Cassazione Penale, Sentenza n. 5629/2022 del 17/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma, da parte della Corte d'Appello, delle condanne per rapina aggravata e ricettazione (Granato e Virgilio) e per una seconda rapina aggravata (solo Virgilio). Granato deduce nullità per violazione dei diritti di difesa e mancata assunzione di prova decisiva (art. 606, lett. d), lamentando: motivazione apparente e copia di quella di primo grado; mancata ricognizione fotografica con il personale della banca; assenza di riscontri sulle analisi dattiloscopiche e scarsa qualità delle immagini di videosorveglianza; richiesta di perizia antropometrica non accolta; mancanza di esiti su materiale dattiloscopico repertato; valorizzazione di riconoscimenti operanti effettuati a distanza di tempo. Virgilio censura la valutazione degli esiti dattiloscopici, sostenendo che non vi è prova scientifica che escluda impronte identiche tra due soggetti e quindi critica la presunta decisività delle corrispondenze (almeno 23 minuzie).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di VIRGILIO e ha rigettato il ricorso di GRANATO. Quanto a Virgilio la Corte ha ritenuto manifestamente infondato il rilievo sulla dattiloscopia in assenza di idonee controprove tecnico-scientifiche e ha richiamato la giurisprudenza che attribuisce piena attendibilità a indagini dattiloscopiche con almeno 16-17 punti concordanti. Quanto a Granato la Corte ha ritenuto inammissibili le doglianze che si risolvevano in mera richiesta di riconsiderazione del merito delle prove, ha richiamato i limiti dell'appello in rito abbreviato (art. 603, comma 3) e ha valutato coerente la motivazione della Corte d'Appello (doppia conforme con il primo grado), richiamando anche elementi corroboranti come foto rinvenute sui profili social e la comparazione dei tratti somatici. Conseguentemente Granato è stato condannato alle spese processuali; Virgilio è stato dichiarato inammissibile e condannato alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 606, lett. d), cod. proc. pen.
violazione dei diritti di difesa e mancata assunzione di una prova decisiva
La norma è richiamata per la censura di nullità della sentenza: la Corte valuta che non sussista violazione idonea a determinare nullità perché le doglianze attengono a valutazione del merito probatorio e non a mancanza manifesta, contraddittorietà o illogicità della motivazione
art. 603, comma 3, cod. proc. pen.
limiti per l'assunzione di prove sopravvenute in appellodiritto abbreviato
La Corte richiama che, nel rito abbreviato d'appello, la possibilità di integrare l'istruttoria è molto limitata: nuove prove possono essere assunte solo se non manifestamente superflue o irrilevanti e ove la motivazione della decisione presenti lacune, manifeste illogicità o contraddizioni su punti decisivi
Massime di principio
- La Cassazione non riesamina i fatti né riconsidera la persuasività delle prove: sono inammissibili i motivi che chiedano una diversa valutazione di credibilità o della congruità probatoria senza dimostrare vizi manifesti della motivazione
- Le indagini dattiloscopiche con corrispondenze di almeno 16-17 punti caratteristici sono ritenute dalla giurisprudenza pienamente probatorie e possono sorreggere una condanna anche senza ulteriori conferme
- Nel rito abbreviato d'appello le richieste di integrazione probatoria sono soggette a limiti rigorosi; per ottenere l'assunzione di nuove prove occorre dimostrare che la motivazione impugnata presenti lacune, contraddizioni o illogicità manifeste
- Contestazioni di carattere tecnico-scientifico (es.: sostenere che impronte possano coincidere) richiedono elementi tecnici concreti e documentati; mere affermazioni generiche sono insufficienti in cassazione
- La presenza di elementi convergenti (fotografie, riconoscimenti operanti, esiti dei R.I.S., riscontri su social media) può compensare singole lacune investigative se la motivazione complessiva è coerente
- Per impugnare efficacemente una valutazione probatoria consolidata è necessario indicare vizi di motivazione rilevanti sul piano logico-giuridico (contraddizioni, omissioni di atti probatori decisivi, o errori normativi) e non soltanto proporre una lettura alternativa dei fatti
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