Sentenza n. 4140/2026 - Roma, Sezione 1
per l’annullamento - del provvedimento datato 10 giugno 2025, comunicato a mezzo pec in pari data, con cui il r.u.p. ha disposto l’esclusione della Bsf s.r.l. dalla procedura aperta in due lotti per l’affidamento in appalto del servizio di pulizia per la Tenuta presidenziale di Castelporziano, Lotto 2 - CIG: B0C8EE87EE, indetta dal Segretariato generale della Presidenza delle Repubblica; - della nota prot. 31044 del 31 marzo 2025 avente ad oggetto l’avvio della «verifica di congruità ex art. 110 d.lgs. 36/2023 e par. 14.4 del disciplinare di gara»; - della nota prot. 41047 del 30 aprile 2025 avente ad oggetto la «verifica congruità ex art. 110 d.lgs. 36/2023 e par. 14.4 del disciplinare di gara - ulteriore quesito»; - delle valutazioni compiute in sede di verifica di congruità dell’offerta e del giudizio finale; - nonché, in genere, di qualsiasi altro atto e/o provvedimento annesso, connesso, presupposto e/o consequenziale; nonché per l’accoglimento della domanda di conseguire l’aggiudicazione dell’appalto e la stipula del relativo contratto ed il risarcimento dell’eventuale danno;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ritenendo inequivocabile la dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse alla decisione di merito. Non sono stati esaminati i motivi relativi all'esclusione, alla verifica di congruità dell'offerta né le domande di aggiudicazione, stipula e risarcimento. Le spese di giudizio sono state compensate in ragione della pronuncia in rito.
Atto impugnato: esclusione dalla procedura aperta per l'affidamento del servizio di pulizia della Tenuta presidenziale di Castelporziano, Lotto 2, disposta all'esito della verifica di congruità dell'offerta
Esito
Favorevole al resistente (stazione appaltante)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'impresa concorrente aveva impugnato l'esclusione dalla procedura di gara, nonché gli atti relativi all'avvio e allo svolgimento della verifica di congruità dell'offerta ai sensi dell'art. 110 d.lgs. 36/2023 e del disciplinare di gara, contestando le valutazioni compiute dalla stazione appaltante e il giudizio finale di non congruità. Aveva inoltre domandato di conseguire l'aggiudicazione, la stipula del contratto e il risarcimento dell'eventuale danno. Dopo la rinuncia alla domanda cautelare, la ricorrente, con memoria depositata prima dell'udienza pubblica, ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione di merito.
Massime di principio
- La dichiarazione inequivocabile della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione di merito determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, senza esame delle censure rivolte contro l'atto impugnato.
- Quando il giudizio è definito in rito per sopravvenuta carenza di interesse, le spese possono essere compensate dal giudice in ragione della natura della pronuncia.
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