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Sentenza

Sentenza n. 7119/2026 - Roma, Sezione 2

per l'annullamento 1) del Provvedimento Prot. n. -OMISSIS- del 27.11.2025 del Consolato Generale d'Italia in -OMISSIS- con il quale comunica nei confronti del ricorrente il diniego del visto ex art. 4 comma 2 DL 286/1998 modificato da L 189/2002 ed ex art. 6 bis DPR 334/2004; 2) di tutti gli atti del procedimento che hanno portato al provvedimento impugnato nonché degli atti necessari, presupposti, connessi e conseguenti, ivi compresi quelli a carattere generale, sia noti che ignoti.

Giustizia amministrativa202600045

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Diniego di visto d'ingresso per motivi di studio adottato dal Consolato Generale d'Italia, fondato sull'assenza del requisito dell'adeguata tutela del minore

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorso era diretto contro il diniego di visto d'ingresso adottato nei confronti di un minore straniero che intendeva entrare in Italia per motivi di studio, nonché contro gli atti presupposti e connessi. Nel corso del giudizio, il richiedente, nato il 31 marzo 2008, ha raggiunto la maggiore età. La parte ricorrente ha comunque sostenuto la permanenza di un interesse, quantomeno morale, all'accertamento dell'illegittimità del diniego. Nel merito, il provvedimento era contestato per la ritenuta insussistenza del requisito dell'adeguata tutela del minore: l'Amministrazione aveva rilevato che la persona indicata come affidataria temporanea fino al raggiungimento della maggiore età risultava già affidataria di un numero significativo di altri studenti minori, in contrasto con i criteri operativi diretti ad assicurare l'effettiva e costante custodia e protezione durante il soggiorno.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché il raggiungimento della maggiore età ha fatto venir meno l'utilità concreta della decisione richiesta. Il diniego riguardava infatti una domanda proposta secondo la disciplina applicabile ai minori; l'eventuale riesame non avrebbe più consentito di conseguire l'ingresso sulla base di tale disciplina, dovendo l'interessato presentare una nuova domanda secondo la normativa applicabile ai maggiorenni. Il Collegio ha inoltre precisato che il mero interesse morale all'accertamento dell'illegittimità non era sufficiente a mantenere l'interesse processuale. In ogni caso, ha ritenuto il diniego adeguatamente motivato, avendo l'Amministrazione indicato l'assenza di adeguata tutela del minore e il contrasto tra la situazione dell'affidataria e i criteri operativi di custodia e protezione. Il dispositivo dichiara il ricorso improcedibile e respinto; le spese sono state compensate per la peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 4, comma 2, d.lgs. 286/1998

    Indicato nel provvedimento di diniego quale base normativa del diniego del visto d'ingresso.

  • art. 6-bis d.P.R. 334/2004

    Indicato nel provvedimento di diniego quale disciplina applicata alla richiesta di visto.

  • art. 6, paragrafo 1, lettera f), Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato ai fini dell'oscuramento dei dati personali nella diffusione della sentenza.

  • art. 9, paragrafi 2 e 4, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato ai fini dell'oscuramento dei dati personali e dei dati relativi alla salute.

  • art. 52, commi 1, 2 e 5, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità e dei dati personali nella diffusione del provvedimento.

  • art. 2-septies d.lgs. 196/2003

    Richiamato per la protezione dei dati relativi alla salute e l'oscuramento nella diffusione della sentenza.

Massime di principio

  • Il raggiungimento della maggiore età nelle more del giudizio rende improcedibile il ricorso contro il diniego di un visto richiesto sulla base della disciplina speciale applicabile ai minori, quando la decisione giudiziale non possa più procurare l'utilità concreta perseguita e l'interessato debba eventualmente presentare una nuova domanda secondo la disciplina prevista per gli adulti.
  • Il mero interesse morale all'accertamento dell'illegittimità di un provvedimento non mantiene l'interesse a ricorrere quando non sia collegato a un'utilità concreta e attuale conseguibile mediante la decisione giudiziale.
  • Un diniego di visto per studio richiesto da un minore è adeguatamente motivato quando individua l'assenza di un'effettiva e costante tutela durante il soggiorno e indica specificamente che la persona designata per la custodia è già affidataria di un numero significativo di altri minori, in contrasto con i criteri operativi applicabili.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseDifetto di motivazione

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