Ordinanza n. 13354/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento DM DEL RIGETTO ISTANZA DI CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA (K10/-OMISSIS-/R)/-
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana motivato da possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento ministeriale di rigetto della propria istanza di concessione della cittadinanza italiana. Dal testo emerge che il diniego è stato adottato perché, nel corso dell'istruttoria, erano emersi elementi riferibili al richiedente tali da non consentire di escludere possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica. Il giudizio non è stato definito nel merito: il Collegio ha ritenuto necessario acquisire la relazione riservata dei servizi di sicurezza posta a base del diniego, oppure una relazione dell'Amministrazione recante le specifiche ragioni per cui la documentazione non possa essere trasmessa. In una precedente camera di consiglio istruttoria la parte ricorrente aveva chiesto il rinvio della trattazione e non era stata adottata l'ordinanza istruttoria collegiale.
La decisione
Il TAR ha disposto incombenti istruttori ai sensi degli artt. 65, 66 e 67 c.p.a., ordinando al Ministero dell'Interno di depositare entro il 5 ottobre 2026 la relazione dei servizi di sicurezza sulla quale si fonda il provvedimento impugnato, adottando le cautele necessarie per tutelare le fonti informative e non pregiudicare l'attività di intelligence, inclusi stralci, omissis e ogni altra misura opportuna. In alternativa, il Ministero dovrà depositare una relazione che esponga le specifiche ragioni ostative alla trasmissione degli atti. La documentazione dovrà essere depositata in doppia busta, con indicazione esterna riservata. L'esame sarà consentito esclusivamente al Collegio e al difensore nella camera di consiglio istruttoria del 7 ottobre 2026, senza estrazione di copia, per consentire l'attività difensiva. La causa è stata rinviata a tale camera di consiglio; nessuna decisione è stata assunta sull'annullamento del diniego o sulla fondatezza del ricorso. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità della parte.
Norme richiamate
art. 65 c.p.a.
Richiamato quale base normativa per l'acquisizione degli elementi istruttori necessari alla decisione.
art. 66 c.p.a.
Richiamato nell'ambito della disciplina degli incombenti istruttori e della prosecuzione della trattazione camerale.
art. 67 c.p.a.
Richiamato quale ulteriore fondamento degli adempimenti istruttori disposti dal Collegio.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Posto a fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte per tutelarne diritti o dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Quando il diniego di concessione della cittadinanza è fondato su elementi riservati dei servizi di sicurezza relativi a possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica, il giudice amministrativo può disporre l'acquisizione della relazione informativa posta a base del provvedimento, imponendo le cautele necessarie per proteggere le fonti e non compromettere l'attività di intelligence.
- Qualora l'Amministrazione ritenga di non poter trasmettere la documentazione riservata, deve fornire una relazione recante le specifiche ragioni che rendono ragionevole tale omissione; il mero richiamo generico alla riservatezza non è indicato come sufficiente dal provvedimento.
- La documentazione riservata acquisita nel processo può essere sottoposta a modalità di consultazione limitata al Collegio e al difensore, senza estrazione di copia, quando ciò sia ritenuto necessario per bilanciare esigenze di difesa e tutela delle fonti informative.
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