Cassazione Penale, Sentenza n. 40352/2022 del 26/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Gli eredi hanno chiesto la liquidazione dell'equa riparazione per l'ingiusta privazione della libertà subita dal loro congiunto Gilberto Morelli (detenzione cautelare dal 29/03/2012 al 15/11/2013). Dopo assoluzione in primo grado (15/11/2013), condanna in appello (29/10/2015) e successivo annullamento senza rinvio della Cassazione (30/11/2016), gli eredi proposero istanza di riparazione il 05/03/2019. La Corte d'appello ha dichiarato l'istanza inammissibile per tardività, ritenendo decorso il termine biennale dall'irrevocabilità della sentenza di proscioglimento (30/11/2016). I ricorrenti hanno sostenuto che il termine di cui all'art. 315 c.1 cod. proc. pen. dovesse decorrere dalla data di deposito della motivazione (11/04/2017).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi manifestamente infondati e inammissibili. Ha ritenuto che l'annullamento senza rinvio della condanna pronunciato il 30/11/2016 abbia reso ipso facto irrevocabile la sentenza di proscioglimento del 15/11/2013 a decorrere dal giorno della pronuncia (30/11/2016), per cui l'istanza del 05/03/2019 è tardiva. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali, ciascuno al versamento di €1.000,00 in favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen., e in solido alla rifusione delle spese sostenute dal Ministero resistente, liquidate in €1.000,00.
Norme richiamate
art. 315 cod. proc. pen., comma 1
«la domanda di riparazione deve essere proposta a pena di inammissibilità entro due anni dal giorno in cui la sentenza di proscioglimento o di condanna è divenuta irrevocabile»
Il termine biennale per proporre la domanda di riparazione decorre dal giorno in cui la decisione diventa irrevocabile; nel caso di annullamento senza rinvio da parte della Cassazione, tale irrevocabilità si produce il giorno della pronuncia della sentenza di legittimità e non dal successivo deposito delle motivazioni.
art. 648 cod. proc. pen.
Richiamata dai ricorrenti nella discussione, ma la Corte ha ritenuto che non possa essere usata per far decorrere il termine biennale dal deposito della motivazione in presenza di una sentenza di legittimità che annulla senza rinvio.
art. 615 cod. proc. pen., comma 3
La pronuncia della sentenza in udienza e la lettura del dispositivo rendono conoscibile il dispositivo della decisione; la Corte ha richiamato la pubblicità della pronuncia come efficace ai fini dell'irrevocabilità nei casi di annullamento senza rinvio.
art. 606 cod. proc. pen., comma 1, lett. i
Norma richiamata come fondamento giuridico per l'annullamento senza rinvio da parte della Corte di Cassazione; in tali ipotesi la sentenza di proscioglimento diviene irrevocabile immediatamente.
art. 688 cod. proc. pen.
Collega l'annullamento senza rinvio della condanna all'irrevocabilità del provvedimento di proscioglimento: la Cassazione che annulla senza rinvio rende irrevocabile il proscioglimento in favore dell'imputato.
art. 616 cod. proc. pen.
Fondamento per l'irrogazione dell'ammenda (versamento alla Cassa delle Ammende) a carico dei ricorrenti per la proposizione del ricorso manifestamente infondato o per la responsabilità nella determinazione della causa di inammissibilità.
Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000
Richiamata in relazione ai criteri per l'eventuale determinatezza delle sanzioni pecuniarie in caso di ricorsi infondati; la Corte di Cassazione l'ha considerata nel decidere l'ammontare della somma da versare.
Massime di principio
- Il termine biennale per la domanda di riparazione decorre dal giorno in cui la decisione diventa irrevocabile; quando la Cassazione annulla senza rinvio una condanna, l'irrevocabilità del proscioglimento si produce alla pronuncia della Cassazione e non al deposito delle motivazioni.
- Il deposito delle motivazioni incide sui termini di impugnazione delle decisioni ma non posticipa la decorrenza del termine per la domanda di riparazione quando la sentenza di legittimità è pronunciata ed è non impugnabile (annullamento senza rinvio).
- In caso di annullamento senza rinvio la tutela risarcitoria per ingiusta detenzione va tempestivamente valutata tenendo conto della data di pronuncia della decisione di legittimità; il ritardo oltre i due anni comporta inammissibilità dell'istanza.
- Gli eredi possono proporre domanda di riparazione, ma devono rispettare i termini di cui all'art. 315; prima di proporre l'istanza è fondamentale verificare la natura dell'atto di legittimità (se impugnabile o annullato senza rinvio) per calcolare correttamente la decorrenza del termine.
- Se si contesta la decorrenza del termine, è necessario fornire elementi che dimostrino l'impossibilità di conoscere la decisione o la sua portata alla data della pronuncia; l'esistenza della motivazione depositata tardivamente non è automaticamente sufficiente a sospendere o ricalcolare il termine quando la sentenza è irrevocabile per pronuncia.
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