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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1753/2025 del 15/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione fondata su due censure: 1) omissione da parte della Corte d'Appello della valutazione delle conclusioni scritte depositate dalla difesa nel giudizio di appello trattato con rito cartolare, con rilievo che tali conclusioni avrebbero avuto un contenuto argomentativo piu ampio rispetto all'appello e avrebbero potuto determinare una decisione favorevole; 2) mancato esame della istanza di liquidazione dei compensi al difensore ammesso al patrocinio a spese dello Stato, presentata unitamente alle conclusioni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto che la censura fosse generica e priva di specificita: per rilevare la nullita derivante dall'omessa valutazione di memorie inviate via PEC occorre che il ricorrente indichi in modo concreto le connotazioni contenutistiche e l'autonomo contenuto argomentativo delle memorie, cioe in che modo esse avrebbero potuto incidere sulla decisione. Sul secondo motivo ha ritenuto che la mancata decisione sulla liquidazione dei compensi non invalida la sentenza impugnata, essendo possibile ottenere la liquidazione tramite autonoma istanza. Ha quindi respinto il ricorso e condannato la ricorrente alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 515 cod. pen.

    Norma penale richiamata per indicare il reato per cui la FOMIA era stata condannata; la sentenza conferma la qualificazione del fatto ai sensi di tale articolo.

  • art. 23-bis d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, convertito con modificazioni dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176

    Norma che disciplina l'invio tramite PEC di memorie nel periodo emergenziale; la giurisprudenza e la Corte richiedono che le memorie inviate abbiano un autonomo contenuto argomentativo per determinare l'annullamento in caso di omessa valutazione.

  • art. 178, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Richiamato come riferimento alla tipologia di nullita generale a regime intermedio per la lesione del diritto di intervento dell'imputato; la Corte richiama che tale nullita opera solo se l'atto non valutato costituisce effettivo esercizio del diritto di difesa attraverso contenuto argomentativo autonomo.

Massime di principio

  • L'omessa valutazione di memorie inviate via PEC nel rito cartolare costituisce vizio rilevante solo se le memorie hanno un autonomo contenuto argomentativo volto a sostenere le ragioni del gravame; la difesa in cassazione deve descrivere concretamente tale contenuto per ottenere accoglimento.
  • Una censura generica che si limita ad affermare che le memorie erano "piu ampie" e che "avrebbero potuto" determinare esito diverso è insufficiente per dichiarare l'inammissibilita o per ottenere l'annullamento in Cassazione.
  • La mancata decisione sulla liquidazione dei compensi del difensore ammesso al gratuito patrocinio non invalida la sentenza principale; il difensore puo ottenere la liquidazione mediante autonoma istanza.
  • In ricorso per cassazione e' fondamentale specificare in che modo l'omesso esame di un atto avrebbe inciso sul giudizio, indicando i profili argomentativi omessi e il nesso causale con la diversa decisione prospettata.
  • Se il ricorso e' ritenuto inammissibile per genericita, il ricorrente puo essere condannato alle spese e a somme a favore della Cassa delle Ammende.

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