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Sentenza

Sentenza n. 2253/2026 - Palermo, Sezione 1

Giustizia amministrativa202401754

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di decadenza dalla concessione demaniale marittima per mancata acquisizione delle autorizzazioni e mancato avvio dell’attività entro un anno dal rilascio della concessione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione concedente)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato la decadenza della concessione demaniale marittima, deducendo la violazione e falsa applicazione dell’art. 47, comma 1, lettere a) ed f), del Codice della navigazione e delle clausole nn. 3 e 4 dell’atto d’obbligo incorporato nel titolo concessorio. Ha lamentato difetto di istruttoria, travisamento dei fatti, ingiustizia manifesta, difetto dei presupposti ed erroneità o difetto di motivazione. In particolare, ha sostenuto che il termine annuale per l’acquisizione delle autorizzazioni e l’avvio dell’attività avrebbe dovuto decorrere dalla notificazione effettiva del decreto di concessione, intervenuta successivamente alla sua adozione, e che i ritardi dell’amministrazione nel rilascio del titolo integrassero una causa di forza maggiore. Ha inoltre invocato la proroga della durata della concessione e le attività successivamente intraprese, tra cui la presentazione dell’istanza comunale, il deposito del progetto, il conseguimento dell’autorizzazione paesaggistica e l’avvio dei lavori, nonché la sospensione dei lavori nel periodo estivo prevista per la località interessata.

La decisione

Il TAR ha rigettato il ricorso. Ha qualificato il potere di decadenza previsto dall’art. 47 del Codice della navigazione come sostanzialmente vincolato una volta accertata la sussistenza dei relativi presupposti fattuali, escludendo quindi un bilanciamento discrezionale tra interesse pubblico ed esigenze del concessionario. Ha ritenuto adeguatamente motivato il provvedimento e ha stabilito che il termine annuale per acquisire le autorizzazioni e avviare l’attività decorresse dal rilascio della concessione, individuato nella data indicata dal giudice, e non dalla successiva notificazione del decreto. Le ragioni addotte dalla società — ritardo nella formalizzazione del titolo, valutazioni di convenienza economica, proroga della durata della concessione e sospensione stagionale dei lavori — non integravano forza maggiore, poiché non costituivano eventi imprevedibili, inevitabili, eccezionali e non imputabili, tali da impedire oggettivamente l’adempimento nonostante l’ordinaria diligenza. La proroga della durata della concessione non aveva modificato né rinnovato il termine decadenziale per l’avvio dell’attività e l’acquisizione delle autorizzazioni. La ricorrente è stata condannata alle spese di lite, liquidate in euro 2.000, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 47 Codice della navigazione

    L’Amministrazione “può dichiarare la decadenza del concessionario”.

    La decadenza, una volta accertata la sussistenza dei presupposti fattuali previsti dalla norma e dal titolo concessorio, costituisce esercizio di un potere sostanzialmente vincolato; l’amministrazione deve limitarsi al riscontro dell’inadempimento, senza procedere a un bilanciamento discrezionale tra interesse pubblico ed esigenze del concessionario.

  • clausole nn. 2, 3 e 4 dell’atto d’obbligo e di accettazione delle condizioni e prescrizioni della concessione

    La mancata acquisizione delle suddette autorizzazioni e la mancata messa in esercizio dell’attività entro il termine di un anno dal rilascio del decreto di concessione, salvo comprovata causa di forza maggiore, costituisce motivo di decadenza della concessione ai sensi dell’art. 47 C.d.N.

    Il mancato conseguimento delle autorizzazioni e il mancato avvio dell’attività entro un anno dal rilascio della concessione costituiscono presupposti della decadenza, salvo una comprovata causa di forza maggiore.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità e dei dati identificativi delle parti private.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità delle parti interessate.

Massime di principio

  • La decadenza da una concessione demaniale marittima prevista dall’art. 47 del Codice della navigazione ha natura sostanzialmente vincolata quando siano accertati i presupposti fattuali dell’inadempimento previsti dalla legge e dal titolo concessorio; in tal caso l’amministrazione concedente non deve effettuare un autonomo bilanciamento discrezionale tra interesse pubblico ed esigenze del concessionario.
  • La forza maggiore che impedisce di dichiarare la decadenza da una concessione demaniale deve consistere in un evento esterno, imprevedibile, inevitabile, eccezionale e non imputabile al concessionario, non superabile mediante l’adozione delle ordinarie cautele e della normale diligenza.
  • Le valutazioni di convenienza economica del concessionario e la sua scelta di ritardare l’avvio degli adempimenti autorizzativi non costituiscono causa di forza maggiore e non impediscono la decadenza per mancato avvio dell’attività entro il termine previsto dal titolo concessorio.
  • La proroga della durata complessiva di una concessione demaniale non modifica automaticamente il distinto termine, previsto dal titolo a pena di decadenza, per l’acquisizione delle autorizzazioni e l’avvio dell’attività, salvo un’espressa diversa previsione.
  • Il termine per l’adempimento degli obblighi concessori decorre dalla data di rilascio della concessione individuata dal titolo e non può essere unilateralmente posticipato dal concessionario in ragione della successiva notificazione dell’atto o di ritardi non impeditivi dell’amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittime
RamiDemanio e patrimonio pubblico
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezzaPrincipio di legalità e tipicità

Testo integrale

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