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Sentenza

Sentenza n. 320/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'annullamento 1) dell’ordinanza n. 113 del 04.12.2024 prot. 19314 del 04.12.2024 di rimozione di opere abusive indicato nel “campo i Padel con struttura in profilati d’acciaio su basamento in calcestruzzo armato avente dimensioni di pianta di ml 6.30 x 20.00, chiusa da vetri, reti metalliche e lamiere, con copertura a volta con telo in PVC su struttura di ferro assemblato con altezza massima di m.l. 8,60” notificata in data 05.12.2024; 2) della relazione tecnica prot. 18612 del 21.11.2024 con cui è stata rilevata “l‟avvenuta realizzazione di opere comprese nella SCIA prot. 10213/2023 annullata in autotutela”; 3) del provvedimento del 22.10.2024 a firma del responsabile dei servizi tecnici (G. D’Auria) del 22.10.2024 di annullamento della SCIA prot. 0013461 del 03.09.2024; 4) del decreto sindacale n. 17 del 26.11.2024 di attribuzione della posizione organizzativa all’arch. Cerullo Antonio e degli altri decreti di attribuzione delle funzioni di posizione organizzativa ai dipendenti di categoria “C” (istruttori amministrativi) firmatari dei provvedimenti impugnati di attribuzione della posizione organizzativa e del precedente responsabile Geom. D’Auria sconosciuto per numero e data; 5) se e per quanto lesiva della nota prot. 0013461 del 03.09.2024 di avvio del procedimento di annullamento e dichiarazione di inefficacia della SCIA prot. 10213 del 27.07.2023; 6) se e per quanto lesivi degli atti di pianificazione e regolamentari, anche non noti, ove si ritenessero lesivi e segnatamente dell’art 22 delle NTA del PRG ove fosse interpretato in pregiudizio del ricorrente; 7) e di ogni altro atto presupposto o conseguenziale di cui non si conosce il contenuto e mai notificato;

Giustizia amministrativa202500144

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: annullamento in autotutela della SCIA relativa alla realizzazione di un campo da padel e conseguente ordinanza di rimozione delle opere abusive

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l’annullamento in autotutela della SCIA presentata per la realizzazione di un campo da padel e la conseguente ordinanza di rimozione delle opere. Ha dedotto violazione di legge, eccesso di potere e, in subordine, incompetenza. In particolare, ha contestato l’intervento tardivo del Comune, effettuato oltre dodici mesi dalla presentazione della SCIA, senza adeguata indicazione delle concrete e attuali ragioni di interesse pubblico richieste dall’art. 21-nonies l. 241/1990. Ha inoltre evidenziato che il Comune, con una precedente nota di presa d’atto, aveva attestato che l’intervento non appariva in contrasto con la disciplina urbanistica vigente, così ingenerando un affidamento, senza spiegare le ragioni del successivo mutamento di valutazione. L’amministrazione aveva invece fondato l’autotutela sul contrasto dell’opera con la strumentazione urbanistica, sul mancato rispetto delle distanze dai fabbricati confinanti e delle altezze massime consentite.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato tutti i provvedimenti impugnati, ritenendo assorbenti le censure relative all’illegittimità dell’autotutela esercitata sulla SCIA. Il Comune è intervenuto oltre dodici mesi dalla presentazione della segnalazione senza indicare le prevalenti ragioni di interesse pubblico concrete e attuali, diverse dal mero ripristino della legalità, necessarie per giustificare l’intervento tardivo ai sensi dell’art. 21-nonies l. 241/1990. Il giudice ha inoltre valorizzato la contraddittorietà tra il successivo annullamento e la precedente presa d’atto comunale, con cui era stato affermato che l’intervento non incontrava ostacoli nell’ordinamento urbanistico vigente. Tale esternazione aveva ingenerato un affidamento nel privato, rispetto al quale il Comune non aveva fornito alcuna spiegazione del ripensamento. L’annullamento dell’atto di autotutela ha comportato anche l’annullamento dell’ordinanza di rimozione delle opere. Il Comune è stato condannato al pagamento di 4.000 euro di spese di lite, oltre accessori e rifusione del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    affinché il potere di intervento tardivo sulla segnalazione certificata possa dirsi legittimamente esercitato, è indispensabile che ... l'amministrazione dia conto delle prevalenti ragioni di interesse pubblico concrete e attuali, diverse da quelle tese al mero ripristino della legalità violata, che depongono per la sua adozione, tenendo in considerazione gli interessi dei destinatari e dei controinteressati

    L’intervento tardivo dell’amministrazione sulla SCIA, oltre il termine ordinario di controllo, è legittimo solo se motivato con prevalenti ragioni di interesse pubblico concrete e attuali, ulteriori rispetto al mero ripristino della legalità, e se tiene conto degli interessi del destinatario e degli eventuali controinteressati.

  • art. 21 l. 241/1990

    Richiamato quale disciplina generale dei poteri di controllo e di autotutela sull’attività oggetto di SCIA.

Massime di principio

  • Quando l’amministrazione interviene in autotutela sulla SCIA oltre dodici mesi dalla sua presentazione, deve indicare puntualmente le prevalenti ragioni di interesse pubblico concrete e attuali che giustificano l’intervento, diverse dal mero ripristino della legalità violata, e deve ponderare gli interessi del destinatario e degli eventuali controinteressati.
  • L’annullamento tardivo della SCIA è illegittimo se l’amministrazione si limita a rilevare il contrasto dell’intervento con la disciplina urbanistica, senza esplicitare uno specifico interesse pubblico attuale alla rimozione dell’opera.
  • Quando l’amministrazione abbia previamente attestato che l’intervento oggetto di SCIA non incontra ostacoli nell’ordinamento urbanistico, il successivo annullamento richiede una motivazione specifica sulle ragioni del mutamento di valutazione; l’omessa spiegazione del ripensamento è incompatibile con la tutela dell’affidamento ingenerato nel privato.
  • L’annullamento del provvedimento comunale di autotutela che aveva privato di efficacia la SCIA comporta l’annullamento della conseguente ordinanza di rimozione delle opere, in quanto atto consequenziale fondato sul primo.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAutotutela
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaLegittimo affidamentoDifetto di motivazionePonderazione degli interessi e interesse pubblico

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