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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1817/2025 del 15/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza del Tribunale di Sondrio che ha confermato il sequestro preventivo diretto e per equivalente di saldi attivi di conti correnti e di immobili intestati a Vener Barbara e Marenghi Valentina, disposto in relazione a plurimi reati fiscali (D.Lgs. n. 74/2000: artt. 2, 4, 5, 10), al reato previsto dall'art. 329 D.Lgs. 14/2019 e al reato di riciclaggio (art. 648-bis c.p.). I motivi di ricorso principali sono: 1) inefficacia dell'ordinanza per presunta violazione del termine perentorio di 10 giorni previsto dall'art. 309 c.p.p.; 2) incompetenza territoriale/errata qualificazione del reato (riciclaggio vs autoriciclaggio) e conseguente nullità; 3) omessa/insufficiente motivazione in ordine al fumus commissi delicti e al periculum in mora, con specifico rilievo sul ruolo attribuito a Vener come "amministratrice di fatto"; 4) sproporzione tra profitto illecito stimato (circa €254.516) e valore dei beni sottoposti a sequestro (circa €1.100.000).

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato tutti i ricorsi: 1) ha confermato il principio consolidato secondo cui il termine di dieci giorni previsto dall'art. 311, comma 5-bis (richiamato dall'art. 309) si applica esclusivamente alle misure cautelari personali e non alle misure reali/di sequestro successive ad annullamento con rinvio; pertanto la decisione oltre il termine non rende inefficace l'ordinanza; 2) ha ritenuto il motivo sulla riqualificazione del reato aspecifico e non supportato da elementi fattuali che ne giustifichino la diversa qualificazione in autoriciclaggio, osservando che dalla motivazione risulta coerente la qualificazione in riciclaggio (art. 648-bis); 3) ha giudicato sufficiente e congrua la motivazione del G.I.P. e del Tribunale in ordine al fumus e al periculum in mora, richiamando i criteri giurisprudenziali che richiedono concreti e persuasivi elementi indiziari e la necessità di motivazione specifica sulla sussistenza del pericolo di dispersione; 4) ha escluso che in sede di riesame il Tribunale sia tenuto a compiere accertamenti mirati sul valore dei beni salvo il caso di manifesta sproporzione; pertanto la censura di sproporzione non è stata accolta. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Il termine di 10 giorni menzionato dalla norma è riferito al procedimento cautelare personale; non è perentorio con riferimento alle misure reali successive ad annullamento con rinvio

  • art. 311 cod. proc. pen.

    La limitazione temporale introdotta dal comma 5-bis si applica alle misure cautelari personali e non si estende ai procedimenti di riesame delle misure reali, percheé non richiamata dall'art. 324

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Disciplina il ricorso per cassazione avverso provvedimenti in materia di misure reali; la mancata richiamata del comma 5-bis dell'art. 311 implica che quel termine non operi per le misure reali

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Regole sul sequestro preventivo finalizzato alla confisca; richiede motivazione anche del "periculum in mora" quando si anticipa l'effetto ablativo

  • art. 648-bis cod. pen.

    Norma sul reato di riciclaggio; la qualificazione giuridica deve emergere da adeguata argomentazione fattuale, non da un mero refuso

  • D.Lgs. 74/2000

    Norme penali tributarie che costituiscono il presupposto dei sequestri disposti per i profili fiscali contestati

  • D.Lgs. 14/2019

    Norma evocata per alcune contestazioni (capi E, F, G) nell'ordinanza impugnata

  • art. 316 cod. proc. pen.

    Riferimenti giurisprudenziali sul sequestro conservativo e sul giudizio prognostico del periculum in mora applicabile in analogia anche al sequestro preventivo finalizzato alla confisca di somme

  • art. 581 cod. proc. pen.

    Richiesti requisiti di specificità del ricorso per consentire l'esame in cassazione; i motivi generici o aspecifici non sono ammissibili

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Parametro di persuasività richiesto per le misure personali; per le misure reali il livello probatorio richiesto è inferiore, ma comunque occorrono elementi indiziari concreti

Massime di principio

  • Il termine di dieci giorni ex art. 311, comma 5-bis (richiamato da art. 309) si applica esclusivamente alle misure cautelari personali: per i sequestri preventivi e le misure reali il termine non è perentorio e la decisione oltre il termine non comporta automaticamente inefficacia del provvedimento
  • Una domanda di riqualificazione giuridica (es. riciclaggio vs autoriciclaggio) in grado di incidere su competenza territoriale richiede indicazione puntuale di elementi fattuali che giustifichino la diversa qualificazione; deduzioni generiche sono inammissibili in cassazione
  • In tema di misure cautelari reali il giudice deve motivare il fumus commissi delicti con concreti e persuasivi elementi indiziari; la Cassazione interviene solo per vizi di legge o per motivazioni radicalmente carenti, non per semplice dissenso sulle valutazioni probatorie
  • Il periculum in mora per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca richiede motivazione sulle concrete ragioni del rischio di dispersione o alterazione delle garanzie; non è sufficiente affermare la confiscabilità del bene senza spiegare perché occorra anticipare l'effetto ablativo
  • Sul principio di proporzionalità (confisca per equivalente) il riesame non è tenuto a compiere accertamenti approfonditi sul valore dei beni salvo che non ricorra una manifesta sproporzione; il rimedio operativo del destinatario è l'istanza di riduzione della garanzia al PM e, se negativo, l'appello cautelare
  • Strategia difensiva pratica: documentare puntualmente la non corrispondenza dei fatti ai reati contestati; produrre valutazioni immobiliari e prove sul ruolo aziendale (per contestare la qualifica di "amministratore di fatto"); proporre istanze e appelli previsti (riduzione garanzia/appello cautelare) piuttosto che limitarsi a censure generiche in cassazione

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