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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33759/2023 del 04/12/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (difensori)

La controversia

I difensori della parte controricorrente nel precedente giudizio di cassazione hanno chiesto la correzione di un errore materiale contenuto nella sentenza n. 17397/2023, perché il dispositivo aveva condannato la parte ricorrente alla rifusione delle spese in favore dei controricorrenti, ma aveva omesso di disporne la distrazione in loro favore, nonostante nel controricorso fosse stata formulata espressa istanza ex art. 93 c.p.c. con dichiarazione di anticipazione delle spese. La Corte ha inoltre esaminato, in via preliminare, la forma dell'istanza, rilevando che non era stata notificata alla controparte né era stata depositata copia autentica del provvedimento da correggere, e ha chiarito i requisiti e i limiti del procedimento di correzione degli errori materiali, sia su iniziativa di parte sia d'ufficio. La questione concreta riguardava quindi l'ammissibilità e la procedura del rimedio ex art. 391-bis c.p.c. per emendare l'omissione della distrazione delle spese nel dispositivo di una sentenza della Cassazione.

La decisione

La Corte ha ritenuto ammissibile l'istanza di correzione e l'ha accolta. Ha precisato che la procedura di correzione d'ufficio richiede un formale impulso del presidente della sezione, l'iscrizione a ruolo autonomo, l'instaurazione del contraddittorio mediante la cancelleria e l'acquisizione del fascicolo originario; ha inoltre affermato che, quando l'iniziativa proviene dalla parte interessata, sono necessari la notifica del ricorso alle altre parti e il deposito del ricorso notificato e della copia autentica del provvedimento, a pena rispettivamente di inammissibilità e improcedibilità. Nel caso concreto, però, ha ritenuto che il procedimento fosse stato correttamente incanalato, anche in ragione del decreto di fissazione d'udienza, dell'acquisizione del fascicolo e delle comunicazioni di cancelleria. Nel merito, ha disposto la correzione del dispositivo della sentenza n. 17397/2023, inserendo dopo le parole "accessori di legge" l'inciso "da distrarsi in favore degli Avv.ti Francesco Mandara e Matteo Petrella ex art. 93 cod. proc. civ.". Non ha provveduto sulle spese del procedimento di correzione.

Norme richiamate

  • art. 391-bis c.p.c.

    prevede la correzione, da parte della Corte di cassazione, degli errori materiali o di calcolo contenuti nei propri provvedimenti, sia su ricorso della parte interessata sia d'ufficio, con ordinanza secondo il rito camerale.

  • art. 365 c.p.c.

    richiamato come disciplina del ricorso per cassazione cui deve conformarsi l'istanza di correzione proposta dalla parte interessata.

  • art. 369 c.p.c.

    il ricorso notificato e la copia autentica del provvedimento da correggere devono essere depositati secondo i commi primo e secondo, a pena di improcedibilità.

  • art. 93 c.p.c.

    consente la distrazione delle spese in favore del difensore che dichiari di averle anticipate; l'omessa pronuncia su tale istanza è emendabile con correzione di errore materiale.

  • art. 287 c.p.c.

    richiamato quale base generale del procedimento di correzione degli errori materiali.

  • art. 288 c.p.c.

    richiamato per gli adempimenti di cancelleria e per il meccanismo di correzione del provvedimento.

  • art. 380-bis, commi 1 e 2, c.p.c.

    la Corte pronuncia sulla correzione osservando il rito camerale previsto da tali disposizioni.

  • art. 93, secondo comma, c.p.c.

    richiamato come disposizione coerente con la correzione dell'omessa distrazione, anche quando la parte dimostri di aver soddisfatto il credito del difensore.

Massime di principio

  • L'omessa pronuncia nel dispositivo sulla distrazione delle spese ex art. 93 c.p.c. integra un errore materiale emendabile con il procedimento di correzione, e non richiede la proposizione di un ordinario mezzo di impugnazione, poiché la richiesta di distrazione non costituisce domanda autonoma.
  • La correzione degli errori materiali della sentenza di cassazione può essere promossa sia dalla parte interessata sia d'ufficio, ma i due percorsi sono alternativi e non è configurabile un tertium genus informale di mera sollecitazione alla correzione d'ufficio.
  • Se l'iniziativa è della parte interessata, la notifica del ricorso alle altre parti e il deposito del ricorso notificato, nonché della copia autentica del provvedimento da correggere, sono adempimenti necessari, la cui omissione comporta rispettivamente inammissibilità e improcedibilità.
  • L'errore materiale correggibile è solo quello che incide sulla esteriorizzazione del comando giudiziale, senza riguardare la formazione del convincimento decisorio o l'individuazione degli elementi di causa.
  • Il procedimento di correzione, anche in Cassazione, è funzionale a ripristinare la corrispondenza tra volontà giurisdizionale e sua espressione formale e risponde a esigenze di celerità e di ragionevole durata del processo.
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