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Sentenza

Sentenza del 19/10/2021 n. 28775 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione della sentenza della CTR che aveva confermato la decisione di primo grado favorevole al contribuente su due profili: (1) intempestività della notifica delle cartelle esattoriali e consequente decadenza dell'Agenzia; (2) nullità delle cartelle per mancata preventiva escussione del patrimonio della società debitrice principale (beneficium excussionis). L'Agenzia deduceva violazioni di legge e ultravpetizione per avere la CTR deciso su eccezione non sollevata in primo grado e contestava la valutazione sulla preventiva escussione, sostenendo che il beneficium excussionis non poteva trovare applicazione dato che la società debitrice era già stata cancellata dal registro delle imprese.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto i motivi 1, 3 e 4 del ricorso dell'Agenzia (respingendo implicitamente i motivi residui come assorbiti), ritenendo che: (i) la CTR ha illegittimamente deciso ex officio su un'eccezione in senso stretto (intempestività della notifica) non proposta in primo grado, violando il principio che l'oggetto del giudizio è delimitato dai motivi di ricorso; (ii) la CTR ha errato nel rigettare l'eccezione relativa al beneficium excussionis senza applicare il principio stabilito dalle Sezioni Unite (Cass. Sez. U., n. 28709/2020) circa la ripartizione dell'onere della prova a seconda della forma societaria e delle prove di incapienza del patrimonio sociale, con particolare riferimento alla situazione di cancellazione della società. Per questi motivi la sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata alla CTR Emilia-Romagna in diversa composizione per nuovo esame e per le spese del giudizio di cassazione.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    Limita l'attività del giudice al compiuto esercizio delle domande e delle eccezioni proposte dalle parti; il giudice non può decidere oltre i termini della domanda o su eccezioni in senso stretto non dedotte.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 24

    Consente l'integrazione o la modifica dei motivi del ricorso in primo grado solo in casi ristretti (ad es. deposito di documenti non conosciuti), quindi esclude l'ammissione di eccezioni nuove rilevanti dopo il termine processuale normale.

  • art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4

    Consente il ricorso per cassazione per violazione di norme di diritto e per decisione su questioni non dedotte dalle parti (ultrapetizione), fondamento dei motivi accolti dalla Corte.

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, artt. 17, 25

    Norme sul procedimento di riscossione mediante ruolo e sugli atti di riscossione; impattano sulle modalità di notifica e sulle conseguenze della mancata osservanza delle formalità procedurali.

  • Codice Civile, artt. 2290 e 2304

    Disciplina della responsabilità dei soci nelle società di persone e delle azioni esecutive sui loro patrimoni; rilevano per la questione del beneficium excussionis e per la determinazione dell'onere della prova in presenza di società solidalmente responsabili.

  • Cass. Sez. U., Sent. n. 28709 del 16/12/2020

    Principio applicato dalla Corte di Cassazione: quando la pretesa tributaria deriva dalla società e la cartella è notificata al socio, la ripartizione dell'onere della prova circa l'insufficienza del patrimonio sociale varia a seconda della forma societaria. Per snc, sas o società per azioni l'amministrazione deve provare l'insufficienza totale o parziale del patrimonio sociale; per società semplici grava sul socio l'onere di provare che il credito potrebbe essere soddisfatto sul patrimonio sociale. In assenza di prova, si applica la regola dell'art. 2697 c.c.

Massime di principio

  • Nel processo tributario il giudice non può decidere su eccezioni in senso stretto che non siano state dedotte dall'attore nel ricorso introduttivo: tali eccezioni devono essere proposte dal contribuente o risultano inammissibili.
  • L'intempestività dell'eccezione che configura la decadenza dell'Amministrazione è un'eccezione a favore esclusivo del contribuente e, se non è stata sollevata, il giudice non può pronunciarsi d'ufficio.
  • Sulla questione del beneficium excussionis, la ripartizione dell'onere della prova dipende dalla forma societaria: per snc, sas e società per azioni l'Amministrazione deve provare l'incapienza del patrimonio sociale; per società semplice è il socio a dover provare la capienza del patrimonio sociale.
  • Se la società debitrice è stata cancellata dal registro delle imprese o esistono altri elementi che dimostrano l'insufficienza del patrimonio sociale, l'Amministrazione può avere più agevole titolo a dimostrare l'incapienza; in mancanza di prove, si applicano le regole generali dell'onere della prova (art. 2697 c.c.).
  • In casi analoghi conviene al contribuente sollevare fin dall'inizio tutte le eccezioni rilevanti (anche quelle riguardanti la preventiva escussione del patrimonio sociale) e allegare documenti utili a provare la capienza del patrimonio sociale; all'Amministrazione conviene documentare la mancanza di attivi nella società per opporre resistenza.

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