc. pen.
Regola la condanna alle spese nei procedimenti in Cassazione; la Corte ha posto l'onere delle spese sul ricorrente.
Massime di principio
- In sede cautelare penale il sindacato sul fumus e sul periculum è limitato: per il sequestro preventivo è sufficiente l'astratta sussumibilità del fatto e la verifica che la disponibilità del bene possa aggravare o protrarre l'offesa, non servono "gravi indizi" come per il dibattimento.
- L'occupazione abusiva del demanio marittimo è un illecito "permanente": la persistenza dell'occupazione di per sé può costituire periculum, specie se si rilevano interventi recenti (manutenzioni) volti a consolidare l'occupazione.
- La qualificazione della demanialità può fondarsi su norme di legge (art. 822 c.c.) e su un insieme di indici (destinazione d'uso, arredi di arenile, comportamenti della PA, risultanze tecniche e catastali); in fase cautelare è ammessa una plausibile riconducibilità al demanio senza la prova definitiva richiesta in sede civile o amministrativa.
- Le risultanze catastali non sono prova definitiva dei diritti reali ma hanno valore indiziario; la prova dell'usucapione o di altri diritti reali richiede atti giudiziari/documenti idonei e trascritti.
- Le decisioni amministrative temporanee o una sospensiva del giudice amministrativo non escludono automaticamente il fumus o il periculum in sede penale: solo una decisione amministrativa definitiva e irrevocabile che decide lo specifico profilo può precludere la valutazione penale.
- Il divieto di ne bis in idem opera solo con identità storica del fatto e con giudicato effettivo e definitivo; non impedisce l'azione penale quando vi siano condotte ulteriori o nuove fattispecie nel tempo o quando il provvedimento precedente sia revocabile.
- In Cassazione contro provvedimenti cautelari reali le censure ammissibili sono essenzialmente questioni di violazione di legge; i vizi di motivazione sono valutati in modo restrittivo e non come un nuovo esame di merito.
- Pareri favorevoli di enti (es. Soprintendenza) non sostituiscono, se richiesti dalla normativa, il nulla osta paesaggistico formale; la mancanza di tale titolo può rendere l'intervento soggetto a sanzioni anche demolitorie.
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