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Sentenza

Sentenza n. 8229/2026 - Roma, Sezione 5B

per l’annullamento del silenzio rigetto formatosi sull’istanza, formulata in data 3 settembre 2025, di accesso agli atti del procedimento relativi alla domanda di concessione della cittadinanza italiana avanzata dal ricorrente in data 23 agosto 2022 (prot. n. K10/-OMISSIS-) rigettata con decreto del Ministero dell’Interno del 14 agosto 2025;

Giustizia amministrativa202513275

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio-rigetto formatosi sull'istanza di accesso agli atti del procedimento relativo alla domanda di cittadinanza italiana

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il silenzio-rigetto formatosi sull'istanza del 3 settembre 2025, avente a oggetto l'accesso agli atti del procedimento relativo alla domanda di concessione della cittadinanza italiana presentata il 23 agosto 2022 e definita con decreto ministeriale di rigetto del 14 agosto 2025. Nel corso del giudizio, il ricorrente ha chiesto dichiararsi la cessazione della materia del contendere, poiché l'amministrazione aveva provveduto a ostendere la sentenza del Tribunale di Padova del 21 dicembre 2017, documento del quale era stata acquisita informazione durante l'istruttoria sulla domanda di cittadinanza, ma che non risultava inizialmente inserito nel fascicolo del procedimento. Il provvedimento era stato acquisito dall'amministrazione soltanto il 22 novembre 2025. Il giudice rileva inoltre che il ricorrente aveva erroneamente richiesto il documento alla Procura di Venezia anziché alla Procura di Padova.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., ritenendo che l'intervenuta ostensione del documento richiesto avesse integralmente soddisfatto l'interesse azionato. Le spese di lite sono state compensate, in considerazione sia dell'originaria assenza del documento nel fascicolo del procedimento sia dell'errore del ricorrente nell'individuare l'ufficio destinatario della richiesta. La sentenza dispone inoltre l'esecuzione da parte dell'autorità amministrativa e l'oscuramento delle generalità della parte interessata per ragioni di tutela dei diritti o della dignità.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    intervenuta ostensione del documento richiesto

    La sopravvenuta ostensione del documento oggetto della domanda di accesso soddisfa l'interesse azionato e determina la cessazione della materia del contendere.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce il presupposto, unitamente agli articoli 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679, per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • articoli 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati quale ulteriore fondamento della tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio instaurato contro il silenzio-rigetto su un'istanza di accesso, l'amministrazione ostende integralmente il documento richiesto, l'interesse azionato risulta soddisfatto e il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • La compensazione delle spese può essere giustificata dalla valutazione congiunta delle circostanze che il documento non fosse originariamente presente nel fascicolo amministrativo e che il richiedente abbia indirizzato erroneamente la richiesta all'ufficio competente.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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